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Continua il processo di desertificazione commerciale dei nostri centri urbani: nel corso del 2024, in media, ha aperto un solo negozio per ogni tre che hanno abbassato per sempre la saracinesca. A rendere noto il dato è Confesercenti nazionale. La conseguenza non può che essere quella di una ulteriore spinta al processo di desertificazione che da anni investe i nostri centri urbani: un avanzamento confermato anche nel 2024 dai dati di nascita e mortalità delle imprese del commercio, che registrano, in media nell’anno, una sola apertura per ogni tre negozi che cessano definitivamente l’attività. Un fenomeno in costante crescita che rappresenta un allarme sempre più forte per la vivibilità e sicurezza delle nostre città.

In una recente intervista al Corriere il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha fotografato la situazione a Milano. 473 attività commerciali in città hanno chiuso i battenti da gennaio a luglio: un numero impressionante se si conta che furono 490 nell’intero biennio 2024-2024 e la tendenza pare inarrestabile. A chi sostiene che la difesa dei negozi sia una battaglia di retroguardia, risponde il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: “L’evoluzione tecnologica e la molteplicità dell’offerta commerciale e dei servizi sono la forza e il futuro delle nostre imprese. Tuttavia è chiaro a tutti che quando vengono a mancare queste attività di vicinato, vie e quartieri diventano meno vivibili, meno sicuri, più bui e quindi meno attrattivi”. “Confcommercio, insieme agli enti locali, ha avviato a livello nazionale il progetto Cities (Città e Terziario, Innova * zione, Economia, Socialità) per introdurre più azioni. Cities poi, rafforza i Duc, i 208 distretti urbani del commercio sostenuti dalla Regione e 13 in raccordo col Comune. A Milano, ad esempio, abbiamo avviato una partnership con Consorzio cooperative per promuovere commercio e servizi di vicinato nei complessi abitativi. In particolare, è già partita una assegnazione di spazi a prezzi calmierati nell’area di Bisceglie. A Niguarda, in collaborazione con il Comune, abbiamo avviato un test che ha portato alla riqualificazione di Piazza Belloyeso in termini di decoro, vivibilità e offerta commerciale e di servizi”.

Aggiungo per contribuire alla riflessione in corso l’iniziativa della Direzione Generale delle imprese (DGE) del Ministero dell’economia francese.  È la Direzione che progetta e attua le politiche pubbliche che contribuiscono allo sviluppo delle imprese. La sua azione è al centro dei progetti del governo per la trasformazione economica del Paese. Per far fronte alla crescente devitalizzazione dei centri città, la DGE ha proposto diverse azioni per rafforzare la vitalità dei territori e migliorare la vita quotidiana degli abitanti. Nove di esse sono state selezionate e saranno attuate. Vero motore dello sviluppo locale, il commercio di prossimità svolge un ruolo essenziale nella coesione sociale e nell’attrattiva dei territori. Contribuisce a far vivere i centri città come i quartieri periferici, sostenendo l’occupazione, il legame sociale e la vita quotidiana degli abitanti. Tuttavia, i centri urbani stanno attraversando da diversi anni una fase significativa di devitalizzazione: le chiusure  delle attività sono  raddoppiate  in un decennio, raggiungendo il 14% nel 2024 contro il 6% nel 2010.

Una tendenza alimentata da diversi fattori: difficoltà di accessibilità, sviluppo del commercio online, aumento degli affitti, pressione fondiaria e complessità amministrativa che frenano le installazioni e le trasmissioni di negozi. Queste evoluzioni richiedono di ripensare il modello dei centri città, articolando meglio le funzioni commerciali, culturali, residenziali e di servizio per ridare vita ai cuori delle città. Di fronte a questa constatazione, la rivitalizzazione del commercio di prossimità – nei centri urbani come nei QPV – appare più che mai come una sfida strategica per la coesione territoriale e la transizione dei modelli urbani. È al fine di identificare le possibili leve di azioni per rivitalizzare il commercio di prossimità che il governo aveva affidato a Frédérique Macarez, sindaco di Saint-Quentin, Dominique Schelcher, Presidente e Direttore Generale di Système U, e Antoine Saintoyant, Direttore della Banque des Territoires, la stesura di un rapporto. Questo rapporto composto da 30 misure indirizzate sia alle collettività locali che allo Stato, è stato consegnato a Serge Papin, ministro delle Piccole e Medie Imprese, del Commercio, dell’Artigianato, del Turismo e del Potere d’Acquisto, e a Vincent Jeanbrun, ministro della Città e dell’Abitazione.

Da questo rapporto, i ministri hanno ripreso le misure prioritarie per costituire il presente piano d’azione attorno a 3 assi: Asse 1 – Finanziamento della rivitalizzazione del commercio nei centri urbani. Asse 2 – Sostegno agli operatori economici. Asse 3 – Sviluppo delle attività nei territori fragili. Scopri di più (https://lnkd.in/erDtRvb4).

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