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Dopo il punto vendita di Nerviano, inaugurato il 21 novembre 2024 (leggi qui ), Iper Tosano si appresta a sbarcare a Cesano Boscone nella periferia Sud-Ovest di Milano. La chiusura improvvisa di Bennet aveva creato uno scenario complesso: circa 50 dipendenti diretti senza lavoro e un centinaio di operatori dell’indotto in bilico. Il pericolo concreto era lo svuotamento progressivo della struttura, con pesanti ricadute sull’economia locale e sui servizi per i residenti essendo un complesso che occupa poco meno di 15 mila mq di superficie commerciale su due piani, un bacino di utenza di 2,5 milioni di visitatori/anno, 60 spazi retail e un parcheggio di 2.500 posti auto. Si tratta di un ex centro commerciale Auchan che, dopo la ritirata del Gruppo francese  dall’Italia nel 2020 era stato acquisito da Bennet. Ma anche l’insegna comasca dopo cinque anni ha deciso di lasciare all’interno di un  ridisegno delle proprie presenze sul territorio come avevo scritto a giugno del 2024. (leggi qui).

Due antefatti rischiano di non avere l’attenzione che meritano. Quindi  vanno sottolineati. Innanzitutto l’intesa in sede politica frutto di un intenso e condiviso lavoro istituzionale che ha coinvolto Comune, Regione e Parlamento. E,  in contemporanea, un importante accordo tra il sindaco di Cesano Boscone, Marco Pozza, con i rappresentanti dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs di Milano e dal referente di AFOL Metropolitana che hanno sottoscritto, un “Protocollo di intesa per la gestione e il superamento della crisi del Centro commerciale Porte di Milano – Cesano Boscone. (testo accordo). L’accordo ha stabilito la costituzione presso AFOL Metropolitana di un Registro che raccoglierà i CV e i dati delle lavoratrici e dei lavoratori attuali del Centro commerciale in forza o che siano stati trasferiti. Per alimentare il Registro, Afol Metropolitana ha organizzato a luglio e a settembre colloqui individuali.

Ricevuta la notizia dell’accordo raggiunto tra proprietà e Ceetrus, che permetterà di proseguire con la locazione e il mantenimento in funzione del Centro, il Protocollo intende creare una rete tra i soggetti coinvolti con l’obiettivo di attutire le ricadute sociali sulle famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori. Una novità assoluta per l’area metropolitana milanese. «Questo Protocollo, primo nel suo genere, riteniamo sia uno strumento fondamentale per la salvaguardia occupazionale del territorio – spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Milano – e un supporto concreto alla rete sociale del territorio che mira a garantire una ricollocazione di qualità nel rispetto dei Contratti collettivi nazionali da noi sottoscritti.

L’obiettivo del documento è dare una risposta agli interrogativi sul futuro di “Porte di Milano”, già gravato dalla progressiva chiusura negli ultimi mesi di diversi negozi, oltre che dalla cessazione, dal 28 giugno, delle attività del Bennet». «Riteniamo fondamentale sostenere questa iniziativa a tutela della continuità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori, in questa fase di incertezza – dichiara Tommaso Di Rino, direttore generale di Afol Metropolitana. Rientra da sempre nel nostro impegno quotidiano collaborare attivamente con la rete territoriale per garantire una ricollocazione efficace, dignitosa e coerente con le professionalità maturate dalle persone. Questa iniziativa rappresenta un segnale concreto di responsabilità e di attenzione al territorio in cui operiamo anche con iniziative particolarmente innovative». 

«Fin dall’inizio abbiamo lavorato per mantenere il Centro aperto e funzionante, ma non senza offrire adeguate tutele ai lavoratori impiegati. Abbiamo accolto positivamente la notizia dell’accordo che scongiura la chiusura e ora, con il nostro Protocollo – spiega il sindaco Marco Pozza – offriamo uno strumento per preservare i lavoratori e invito tutti i soggetti coinvolti sia alla sottoscrizione, sia, soprattutto, ad attingere al Registro: farlo dimostra di riconoscere il significato che i lavoratori hanno per il centro stesso e i rapporti con il territorio e offrire un futuro certo a tante famiglie».

I soggetti firmatari del Protocollo chiedono alla proprietà e ai soggetti gestori della Galleria di inserire nei contratti di locazione degli spazi commerciali del Centro, in fase di rinnovo o di nuova sottoscrizione, la priorità di assunzione dei lavoratori inseriti nel Registro. Analogamente, gli operatori commerciali che aderiranno all’accordo territoriale si impegnano a riconoscere agli iscritti al Registro priorità nelle proposte di assunzione, compatibilmente con le competenze e le mansioni potenzialmente equivalenti, e ad applicare i CCNL di cui sono firmatarie le organizzazioni sindacali sottoscrittrici del Protocollo. Da parte sua, il Comune proporrà la sottoscrizione e l’adesione al Protocollo ai nuovi insediamenti commerciali sul territorio e agli operatori che intendano ampliare la propria attività, anche tramite gli sportelli della Camera del Commercio. L’accordo impegna anche a riconoscere le medesime condizioni economiche e reddituali precedenti per tenere costanti le condizioni di vita dei lavoratori e delle loro famiglie.

Afol fornirà supporto ai singoli lavoratori e lavoratrici non solo per il loro ricollocamento presso il Centro, ma anche per individuare altre opportunità lavorative in zona. Adesso tocca a Tosano Cerea, una realtà (parte del Gruppo Végé) che, oltre all’exploit di Nerviano sembra molto interessata alla provincia di Milano, conta 21 ipermercati a gestione diretta, 5.200 dipendenti  e, nel 2024, ha registrato un fatturato di € 1.42 miliardi con una presenza nelle province di Verona, Vicenza, Brescia, Venezia, Mantova, Treviso, Ferrara, Padova, Udine, Milano e Firenze.

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