Grande distribuzione, audizioni parlamentari e ipotesi di soluzione

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Credo che i parlamentari dei 5S non si sarebbero mai aspettati di trovarsi di fronte ad un tema così complesso e di difficile soluzione come quello della regolazione del lavoro festivo e domenicale.

In fondo sembrava tutto così semplice. Lavoratori sfruttati e mal pagati da un lato e piccoli commercianti incazzati per la arroganza della Grande Distribuzione, entrambi parte significativa del loro neo elettorato,  chiedevano a gran voce la chiusura delle domeniche e dei festivi. Procedere manu militari sembrava essere la soluzione migliore. La domenica? Tutti davanti alla televisione o, al massimo, al computer per acquistare sul web o ad ordinare una pizza. Mai più a fare la spesa in un centro commerciale.

Le audizioni parlamentari stanno, al contrario, facendo emergere la realtà per quella che è. Uno spaccato di un settore economico importante che coinvolge decine di migliaia di persone e di attività  grandi e piccole, modelli di consumo in evoluzione, interessi da ricomporre e equilibri da individuare.

E così i parlamentari, anziché interlocutori plaudenti si stanno trovando di fronte ben  quarantacinque soggetti che, a vario titolo e in rappresentanza di specifici punti di vista stanno riscrivendo davanti ai loro occhi una materia che va ripensata, soppesata con grande cautela e sulla quale, le soluzioni possibili non coincidono con le semplificazioni iniziali. Intanto i tempi si allungano. E’ evidente che la deadline non può più essere la fine dell’anno. Occorrerà trovare un compromesso soddisfacente per tutti. E questo compromesso non è materia per gli estremisti di entrambi gli schieramenti.

Leggi tutto “Grande distribuzione, audizioni parlamentari e ipotesi di soluzione”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

L’eclissi di ruolo (momentanea) della rappresentanza nell’epoca della disintermediazione

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Il recente attacco di Carlo Calenda ai vertici di Confindustria mi ha fatto riflettere. Non credo all’accusa di opportunismo rivolta a Vincenzo Boccia né alla strumentalità del dibattito scatenato in rete che ha preso di mira sia Confindustria che la CGIL elevandoli a simboli di un 900 oggi improponibile.

Certo non sottovaluto il problema delle imprese partecipate dal Tesoro, le difficoltà del Sole 24 Ore però sono temi, credo,  sui quali il Presidente di Confindustria si trova più nelle vesti di gestore di una eredità del passato e non certo di responsabile diretto.

C’è, ed è vero,  la preoccupazione nel mondo datoriale che i 5S perseguano pervicacemente una politica anti industriale e punitiva contro le imprese  in un momento in cui il Governo dovrebbe mettere in campo, al contrario,  strumenti a sostegno della ripresa. Da qui l’appello alla Lega.

A caldo io stesso ho puntato il dito su ciò che sembrerebbe essere evidente. L’eccessivo tatticismo delle organizzazioni di rappresentanza di fatto annichilite dalla vittoria giallo verde e dal decisivo contributo dei rispettivi associati a quel risultato.

Alle insistenti richieste di autocritica rivolte al PD non c’è stata un’analoga richiesta alle organizzazioni di rappresentanza e questo ha favorito una fuga dalle rispettive responsabilità. Il 4 marzo è stato rovesciato integralmente sulla Politica. Su chi ha vinto, assumendone le supposte buone ragioni e su chi ha perso ribaltando su di loro tutte le responsabilità. Una autoassoluzione molto pericolosa e gravida di conseguenze su  un futuro che rischia di non essere tanto remoto. Leggi tutto “L’eclissi di ruolo (momentanea) della rappresentanza nell’epoca della disintermediazione”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Le organizzazioni di rappresentanza tra strategia e tattica

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Nel film il Papa Re di Luigi Magni  monsignor Colombo magistralmente interpretato da Nino Manfredi afferma: “È certo che c’hanno torto, ma mica è detto che per questo c’avemo ragione noi”. Deve essere questa la sensazione che ha attraversato gli imprenditori dopo il discorso di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, ieri a Vicenza.

La preoccupazione sulle decisioni del Governo in materia di impresa e lavoro è molto forte, così come la sensazione che i continui ribaltamenti di fronte proposti dagli stessi vertici confindustriali rischiano di non approdare a nulla. C’è disorientamento, questo è certo.

Dario Di Vico lo ha colto immediatamente (http://bit.ly/2xPE2Yf). Le preoccupazioni indotte dalla possibile affermazione delle tesi grilline, le deboli reazioni dell’Europa preoccupate più del contagio in vista delle elezioni europee del prossimo anno, il nervosismo e la vacuità delle opposizioni che non riescono a metabolizzare il senso della sconfitta del 4 marzo, inducono alla cautela l’intero mondo della rappresentanza.

