La conferenza stampa di Conad è sempre interessante. Innanzitutto perché il Consorzio rifugge da “effetti speciali”. Li lascia volentieri a chi ha meno da dire. Fa parlare i risultati. I dati ne confermano lo stato di salute. Ai 22,2 miliardi (+5,5% rispetto al 2024) di Selex, il Consorzio replica con i suoi 21,826 miliardi di euro, in aumento del 4,43% sull’anno precedente. Le quote di mercato al 15,8 per Selex sono al 14,8 per Conad. Finalmente nessuno ha perso tempo a rilanciare una pseudo competizione che in realtà, essendo asimmetrica, non ha ragion d’essere. Leader in 6 regioni, seconda in cinque e terza in tre. Arranca però in Padania con scarse possibilità di ribaltare la situazione a breve dopo che è stata persa l’occasione ai tempi dell’acquisizione di Auchan, resta aperta la possibilità di crescere in queste aree con i concept (Pet store, Parafarmacia, Ottico, self 24) oggi ben 446. Magari con un’incursione nel canale drugstore.
Sei cooperative, 2162 soci, oltre 4000 punti vendita, 62 centri logistici, 81.000 collaboratori che arrivano a 100.000 con l’indotto sono la carta di identità. Con oltre 13 milioni di famiglie che ne frequentano i punti vendita e con 6,5 miliardi di fatturato con la MDD (34,1% del fatturato). In dieci anni è passata dal 26,4 al 34,1%. In uno scenario di consumi in frenata, e caratterizzato da una contrazione dei volumi evidente, si segnala la buona crescita dei canali Conad (+5,7%) e Conad Superstore (+6,1%), oltre allo sviluppo a due cifre del nuovo format urbano Tuday Conad (+27,1%) e del canale specializzato dedicato ai prodotti e ai servizi per gli animali domestici PetStore Conad (+15,7%) (Circana ottobre 2025).
“Conad si conferma insegna leader della GDO italiana con un tasso di crescita superiore a quello del mercato e questo risultato ci riempie di orgoglio e di senso di responsabilità. Per noi essere leader significa soddisfare al meglio le attese dei clienti con prodotti e servizi convenienti e di ottima qualità, avere buoni risultati finanziari e partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese, all’evoluzione del commercio in ogni territorio, alla creazione di condizioni di lavoro lungo tutte le filiere che consentano alle persone di vivere bene – ha dichiarato Mauro Lusetti, Presidente di Conad – Il nuovo Consiglio di Amministrazione, che esprime tutte le componenti del Sistema Conad, ha dato una chiara direzione allo sviluppo del prossimo triennio: sappiamo cosa fare e abbiamo destinato risorse importanti alle nostre reti, fisiche e digitali, e alla formazione dei nostri collaboratori per essere sempre più vicini ai nostri oltre 13 milioni di clienti”.
Il 2025 ha visto anche il consolidamento della crescita della MDD (Marca del Distributore) Conad, con un fatturato a 6,5 miliardi di euro, in crescita del 5,7% a valore, e una quota sul totale del 34,1% nel canale ‘supermercati LCC’, anche grazie agli investimenti sulle marche premium e su quelle dedicate al benessere. Conad, con i suoi marchi privati, si conferma come il marchio più grande nel mercato Retail in Italia. “In un contesto di crescita piatta e di volumi in calo, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sull’efficientamento del core business alimentare e sui bisogni dei clienti, sviluppando nuove capacità di definizione degli assortimenti, dei format commerciali e dei servizi – ha affermato Francesco Avanzini, Direttore Generale di Conad – Su quest’ultimo fronte, proseguendo nello sviluppo avviato nei mercati Pet, Parafarmacia e Ottica, nel 2026 lanceremo il nuovo store-format Benessity Conad interamente dedicato a prodotti e servizi per il benessere fisico, alimentare e della cura della persona. La nostra scelta strategica sarà quindi quella di sviluppare le nostre reti vendita fisiche e digitali sulla doppia direttrice della ‘convenienza’ e della ‘specializzazione’ anticipando l’evoluzione del mercato e consolidando il nostro ruolo di innovatori nel retail italiano. Riteniamo che questa impostazione strategica ci consentirà di cogliere le opportunità che stanno nascendo dalle trasformazioni dei target e dal processo di concentrazione del mercato italiano della distribuzione, oggi ancora molto frammentato”.
Conad ha confermato il piano di investimenti 2025-2027 da 2,169 miliardi di euro, tra i più rilevanti nella GDO italiana, che sosterrà l’impegno delle Cooperative e del Consorzio per nuove aperture, ammodernamento della rete, efficientamento della supply chain, sviluppo della digitalizzazione e delle istanze di sostenibilità del proprio business. Uno degli investimenti più importanti nello sviluppo del nuovo format Benessity Conad sarà la specializzazione dell’offerta commerciale e del personale dedicato al servizio ai clienti, che potranno così essere aiutati a trovare risposte mirate a diversi bisogni della persona – longevità, controllo del peso, alimentazione, benessere mentale, attività sportiva, energia e prevenzione – in linea con l’evoluzione del concetto di benessere da una visione curativa a una integrativa. Benessity Conad offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco. Nel 2025 è inoltre continuato lo sviluppo dell’ecosistema digitale HeyConad, con lo sviluppo di nuove funzionalità nell’attivazione di spesa on-line, viaggi e assicurazioni. In questo senso, l’ultima novità è la proposta di un portafoglio di prodotti assicurativi Petcare in collaborazione con Santévet, storico leader europeo del settore.
Interessanti, due risposte di Avanzini a Rita Querzé sul Corriere. Sui «retail media» dove Conad punta a spostare l’asse dal punto vendita al cliente cercando di dare un contenuto innovativo al termine. Almeno per come è spesso inteso nella GDO italiana. «Dei nostri oltre 13 milioni di clienti, più di 10 possiedono una carta fedeltà. Tra questi, circa tre hanno dato il consenso a ricevere pubblicità. Raccogliamo miliardi di dati. Il retail media apre una nuova era di collaborazione con le imprese industriali. Inoltre, con la nostra offerta di servizi – da un anno vendiamo viaggi e assicurazioni – abbiamo un fattore di fidelizzazione e generatore di fatturato» infine il commento di Avanzini su NewPrinces che raffredda un po’ i facili entusiasmi dei laudatores: “Carrefour vale il 3% del mercato ed è caratterizzata da una forte presenza di franchising. A dire l’ultima parola sarà il mercato. Un mercato che non farà sconti visti i consumi stagnanti. A nostro parere si andrà verso una concentrazione di attori e insegne”.



