Lavoratori comunitari

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Lavoratori neocomunitari – Libero accesso ai cittadini romeni e bulgari al mercato del lavoro italiano

I Ministeri dell’Interno e del Lavoro, con circolare n. 726 del 3 febbraio c.a., ribadiscono la cessazione, al 31 dicembre 2011, del regime transitorio relativo alle limitazioni per l’accesso al mercato del lavoro nei confronti dei lavoratori subordinati di Romania e Bulgaria. 

Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio 2012, i cittadini romeni e bulgari potranno liberamente accedere al mercato del lavoro italiano per tutti i settori di attività.

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Assunzioni agevolate

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Bando contributi alle PMI per il sostegno all’occupazione – Edizione 2012

La Camera di commercio di Milano e il Comune di Milano promuovono un bando per il sostegno all’occupazione nelle imprese milanesi.

Il bando si rivolge alle Micro, piccole e medie imprese con sede legale a Milano e Provincia.

Sono previsti contributi per:

– Misura 1. Assunzione di giovani under 35

   Da 3.000 Euro a 7.000 Euro a seconda della tipologia del contratto attivato e del titolo di studio in possesso del lavoratore.

– Misura 2. Stabilizzazione dei lavoratori già presenti in azienda

  Da 3.000 Euro a 5.000 Euro in relazione al titolo di studio in possesso del lavoratore.

Il contributo è maggiorato con una premialità di ulteriori 3.000 Euro:

per l’assunzione/stabilizzazione di lavoratori residenti nel comune di Milano,
o, in alternativa,

per le domande presentate da imprese nate da non più di 18 mesi.
Lo stanziamento complessivo a favore delle imprese beneficiarie è di 2.330.000 Euro, da erogare in contributi a fondo perduto:

i fondi destinati (in via prioritaria) alla Misura 1 ammontano a 1.500.000 Euro.
i fondi destinati (in via prioritaria) alla Misura 2 ammontano a 830.000 Euro.
Ogni impresa può beneficiare di 4 contributi (al massimo) per altrettanti interventi di assunzione/stabilizzazione.

Dalle ore 09,00 del 7 marzo 2012, fino a esaurimento delle risorse, e comunque non oltre le ore 12,00 del 7 luglio 2012, è possibile presentare le domanda di contributo, esclusivamente in forma telematica, dal portale servizionline.mi.camcom.it e scegliere se procedere tramite firma digitale o firma autografa o consegna manuale.

Le informazioni, il Regolamento ufficiale del Bando, il Manuale di compilazione e le FAQ saranno disponibili partire dal 21 febbraio 2012 sul sito http://www.mi.camcom.it/occupami

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E se avesse ragione Fornero?

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Dalla famosa esternazione sui “bamboccioni” di Padoa Schioppa alle dichiarazioni dei prof. Monti, Fornero e del ministro Cancellieri, a prima vista, sembra che vengano utilizzate parole fuori misura. O perlomeno che si sia commessa un’ingenuità o peggio una sottovalutazione della realtà. Le reazioni indignate della rete e di molti commentatori confermerebbero il negativo effetto mediatico di certe affermazioni. Addirittura c’è chi ha evidenziato i privilegi di cui godrebbero i figli di alcuni ministri e quindi l’inattendibilità degli stessi ad esternare consigli o opinioni. Come dire: predicano bene ma razzolano male. Dunque non possono parlare o che almeno stiano zitti. Credo sia una polemica inutile e sbagliata. Sarebbe come pretendere che possa parlare male della scuola solo chi è stato bocciato oppure che sarebbe necessario produrre il 740 prima di poter discutere di diseguaglianze sociali. Sinceramente mi sembra un modo vecchio per impedire un confronto su temi importanti. Probabilmente i figli di Fornero o di Monti non hanno mai avuto i problemi che colpiscono una parte delle giovani generazioni. Non li avevano né prima dell’incarico affidato ai loro genitori né li avranno dopo ma questo non impedisce ai loro illustri parenti di tentare di dare un contributo che consenta di aprire una discussione vera nella società italiana. Parlare di occupabilità, impiegabilità, disponibilità alla mobilità territoriale significa uscire dagli schemi a cui siamo abituati. Questo è un Paese immobile che trova un consenso diffuso solo se guarda indietro. Fatica a guardare avanti perché c’è sempre una buona ragione per non farlo. E chiunque ha un minimo di responsabilità o sensibilità sociale non può non sapere che, soprattutto per i meno fortunati, serve a poco la solidarietà pelosa. Occorre incentivre e promuovere una forte responsabilizzazione individuale. E quesa si ottiene solo se si induce alla riflessione. Aiutare i giovani a guardare lontano, oltre il proprio punto di osservazione, è fondamentale. Per questo chi ha la responsabilità di orientare il dibattito dovrebbe sempre riflettere prima di accodarsi alle banalità o alla retorica nazionale. Parlare alla “pancia” della gente è facile. Parlare alla “testa” lo è meno. Per questo Fornero comincia ad essermi simpatica….