Un Governo che ha nel suo DNA la disintermediazione quindi la volontà di rappresentare e interpretare in prima persona  il popolo non è un interlocutore da sottovalutare. Accorgersi poi che una parte consistente dei propri associati ha scelto movimenti politici che per loro natura non amano i corpi intermedi è stato un duro colpo. Da qui le improvvise accelerazioni accompagnate da retromarce altrettante rapide.

Leggi tutto “Le organizzazioni di rappresentanza tra strategia e tattica”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Mall di Segrate. Se dieci anni vi sembrano pochi…

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Un documento di cinque pagine fitte nel quale sono riassunti oltre dieci anni di discussioni, contrasti e progetti dà il via libera finale ai lavori per la costruzione del più grande centro commerciale d’Europa in quel di Segrate vicina all’aeroporto di Linate e a meno di mezz’ora dal centro di Milano.

Trecento negozi, cinquanta ristoranti, sedici sale cinematografiche e diecimila posti auto su 240.000 metri quadrati di superficie. Almeno diciassettemila occupati senza parlare dei ventimila che saranno impegnati nella sua costruzione. Un investimento di 1,4 miliardi di euro, oltre 50 milioni di euro di oneri di urbanizzazione e tre anni di lavoro per completare l’opera.

Una struttura impressionante che si installa in un comprensorio già saturo di attività di grandi dimensioni, concepita in anni dove la crisi dei centri commerciali non aveva ancora dato segni evidenti di accelerazione.

I dati, (https://read.bi/2NAaE2a) negli USA parlano chiaro segnalando come sempre più vincenti strutture meno invasive come i centri commerciali naturali allocati preferibilmente nei centri urbani ma anche  il commercio on line ormai in crescita esponenziale. Nonostante questo, c’è chi crede su iniziative  di queste dimensioni che, pur cannibalizzando in parte il contesto commerciale circostante, propongono novità e rilanci di grande impatto.

Leggi tutto “Mall di Segrate. Se dieci anni vi sembrano pochi…”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Ma un impresa può aver paura del Governo?

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Non era mai successo che il mondo delle imprese fosse così preoccupato alla vigilia di una legge finanziaria. E’ vero che, per ora, le notizie che filtrano sono generalmente volute e pilotate per sondare le reazioni ma il quadro complessivo resta preoccupante.

Condoni, nuove tasse, patrimoniale sulle pensioni alte accompagnano in sottofondo e compensano gli interventi più mediatici. Quelli che hanno caratterizzato la campagna elettorale.

E’ chiaro che una coalizione così eterogenea come quella uscita dalle urne il 4 marzo vanta, comprensibilmente, priorità in conflitto tra loro sia nell’efficacia proposta che in termini di costo per la collettività.

Ma quello che preoccupa le imprese è che, mentre  i risultati contenuti nelle promesse elettorali non aiutano né la ripresa né il lavoro, il rastrellamento di risorse, necessario per consentirne la spendibilità politica e mediatica, rischia di provocare un aggravio d costi e nuovo piombo alle ali.

L’aumento dell’IVA è l’incognita principale. Ed è singolare che ci si trovi quasi costretti ad accettarne, almeno concettualmente,  una sua “rimodulazione” per evitare un risultato ben più pesante.

Così la realtà viene edulcorata con nuove parole, slogan soavi nella forma ma ben più preoccupanti nella sostanza, proposti  come risolutivi e positivi che rischiano di confondere l’opinione pubblica. “Rimodulazione dell’IVA”, “pace fiscale”, “domeniche in famiglia”, “decreto dignità”, “quota 100”, “spazza corrotti” e via discorrendo ci preparano ad un futuro prossimo che rischia di essere ricco di incertezze e preoccupazioni soprattutto per chi è obbligato a fare i conti non fermandosi al fascino diabolico delle parole. Leggi tutto “Ma un impresa può aver paura del Governo?”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Ricostruire rapidamente un luogo comune di confronto e di proposta per tutto il retail Italiano

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

A Chia Laguna in Sardegna si celebra ogni anno una sorta di Woodstock del terziario associato. Meno nota dell’appuntamento di Cernobbio che resta un appuntamento più politico e istituzionale, vicino a Cagliari, la Confederazione che vanta il numero più alto di imprese iscritte si interroga al proprio interno sul contesto economico, sociale e mette a terra la strategia necessaria per affrontare l’anno che verrà.

Quasi 800 persone provenienti da tutto il Paese ascoltano le testimonianze degli esperti invitati alle tavole rotonde, ne discutono le tesi, vivono insieme due giornate intense che consolidano i rapporti associativi e consentono di condividere esperienze e progetti.

