Ha appena aperto, a Genova Quarto, sul cavalcavia di via Carrara, dove prima sorgevano i campetti del Don Bosco, un nuovo supermercato con insegna Basko (gruppo Sogegross) tra mille polemiche. Genova è l’epicentro di critiche feroci contro l’espansione della GDO. La stessa sindaca ha recentemente proposto che le insegne che chiedono nuove location dovrebbero dimostrare altrettanta sensibilità verso le zone più disagiate. Una sorta di media del pollo tra punti vendita performanti e altri in rosso. (leggi qui). Attenzione! Nei prossimi anni sarà uno dei temi centrali anche in altre realtà. La GDO ha contribuito a mettere fuori gioco la piccola distribuzione negli anni della crescita, anche grazie alla forza sua d’urto, domeniche comprese. Oggi, pentimenti a parte sul tema, alcune insegne lasciano i PDV critici, altre cercano di gestirne l’agonia. La stessa crisi che ha messo in ginocchio la piccola distribuzione nel novecento oggi, a causa della modificazione dei consumi e alla situazione economica, tocca i supermercati meno performanti. Ridisegnare la vivibilità nei quartieri cittadini, combattere la desertificazione commerciale, rispondere alle esigenze di una popolazione che cambia mentre avanza l’online, diventa una sfida che coinvolge il futuro della GDO. Ovviamente Basko, pur tirata in mezzo, non c’entra nulla.
Giovanni D’Alessandro, direttore della business unit retail del gruppo Sogegross, cerca di rasserenare il clima mettendo le mani avanti e dichiarando che verrà mantenuta la parte sportiva dell’area, due campi da calcetto dove molti abitanti del quartiere hanno trascorso la loro gioventù, gestito direttamente dall’Opera salesiana e uno da padel, che stiamo ultimando e sarà gestito da un privato”. La protesta nasce dal fatto che dal 2011 a oggi in Liguria si è registrato un calo del 15,4% di punti vendita ma al contempo si è assistito a un aumento della superficie commerciale che ha visto un incremento del 9,7%. Un doppio dato che mette in evidenza come da una parte ci siano piccole realtà di vicinato sempre più in difficoltà e dall’altra grandi catene pronte a investire e aprire i loro negozi nelle città della Liguria. La fotografia scattata da Confesercenti mostra un andamento a due faccia che vale per tutto il Paese. La trasformazione non procede allo stesso ritmo.
Situazione diversa regione per regione. Nel 2011–2025 regioni come Emilia-Romagna e Abruzzo mostrano una crescita marcata della superficie commerciale complessiva (+14,6% e +13,2%), nonostante la riduzione dei punti vendita (-14,4% e -14,5%). Anche Lazio e Campania registrano superficie in aumento (+10,1% e +8,5%) a fronte di un calo dei negozi (-10,7% e -8,8%). All’opposto, la superficie è ferma o arretra in Sardegna (+0,8% superficie con -19,5% esercizi), Puglia (-2,2% di superficie), Basilicata (-1,3%) e Valle d’Aosta (-1,2%). Nico Gronchi, presidente Confesercenti. “I punti vendita medi crescono, ma arretrano gli estremi: micro e piccoli formati scompaiono e le maxi-superfici si ridimensionano. La riorganizzazione, però, ha un costo, e le vittime sono i piccoli esercizi indipendenti, quelli che per dimensione garantivano specializzazioni – giocattoli, ferramenta, alimentare di vicinato – e che costituiscono un punto di riferimento per la comunità. Per questo servono politiche che tengano insieme due obiettivi: fermare la desertificazione e accompagnare la crescita e l’evoluzione di chi può investire e innovare. La rigenerazione urbana è il punto d’incontro. Occorre riportare funzioni nei quartieri, rendere accessibili e attrattive le vie, fornendo strumenti concreti per le imprese.
La superficie del nuovo supermercato genovese è di circa 1.500 metri quadrati, un bistrot al suo ingresso con bar e ristoro, un parcheggio capiente da 150 posti auto, sessanta collaboratori prevalentemente di nuova assunzione e con età media sotto ai 25 anni, e una apertura con orari estesi (fino alle 21) sette giorni a settimana. “Ci sono più di 14mila referenze con tanti prodotti locali, agevole anche per chi arriva in bus, con due linee il 16 e il 17 che si fermano davanti. Si incastra all’interno del quartiere e anzi lo riqualifica”, sottolinea D’Alessandro nell’intervista ad un quotidiano locale. Per Sogegross è possibile la convivenza: “Oggi il piccolo commercio trova la sua ragione d’essere attraverso un elevato grado di specializzazione”, ma servono “formazione tecnica e manageriale”. La volontà dunque “esiste per portare avanti in maniera armoniosa queste forme di commercio, ma spesso c’è una polemica eccessiva su questo tema”. ”L’apertura si inserisce nel piano di investimenti e di rinnovamento della rete di vendita del Gruppo, orientato a rafforzare la presenza sul territorio attraverso progetti capaci di valorizzare i quartieri e di reinterpretare in chiave contemporanea una presenza storica” si legge nel comunicato diffuso da Basko.
Il layout del nuovo punto vendita offre un assortimento che va dai freschi al grocery. Ampio spazio viene riservato ai freschi e ai prodotti ”Qualità Basko” . ”Materie prime selezionate con cura, prodotti locali, specialità legate alla tradizione gastronomica ligure sono da sempre tra i fiori all’occhiello dell’offerta Basko” si legge sul comunicato. L’esperienza di acquisto è supportata da un sistema di 13 casse, di cui 7 tradizionali e 6 casse self check-out. Presente un parcheggio coperto distribuito su due livelli con 150 posti auto complessivi, spazi dedicati alle persone diversamente abili, parcheggi rosa e un sistema di segnalazione luminosa per l’indicazione dei posti liberi e occupati.
Il supermercato Basko a Quarto è aperto tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle ore 8 alle 21. «Questo nuovo punto vendita rappresenta un impegno concreto nei confronti di Genova e del Levante cittadino. Fin dall’inizio, l’idea non era quella di limitarsi all’apertura di un supermercato, ma di progettare una presenza capace di inserirsi in modo coerente nel contesto urbano e sociale di Quarto. Un presidio pensato per rispondere ai bisogni quotidiani delle famiglie del quartiere e delle aree limitrofe, offrendo non solo un servizio di spesa, ma anche preservando e migliorando spazi, funzioni e opportunità in grado di favorire la relazione e la vita di comunità. Allo stesso modo, l’investimento sul fronte occupazionale riflette la convinzione che la crescita di un punto vendita passi anche attraverso il coinvolgimento delle persone che vivono e operano nel quartiere.
Un’apertura che, nonostante l’impegno di Sogegross, riaccende il dibattito sulle trasformazioni urbanistiche in città con pesanti critiche già all’indomani dell’inaugurazione, soprattutto da parte di parte dei residenti della zona che da tempo segnalano il rischio di ripercussioni negative sulla viabilità e sulla vivibilità della zona. Tra i punti più contestati c’è la scelta di destinare a struttura commerciale un’area che, secondo la consigliera PD, era di interesse pubblico con vocazione all’istruzione. L’apertura del nuovo punto vendita, è l’occasione per riportare al centro il tema della pianificazione urbana a Genova, del rapporto tra grande distribuzione e commercio di prossimità e della gestione degli spazi pubblici in quartieri già segnati da criticità non solo viabilistiche.