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Apprendistato

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ISFOL – XII Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato: annualità 2009 e 2010

Il XII Rapporto di Monitoraggio sull’apprendistato, realizzato dall’ISFOL, descrive nel dettaglio l’evoluzione di questo strumento contrattuale negli anni 2009-2010.

I rapporti di lavoro in apprendistato dichiarati dall’INPS hanno subito nel biennio 2009-2010 una flessione pari al 16% attestandosi nel 2010 ad un numero medio di circa 542.000, vale a dire, in termini assoluti, oltre 100.000 rapporti di lavoro in meno rispetto al 2008.

L’analisi dell’andamento del numero di lavoratori che nel corso dell’anno sono stati avviati con un contratto di apprendistato conferma tale congiuntura negativa dato che gli apprendisti avviati passano da circa 387.000 nel 2008 a 289.000 nel 2010.

L’apprendistato si conferma tuttavia un’opportunità per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Resta infatti alta la percentuale di assunzioni di apprendisti presso le imprese dove si è svolto l‘apprendistato.

Le aziende hanno trasformato nel 2010 circa 177.000 lavoratori precedentemente apprendisti con un consistente incremento rispetto al precedente anno (12,3%). In diminuzione, invece, il numero dei lavoratori cessati (-25,3%) che nel 2010 ammonta a poco più di 227.000 unità.

Il calo nel numero di apprendisti occupati si accompagna ad  una contrazione del volume dell’offerta di formazione erogata dalle Regioni. Nel 2010 sono stati 136.784 gli apprendisti inseriti in percorsi formativi con una diminuzione nel biennio pari al 19,3%. 

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Sicurezza sul lavoro – Formazione di lavoratori

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Pubblicati gli Accordi che regolamentano gli obblighi per la formazione in tema di sicurezza sul lavoro di lavoratori

Il 21 dicembre 2011, in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni sono stati siglati gli Accordi che hanno regolamentato gli obblighi per la formazione in tema di sicurezza sul lavoro di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro. Pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012, entrano in vigore il 26 gennaio 2012.

In particolare:

– L’ACCORDO (repertorio atti n.221/CSR)

disciplina durata, contenuti minimi, modalita’ di FORMAZIONE e AGGIORNAMENTO di lavoratori, preposti, dirigenti sulla base del rinvio di cui al comma 2 dell’art. 37 del D. Lgs. 81/2008 (“Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti”), nonché la formazione facoltativa dei lavoratori autonomi, secondo il richiamo dell’art. 21, comma 2, lett. b), del citato Decreto legislativo.

– L’ACCORDO (repertorio atti n.223/CSR)

disciplina durata, contenuti minimi, modalita’ di FORMAZIONE e AGGIORNAMENTO dei datori di lavoro per lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi, in virtù del rinvio operato dal legislatore all’art. 34, commi 2 e 3 del D. Lgs. 81/2208.

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Formazione finanziata

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Fondir – Pubblicati gli Avvisi 2012 per la formazione continua dei dirigenti

Sul sito di Fondir – Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua dei dirigenti del terziario – sono stati pubblicati i nuovi avvisi relativi all’anno 2012.

In particolare, l’Avviso 2/12 riguarda i settori Commercio Turismo Servizi, Logistica Spedizioni Trasporto e Altri settori economici e disciplina sia le modalità di presentazione dei piani formativi sia le richieste di voucher.

Con l’Avviso vengono messi a disposizione delle aziende 5 milioni di euro, di cui 4 per il finanziamento dei piani formativi individuali, aziendali, settoriali e territoriali, ed 1 milione per il finanziamento dei voucher.

Le richieste potranno essere presentate al Fondo a partire dal 1° marzo prossimo.

Si ricorda, in ogni caso, che fino al 29 febbraio prossimo è possibile presentare richieste di finanziamento di piani formativi o voucher, a valere, rispettivamente, sugli Avvisi 2/11 e 3/11.

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La decrescita “felice”. Intervista a Serge Latouche su Repubblica.it

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La sfida di Latouche “Così si può costruire una società solidale”. Il teorico della decrescita felice ha appena pubblicato un nuovo saggio. Dove spiega come siano possibili modelli di vita alternativi “Stiamo finendo le risorse naturali e dobbiamo porci il problema. Le vecchie teorie non servono più: occorre ripensare a tutto il sistema” “Non sono per l´austerità: vorrei riuscire a sottrarre l´ecologia a chi la sta trasformando in una serie di tesi conservatrici”

«Un certo modello di società dei consumi è finito. Ormai l´unica via all´abbondanza è la frugalità, perché permette di soddisfare tutti i bisogni senza creare povertà e infelicità». È la tesi provocatoria di Serge Latouche, professore emerito di scienze economiche all´Università di Paris-Sud, universalmente noto come il profeta della decrescita felice. Il paladino del nuovo pensiero critico che non fa sconti né a destra né a sinistra sarà a Napoli (dal 16 al 20 gennaio), ospite della Fics (Federazione Internazionale Città Sociale) e protagonista del convegno internazionale “Pensare diversa-mente. Per un´ecologia della civiltà planetaria” organizzato dal Polo delle Scienze Umane dell´Università Federico II. Il tour italiano dell´economista eretico coincide con l´uscita del suo nuovo libro Per un´abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita (Bollati Boringhieri). Un´accesa requisitoria contro l´illusione dello sviluppo infinito. Contro la catastrofe prodotta dalla bulimia consumistica.

Cos´è l´abbondanza frugale? Detta così sembra un ossimoro.

«Parlo di “abbondanza” nel senso attribuito alla parola dal grande antropologo americano Marshall Sahlins nel suo libro Economia dell´età della pietra. Sahlins dimostra che l´unica società dell´abbondanza della storia umana è stata quella del paleolitico, perché allora gli uomini avevano pochi bisogni e potevano soddisfare tutte le loro necessità con solo due o tre ore di attività al giorno. Il resto del tempo era dedicato al gioco, alla festa, allo stare insieme».

Vuol dire che non è il consumo a fare l´abbondanza?

«In realtà proprio perché è una società dei consumi la nostra non può essere una società di abbondanza. Per consumare si deve creare un´insoddisfazione permanente. E la pubblicità serve proprio a renderci scontenti di ciò che abbiamo per farci desiderare ciò che non abbiamo. La sua mission è farci sentire perennemente frustrati. I grandi pubblicitari amano ripetere che una società felice non consuma. Io credo ci possano essere modelli diversi. Ad esempio io non sono per l´austerità ma per la solidarietà, questo è il mio concetto chiave. Che prevede anche controllo dei mercati e crescita del benessere».

Perché definisce Joseph Stiglitz un´anima bella?

«Stiglitz è rimasto alla concezione keynesiana che andava bene negli anni ´30, ma che oggi, anche a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, mi sembra impraticabile. Nel dopoguerra l´Occidente ha conosciuto un aumento del benessere senza precedenti, basato soprattutto sul petrolio a buon mercato. Ma già negli anni ´70 la crescita era ormai fittizia. Certo il Pil aumentava, ma grazie alla speculazione immobiliare e a quella finanziaria. Un´età dell´oro che non ritornerà più».

È il caso anche dell´Italia?

“Certo, il boom economico italiano del dopoguerra si deve soprattutto a personaggi come Enrico Mattei che riuscì a dare al vostro paese il petrolio che non aveva. È stato un vero miracolo. E i miracoli non si ripetono”.

I sacrifici che i governi europei, compreso quello italiano, stanno chiedendo ai cittadini serviranno a qualcosa?

«Purtroppo i governi spesso sono incapaci di uscire dal vecchio software economico. E allora tentano a tutti i costi di prolungarne l´agonia, ma questo, lo sanno bene, non fa altro che creare deflazione e recessione, aggravando la situazione fino al momento in cui esploderà».

Lei definisce la società occidentale la più eteronoma della storia umana. Eppure comunemente si pensa che sia quella che garantisce il massimo di autonomia democratica. Chi decide per noi?

«Di fatto siamo tutti sottomessi alla mano invisibile del mercato. L´esempio della Grecia è emblematico: il popolo non ha il diritto di decidere il suo destino perché è il mercato finanziario a scegliere per lui. Più che autonoma, la nostra è una società individualista ed egoista, che non crea soggetti liberi ma consumatori coatti».

Qual è il ruolo del dono e della convivialità nella società della decrescita?