L’appuntamento non ha alcuna eco esterna, non ci sono giornalisti presenti e, forse per questo, consente di percepire, più che altrove, la consistenza di quell’impasto di umanità, professionalità e impegno quotidiano che costituisce  la colonna vertebrale della Confederazione. Qui forse più che altrove, si cerca di ascoltare, proporre e osservare il mondo per quello che è anche quando rende evidente i limiti e la fatica della rappresentanza.

Il tema delle chiusure domenicali non poteva non animare  un confronto acceso tra rappresentanti delle federazioni e delle associazioni territoriali per come è stato posto dall’agenda della  politica. E’ un dibattito difficile tra chi vorrebbe ritornare a ben prima delle liberalizzazioni e chi cerca di individuare una soluzione praticabile.

E’ chiaro che l’uscita di Federdistribuzione del 2011 ha lasciato il segno in molti territori. Personalmente credo non abbia fatto bene né a loro né a Confcommercio che si trova inevitabilmente più sbilanciata nel confronto interno. Non è facile, e questo va detto, gestire un confronto equilibrato in  una Confederazione che associa alcuni tra i più importanti giganti del web, imprese e gruppi della GDO, rappresentanti dei piccoli esercizi e federazioni che hanno subito una moria di associati impressionante.
Assistervi è comunque un privilegio perché fa emergere e comprendere asprezze, diffidenze, rancori di chi fa impresa.

Leggi tutto “Ricostruire rapidamente un luogo comune di confronto e di proposta per tutto il retail Italiano”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Amazon vs. Walmart. Uno scontro che cambierà il mondo del retail..

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Mentre il mondo del retail sta cambiando in profondità abitudini e modelli di consumo anche grazie alle potenzialità offerte dalla trasformazione digitale noi continuiamo imperterriti a farci del male. La discussione sulle aperture domenicali piuttosto che sui sacchetti bio è lì a dimostrare che non riusciamo a capire che un intero sistema economico è attraversato da un profondo ripensamento strategico che avrà delle conseguenze pesanti sulla qualità e sulla modalità dei consumi, sulla sopravvivenza o meno delle nostre imprese e quindi sull’occupazione.

Alzare lo sguardo oltre al cortile di casa, evitare le zuffe sul nulla, riflettere su cosa serve per accompagnare questi processi epocali sarebbe la scelta migliore. Per fare questo è indispensabile ragionare sulle strategie possibili delle imprese che, forse più di altre, possono investire ingenti risorse, commettere errori e ripartire e  indicare strade da percorrere a tutto il mondo del retail.

Trasferirci negli USA può essere molto utile per riportare la discussione sui problemi veri. Da qualche tempo, infatti, lì è entrato nel vivo un confronto senza esclusione di colpi. 

In campo il campione indiscusso del retail, Walmart contro l’ultimo arrivato, l’imbucato venuto da fuori, dai sobborghi della filiera, Amazon, che ha deciso di insidiarne il regno. Quello che si sta consumando negli USA è uno scontro che presto sarà planetario e che lascerà sul campo morti e feriti, ovunque. Alla fine, nulla sarà più come prima. Leggi tutto “Amazon vs. Walmart. Uno scontro che cambierà il mondo del retail..”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Il dilemma nel “Governo del cambiamento”. Distruggere o difendere il lavoro?

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Aldo Cazzullo sul Corriere (http://bit.ly/2OuWzze) affronta il tema della inopportunità delle chiusure domenicali dal punto di vista del lavoro, della sua importanza, della sua qualità e dei suoi cambiamenti e di ciò che dovrebbe essere all’ordine del giorno per un vero Governo del cambiamento.

“Negli ultimi quarant’anni l’automazione ha distrutto il lavoro operaio; oggi la rivoluzione digitale sta distruggendo il lavoro dei bancari, degli assicurativi, degli agenti di viaggio. Per restare al commercio, intere categorie rischiano di essere messe fuori mercato dal web: grossisti, rappresentanti, trasportatori, commessi sono sempre più spesso sostituiti da un clic. Tesori di esperienze e competenze potrebbero in poco tempo essere spazzati via. Un disastro sociale che, però, richiede un sforzo di inventiva, di diversificazione, insomma di lavoro; altro che serrande abbassate la domenica.”

E’ l’altra angolatura del problema. Per questo sbaglia approccio Marco Beretta, segretario della Filcams Cgil di Milano quando attacca: ”Con ogni evidenza le liberalizzazioni di orari e giorni di apertura non hanno portato più occupazione. Anzi. le aziende hanno licenziato ed è peggiorata la condizione generale dei lavoratori.” Una frase forte che, per certi versi, descrive un punto di osservazione della crisi e di come ha colpito nel territorio milanese. Ma non c’entra nulla con le liberalizzazioni.

