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Dopo l’omologa da parte del Tribunale di Venezia, del luglio del 2025 dell’accordo di ristrutturazione del debito, l’intesa  al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) segna la chiusura di una fase fondamentale. Il piano industriale quinquennale finalizzato al rilancio del business e alla costruzione di un modello sostenibile di crescita ha ottenuto il sostanziale via libera anche dai sindacati di categoria con la sottoscrizione dell’Accordo Quadro nazionale di gestione della crisi. Nonostante l’aumento di capitale del settembre 2025, i risultati dell’ultimo esercizio si sono chiusi con un andamento negativo con le vendite del 2025 inferiori a quelle del 2024. Centrali quindi per i sindacati restano la sostenibilità del piano industriale, la sua gestione  e le ricadute occupazionali complessive. In questa situazione l’intesa era  attesa e comunque inevitabile.

L’obiettivo condiviso con le istituzioni era di ridurre al minimo  l’impatto occupazionale  e  favorire ogni possibile soluzione non traumatica. Il testo concordato in sede ministeriale rende  operativo il percorso per 66 addetti del punto vendita di Roma Cola di Rienzo, chiuso il 4 aprile a seguito dello sfratto dei locali, che così accederanno alla Cigs per cessazione di attività dal 13 aprile al 31 dicembre 2026, mentre altri 183 dipendenti dei negozi di Mestre, Roma San Giovanni e Roma Cinecittà saranno interessati dalla Cigs per crisi aziendale dal 13 aprile 2026 al 12 aprile 2027. Il tutto per un totale di 249 addetti.  L’Accordo Quadro prevede anche il ricorso al contratto di solidarietà (che prevede una temporanea riduzione dell’orario di lavoro per evitare licenziamenti di personale in esubero)  già in essere sul  punto vendita di Firenze.

Al centro del percorso condiviso con le istituzioni la priorità di massimizzare ogni possibilità di ricollocazione interna e territoriale, attraverso la messa a disposizione mensile di tutte le posizioni aperte sull’intera rete Coin, percorsi di riqualificazione professionale, il coinvolgimento delle Regioni nelle politiche attive e il ricorso alla formazione finanziata anche tramite i fondi interprofessionali. Il senso dell’accordo è quello di  limitare al massimo le ricadute occupazionali, privilegiando tutte le soluzioni non traumatiche. Tra le misure previste, la pubblicazione mensile delle posizioni aperte all’interno della rete Coin per favorire la ricollocazione interna e territoriale, oltre a percorsi di riqualificazione professionale.

Per il personale di Cola di Rienzo è stato inoltre definito un diritto di precedenza di tre anni in caso di nuova apertura aziendale nel territorio di Roma. L’accordo prevede anche uno specifico capitolo dedicato alle uscite volontarie e non traumatiche, con l’attivazione, durante il periodo di Cigs, di procedure di licenziamento collettivo, esclusivamente con il criterio di non opposizione, per accompagnare alla pensione il personale con almeno 62 anni, sostenuto da incentivi economici aggiuntivi che saranno definiti tra le parti. L’intesa prevede infatti il riconoscimento, oltre all’indennità sostitutiva del preavviso, di uno specifico incentivo all’esodo parametrato alla differenza tra Naspi e retribuzione annua lorda individuale, con l’obiettivo di favorire le adesioni volontarie. Particolare attenzione è stata riservata anche alla tenuta economica delle lavoratrici e dei lavoratori durante l’utilizzo degli ammortizzatori sociali: per i siti interessati dalla Cigs per crisi aziendale l’azienda anticiperà i trattamenti di integrazione salariale, garantirà la copertura per l’accesso all’assistenza sanitaria integrativa Fondo Est e, nei casi di riduzione oraria, organizzerà i turni in modo da consentire la maturazione integrale di tredicesima, quattordicesima, ecc.

Le parti hanno infine condiviso l’avvio di incontri periodici di monitoraggio nazionali e territoriali per verificare l’andamento della Cigs, le ricollocazioni, i percorsi formativi, l’evoluzione delle partnership commerciali e le eventuali prospettive di riapertura o relocation dei punti vendita interessati. “Con la sottoscrizione dell’accordo quadro e dei verbali ministeriali sulla Cigs si definisce un primo perimetro di tutele indispensabile in una fase di crisi ancora estremamente delicata,  dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Abbiamo ottenuto strumenti concreti per difendere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la ricollocazione, accompagnare volontariamente alla pensione chi è più vicino al traguardo previdenziale e mantenere aperta una prospettiva occupazionale anche nei territori segnati dalle chiusure.

Ma questo passaggio non può esaurire il confronto: resta aperto il nodo della tenuta industriale e commerciale del gruppo, così come quello della salvaguardia complessiva della rete vendita e dei livelli occupazionali. Per questo sarà decisivo il monitoraggio stringente degli impegni assunti dall’azienda e il pieno coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali, affinché il confronto prosegua con continuità al Mimit e al Ministero del Lavoro per costruire soluzioni strutturali che impediscano un progressivo ridimensionamento del marchio e offrano una prospettiva occupazionale concreta a tutte le persone coinvolte dalla vertenza” hanno concluso i sindacati.

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