«L´alternativa al paradigma della società dei consumi, basata sulla crescita illimitata, è una società conviviale, che non sia più sottomessa alla sola legge del mercato. Che distrugge alla radice il sentimento del legame sociale che è alla base di ogni società. Come ha dimostrato l´antropologo Marcel Mauss, all´origine della vita in comune c´è lo spirito del dono, la trilogia inscindibile del dare, ricevere, ricambiare. Dobbiamo dunque ricomporre i frammenti postmoderni della socialità usando come collante la gratuità, l´antiutilitarismo. In questo concordo con gli esponenti italiani dell´economia della felicità, come Luigino Bruni e Stefano Zamagni, che si rifanno alla grande lezione dell´economia civile napoletana del Settecento di Antonio Genovesi».

Il capitalismo è l´ultimo pugile rimasto in piedi sul ring della storia?

«Non so se sia proprio l´ultimo pugile, perché non si sa mai in cosa è capace di trasformarsi, ci sono scenari ancora peggiori, come l´eco-fascismo dei neoconservatori americani. Certo è che siamo ad una svolta della storia. Se un tempo si diceva “o socialismo o barbarie” oggi direi “o barbarie o decrescita”. Serve un progetto eco-socialista. È tempo che gli uomini di buona volontà si facciano obiettori di crescita».

Francis Fukuyama di recente ha riaffermato di ritenere che il modello liberal-capitalistico resti l´orizzonte unico della storia. Senza alternative. Cosa ne pensa?

«Che ha una bella faccia tosta. Prima si è sbagliato totalmente sulla fine della storia, e oggi ripropone la stessa solfa. La sua profezia è stata vanificata dalla tragedia dell´11 settembre che ha dimostrato che la storia non era per niente finita. Fukuyama chiama fine della storia quella che è semplicemente la fine del modello liberal capitalista».

A chi dice che l´abbondanza frugale è un´utopia lei risponde che è un´utopia concreta. Non è una contraddizione in termini?

«No, perché per me l´utopia concreta non significa qualcosa di irrealizzabile, ma è il sogno di una realtà possibile. Di un nuovo contratto sociale. Abbondanza frugale in una società solidale. Sta a noi volerlo».

Marino Niola
Fonte: www.repubblica.it
14.01.2012

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Benvenuto il luogo dove.. G. Gaber 1984

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Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita e i vari tipi di allegria
dove si nasce, dove si vive sorridendo
dove si soffre senza dar la colpa al mondo.

Benvenuto il luogo delle confusioni
dove i conti non tornano mai
ma non si ha paura delle contraddizioni
dove esiste il caos ma non come condanna
dove si ride per come è strana la donna.

Benvenuto il luogo dove
il futuro è sempre più precario
benvenuta l’incertezza di un luogo poco serio
dove esiste ancora qualche antica forma di allergia
benvenuta l’intolleranza, benvenuta la pazzia.

Benvenuto il luogo dove
si crede a tutto e non si crede affatto
dove sorge la città delle madri dal corpo perfetto
benvenuta la donna che riflette tutto su se stessa
benvenuto il luogo dove tanta gente insieme non fa massa.

Benvenuto il luogo dove
se un tuo pensiero trova compagnia
probabilmente è già il momento di cambiare idea.
Il luogo dove l’estetica è importante
e poi malgrado l’ignoranza tutto è intelligente.

Benvenuto il luogo dove
non si prende niente sul serio
dove il rito è superato ma necessario
dove fascismo e comunismo sono vecchi soprannomi per anziani
dove neanche gli indovini pensano al domani.

Benvenuto il luogo dove
tutto è calcolato e non funziona niente
e per mettersi d’accordo si ruba onestamente
dove non c’è un grande amore per lo Stato
ci si crede poco
e il gusto di sentirsi soli è così antico.

Benvenuto il luogo dove
forse per caso o forse per fortuna
sembra che muoia
e poi non muore mai nemmeno la Laguna.
Dove tutto è melodramma con un po’ di indignazione
dove diventano leggere anche le basi americane.

Benvenuto il luogo lungo e stretto con attorno il mare
pieno di regioni
come dovrebbero essere tutte le nazioni
un luogo pieno di dialetti strani
di sentimenti quasi sconosciuti
dove i poeti sono nati tutti a Recanati.

Benvenuto il luogo dove
dove tutto è ironia
il luogo dove c’è la vita e i vari tipi di allegria
magari un po’ per non morire, un po’ per celia
il luogo, caso strano, sembra proprio l’Italia.

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