Innanzitutto non considera la natura e l’impatto che la crisi hanno avuto sulle  diverse insegne. Poche sono cresciute a parità di perimetro. Alcune si sono ritirate dal Paese, altre sono passate di mano, altre sono fallite. Altre ancora hanno ricalibrato offerta e formati. Infine sono cresciuti i discount. Alcune insegne sono rimaste prigioniere delle loro strategie e dei loro vincoli organizzativi. Leggi tutto “Il dilemma nel “Governo del cambiamento”. Distruggere o difendere il lavoro?”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Grande distribuzione. Il lavoro domenicale nella prospettiva dell’integrazione online/offline

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Quella sulle domeniche è sicuramente una battaglia di retroguardia che infiamma le discussioni ma rischia di provocare inutili danni alle imprese in un momento difficile. E, indipendentemente dalla possibile soluzione che verrà individuata, nel tempo le costringerà comunque a cambiare.  E quando i cambiamenti diventano forzatamente più rapidi del contesto nei quali si devono innestare creano effetti collaterali imprevedibili.

Se restiamo sul tema, quello del lavoro tradizionale nel commercio,  che i 5S vorrebbero tutelare a prescindere e anche a  scapito di altre componenti del sistema basta un giro in altri Paesi per capire cosa questo potrebbe comportare.  

Alcuni esempi neanche tanto rivoluzionari per capire la posta in gioco. Non c’è solo Amazon GO che insidia il lavoro delle commesse  della GDO e supera, di fatto, il concetto di lavoro, settimanale,  festivo o domenicale che sia. A Seattle dopo una prima sperimentazione del negozio senza casse ne apriranno presto altri due. Un altro seguirà a New York. Quindi l’esperimento sta  funzionando.

Walmart, da parte sua,  non poteva stare a guardare e, da tempo ha creato un centro di ricerche che si occupa di nuove tecnologie, intelligenza artificiale ma anche di cambiamenti con basso impatto tecnologico. Nella recente visita  di Esselunga a Bentonville in Arkansas presso l’Head Quarter del colosso americano i top manager italiani hanno potuto vedere in prima persona alcune di queste novità. Leggi tutto “Grande distribuzione. Il lavoro domenicale nella prospettiva dell’integrazione online/offline”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

La Grande Distribuzione è ancora la casa degli italiani…

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

C’è un imprenditore non particolarmente esperto di GDO che aveva capito, ben prima di Jeff Bezos, che per raggiungere i consumatori italiani occorreva andare oltre i format distributivi tipici della grande distribuzione utilizzando il potenziale che uno strumento esterno al comparto (allora fu la televisione) poteva offrire in termini di conoscenza e diffusione dei prodotti. Quell’imprenditore era Silvio Berlusconi.

L’idea della casa degli italiani nasceva proprio da lì. Dal sogno, poi non realizzato, di poter costruire un modello di business completamente innovativo che avrebbe probabilmente cambiato il destino della GDO italiana e non solo. Trent’anni dopo Amazon ci sta riprovando partendo dalla rete e dal potenziale offerto dalla logistica e trova, in Italia più che altrove,  un comparto, preso nel suo insieme, molto fragile e nella sua fase di maturità.

Nel frattempo la Grande Distribuzione è cresciuta sia in termini di fatturato che di occupazione seguendo una sua strategia espansiva  basata su logiche interne cercando semplicemente di portare dentro i propri negozi piccoli o grandi  la capacità e la saggezza del tradizionale negozio di vicinato sul fresco e di consulenza sul non food ma anche offrendo al consumatore un livello di intrattenimento e di offerta di servizi nei punti vendita che rendano piacevoli i luoghi dove fare la spesa. Questa scelta ha funzionato al punto tale che oltre dodici milioni di italiani ci passano volentieri anche la domenica.

Quello che preoccupa nella campagna scatenata contro il lavoro festivo da parte dei due partiti di Governo è l’obiettivo vero che sembra non emergere chiaramente. Ci ha provato Gianluca Paragone, deputato dei 5S ( https://youtu.be/ZgYwORrcqb0) a spiegare la filosofia che li anima con un attacco personale,  volgare  quanto basta a Mario Gasbarrino CEO di Unes. Un napoletano, quest’ultimo,  di grande correttezza e spessore morale che, a differenza di altri, rispetta i contratti e nel lavoro ci mette tutta la passione possibile.  Leggi tutto “La Grande Distribuzione è ancora la casa degli italiani…”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn