Personalmente credo che in questi giorni abbiamo avuto a disposizione le due fotografie più importanti e nitide della GDO italiana. Quella vista con l’occhio del cliente (settima edizione di CX Store Research – Amagi/Promotion Magazine) e quella vista leggendo le performance economiche (Mediobanca). Mancherebbe solo una terza fotografia che spero qualcuno, prima o poi, vorrà proporre: il punto di vista di chi lavora nella GDO. Notevoli e necessarie entrambe le fotografie. L’Area Studi Mediobanca presenta la nuova edizione dell’Osservatorio sulla GDO italiana e internazionale a prevalenza alimentare che aggrega i dati economico-patrimoniali di 118 aziende nazionali e 30 maggiori player internazionali per il periodo 2019-2024. Di fatto tutte le società di capitale con fatturato superiore a 200 milioni di euro (Iva esclusa) nel 2024 e quelle con vendite inferiori ma appartenenti ad uno dei nove maggiori gruppi della Distribuzione Organizzata (con esclusione dei drugstore) rappresentati dalle cooperative Conad e Coop e dalle unioni volontarie e consorzi Selex, VéGé, Agorà, Despar, C3, Crai e D.IT. Per l’Italia la copertura è stimata pari al 95,8% del mercato. Lo studio comprende approfondimenti sul contesto competitivo, un focus sui singoli segmenti e un’analisi territoriale.
La GDO si conferma un settore ad alta incidenza del costo del lavoro: i costi del personale dei retailer nazionali rappresentano mediamente il 12,5% del fatturato, quelli per trasporti e logistica il 3,1% e i costi dell’energia l’1,9%. Tiene la redditività nel 2024: EBIT margin al 2,7% (2,5% la media dei sei anni, che si confronta con il 4,6% del Food&Beverage), ROI al 7,1% (6% la media vs il 10,5% della GDO non alimentare) crescono gli investimenti (+4,9% sul 2023). Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della GDO nazionale hanno distribuito dividendi per €1,3 miliardi e immesso risorse con aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni. Nel 2024 i discount hanno visto il loro fatturato crescere del 3,6% sul 2023 rispetto al +2% degli altri operatori, registrando un tasso medio di crescita delle vendite tra il 2019 e il 2024 dell’8,4% (+4,9% gli altri). Spicca la marginalità: l’EBIT margin dei discount si attesta nel 2024 al 5,1%, staccando il 2,1% degli altri gruppi, così come per il ROI, al 16,6% (5,6% gli altri operatori). Brillano per vendite le aziende del sud (+8,4% medio annuo sul 2019), +6% le imprese del Centro Italia, mentre gli operatori del Nord-Est risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest (+5,2% vs +2,9%).
Nel 2024 quattro operatori che operano in maniera prevalente nel Sud Italia e Isole, hanno superato €1miliardo di ricavi: Megaholding (2.087 milioni), Conad Adriatico (1.345,3 milioni), Gruppo Arena (1.265,7 milioni) e Multicedi (1.245,5 milioni). Così come cinque aziende che operano principalmente in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia superano € 1 miliardo di fatturato nel 2024: Gruppo Unicomm (3.123,7 milioni), Finbre (2.764,6 milioni), Aspiag Service (2.285,5 milioni), Supermercati Tosano Cerea (1.513,7 milioni) e Alì Group (1.297,3 milioni). Eurospin regina di utili cumulati 2019-2024 con 1,9 miliardi di euro. Nel 2025, con inflazione pressoché nulla, si stima una crescita delle vendite della GDO italiana del 4,3% sul 2024, che supera il +2,3% del 2023.
Le market share della MDD dei diversi paesi europei pongono in testa al ranking la Svizzera con una quota del 51%, seguita da Spagna (44%), Uk (42%), Germania (39%) e Belgio (37%). Prima dell’Italia si collocano anche Paesi Bassi (36%) e Francia (34%) mentre subito dopo Portogallo (29%) e Polonia (28%). Complessivamente, in Europa, la MDD ha raggiunto una quota del 37,6%, la più alta a livello mondiale, considerando che il Nord America si ferma al 17,2%, il Sud America al 7% e l’Asia al 5,5%11. Nel 2025 l’assortimento di prodotti MDD in italia ha raggiunto il 17,4% del totale, in forte crescita rispetto al 12,2% del 2015, frutto di intense politiche di innovazione di prodotto adottate dalle imprese. Nel 2025 non si è arrestata la crescita della quota di mercato dei discount (+4,3% in media all’anno dal 2010) che si avvicina ad un quarto dell’intero mercato.
Il formato distributivo degli ipermercati, caratterizzato da un’elevata superficie di vendita e maggiore ampiezza degli assortimenti, continua a subire riduzioni passando dal 32,9% del 2010 al 25,2% del 2025 (-1,8% medio annuo). In contrazione dal 13,4% al 9,4% (-2,3% medio annuo) le piccole superfici (c.d. libero servizio), spesso punti vendita tradizionali a conduzione familiare. Resta prevalente sul mercato nazionale la presenza dei supermercati, con una quota di poco superiore al 40%, sostanzialmente rimasta stabile. I discount tra il 2020 e il 2025 hanno visto crescere l’ampiezza del proprio assortimento del 2,7% in media all’anno, più di tutti gli altri canali di vendita, la cui dimensione determina ovviamente l’ampiezza della gamma dei prodotti offerti.
Le curiosità nei conti dei singoli operatori: Radenza Group ha realizzato la maggiore crescita del fatturato tra il 2019 e il 2024: +13,5% medio annuo, seguita da In’s Mercato (+12,1%), Tatò Paride (+10,4%) e Agorà (+10,1%). Nell’ultimo anno primeggiano RetailPro (+7,9%), Agorà (+7,8%) e Radenza Group (+6,3%) seguite da SAIT (+5,4%), Eurospin (+5,1%), Selex (+4,6%), Conad e Lidl (entrambe +3,9%). La classifica per l’indice di redditività del capitale investito (ROI) vede sul podio: Radenza Group con il 20,6%, seguita da MD al 19,6% e Eurospin (18,3%) a cui si avvicinano Cive (16%) e In’s Mercato (15,6%). Eurospin si afferma regina di utili cumulati tra il 2019 e il 2024: €1.931,2 milioni, superando VéGé a 1.685 milioni e Selex (1.651,5 milioni). PAC 2000 A (Gruppo Conad) è la maggiore cooperativa italiana con vendite nel 2024 pari a €4.902 milioni, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 3.975 milioni e da Conad Nord Ovest a 3.239 milioni che precede Unicoop Firenze a 3.045 milioni.
La quota di mercato dei primi sette operatori nazionali è passata dal 52,2% del 2010 al 71% di ottobre 2025, quota che senza la vivacità della Distribuzione Organizzata sarebbe ferma a circa il 50%. Nel 2024 i maggiori retailer internazionali hanno registrato un fatturato che oscilla tra i €649,3 miliardi della statunitense WalMart e i 20,5 miliardi della britannica Wm Morrison. La maggiore proiezione internazionale è della portoghese Jeronimo Martins (80,7%, per due terzi in Polonia), dell’olandese Ahold Delhaize (78,6%), seguita dalla giapponese Seven & i (77,1% principalmente nel Nord America) e dalle francesi Carrefour (53,7%) ed Elo-Auchan (46,5%). Il panel internazionale esprime un ROI medio nel 2024 pari al 10,2%, in aumento rispetto al 9,9% del 2023. Quanto a vendite per metro quadro al netto di Iva sul proprio mercato domestico, Esselunga con €16.071 per mq supera tutti i principali operatori internazionali. A distanza le britanniche J Sainsbury (€13.924) e Tesco (€12.893), le australiane Coles (€11.815) e Woolworths (€11.694), seguite dalla canadese Empire (€11.203). In generale si conferma la scelta dei consumatori di cercare oltre alla convenienza, qualità e affidabilità. la tendenza è l’aumento della frequenza della spesa con meno prodotti nel carrello e una sorta di poligamia nelle scelte dell’insegna. Il futuro per i retailer nostrani sta quindi nella loro capacità di ricercare i modelli di concentrazione più adatti alle proprie strategie, accompagnare, anticipandole, le nuove abitudini di consumo indotte dai nuovi scenari demografici e sperimentare le innovazioni possibili.



