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I discount vanno a caccia dei punti vendita  in disequilibrio economico  per le insegne tradizionali. Hanno finalmente capito che bisogna fare di necessità virtù e guardano con interesse i punti vendita meno performanti o che non rientrano più nelle strategie delle insegne GDO pronti per acquisirli per poi ristrutturarli e riorganizzati. Ricordo che quando Esselunga cedette a Billa il punto vendita di  via Amoretti (oggi MD) nel quartiere di Quarto Oggiaro a Milano. Esselunga, era in perdita.  Billa, subentrando e  pur cedendo una ulteriore quota di vendite ex Esselunga, era riuscita a trovare un punto di equilibrio. La differenza era tutta nell’organizzazione del lavoro e nel servizio. “Abbondante” quella dell’azienda di Pioltello, appena sufficiente quella di Billa. Probabilmente Esselunga, nel tempo, credo si sia pentita di aver ceduto alcuni di questi punti vendita. A cominciare da via Regina Giovanna, il suo primo negozio. Ma la loro strategia di allora era di rafforzarsi in altri formati.

I discount, da parte loro,  fino a poco tempo fa si intestardivano con i loro formati  e il loro layout di negozio. E così lasciavano ai concorrenti più capaci di adattarsi al contesto,  campo libero. Adesso più o meno tutti, si guardano in giro. Alcuni stanno probabilmente aspettando che dal cappello di NewPrinces, una volta fatto i conti con la realtà e non con le fantasie tese a convincere i potenziali  investitori, diversi punti vendita finiscono sul mercato, altri hanno l’orecchio teso agli espansionisti che intercettano le dismissioni  possibili. L’esempio di Busto Arsizio è uno dei tanti. Fa più notizia di altri perché dietro c’è Coop Lombardia. Coop, in generale,  credo si sia rassegnata a dover pagare un prezzo aggiuntivo in termini di reazioni sindacali. Riorganizzare, per loro è e sarà sicuramente più complicato che per altre insegne.

Passare da Coop a Eurospin fa scattare una reazione pavloviana, a prescindere, ai sindacati. Da qui la protesta per la cessione dello storico negozio a Eurospin, decisa da Coop Lombardia nell’ambito di una più ampia riorganizzazione della rete commerciale. A Busto Coop ha dovuto fare il “solito” comunicato di rassicurazione pur non lasciando nessuno a casa. «Coop Lombardia conferma la cessione del punto vendita di Busto Arsizio, in viale della Repubblica, a Eurospin, un’operazione che si inserisce nel più ampio piano di razionalizzazione e ammodernamento della rete commerciale, avviato per garantire la sostenibilità economica e il rilancio complessivo della Cooperativa in un contesto di mercato sempre più complesso e competitivo in modo particolare sul territorio bustocco.  Da qui la scelta di Coop Lombardia di concentrare risorse ed iniziative commerciali sull’altro negozio di Busto Arsizio, in viale Duca d’Aosta, aperto da pochi anni ed in fase di continua crescita. Per quanto concerne il resto del territorio, per il 2026 è previsto l’avvio di numerosi cantieri per la ristrutturazione e l’ammodernamento di molti dei nostri negozi oltre che l’apertura di un nuovo “supermercato civico” a Bollate.

La scelta, già ampiamente comunicata lo scorso mese, risponde alla necessità di assicurare un equilibrio gestionale che possa consentire investimenti di risorse sui format più innovativi e performanti, come i nuovi punti vendita “Civico” e “Smart”, concepiti per coniugare convenienza, qualità e impatto ambientale ridotto, rafforzando il legame con le comunità locali. Consapevole del valore umano e professionale che ha sempre caratterizzato le lavoratrici e i lavoratori di Busto Arsizio, la Cooperativa ha affrontato l’operazione con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle relazioni sindacali, assicurando il confronto e l’informazione preventiva alle rappresentanze. L’operazione garantirà sia il livello occupazionale che la continuità gestionale dei lavoratori e delle lavoratrici. Coop Lombardia continuerà a impegnarsi per salvaguardare il proprio ruolo sociale e mutualistico, sostenendo al contempo un processo di rinnovamento indispensabile per affrontare con solidità le sfide del mercato e proseguire nella propria missione cooperativa a beneficio di soci, lavoratori e comunità». La cessione, ufficializzata da Coop Lombardia lo scorso 10 settembre e che dovrebbe diventare effettiva entro il 15 ottobre, prevede il passaggio di tutti i dipendenti insieme alla struttura commerciale. I posti di lavoro saranno mantenuti, ma il cambio di proprietà segna per molti la fine di un percorso professionale dentro un’impresa cooperativa.

«Non è eticamente accettabile – denunciano le rappresentanze sindacali – che dipendenti che hanno contribuito per decenni alla vita del punto vendita siano stati lasciati senza alternative o possibilità di ricollocazione». Dietro c’è la richiesta, nemmeno tanto nascosta di tenersi il personale e non cederlo a Eurospin e la preoccupazione che la situazione di Busto Arsizio non sia un caso isolato. «Preoccupano le voci su altre realtà in difficoltà – sottolineano i sindacati -. Per questo chiediamo a Coop Lombardia di aprire un confronto immediato sulla crisi della rete vendita, mettendo al centro diritti, tutele e salvaguardia occupazionale».

Intanto Coop Lombardia va avanti. La costruzione e ristrutturazione dei punti vendita si fonderà su due nuovi format: il ‘Supermercato Civico’, che mette al centro la sostenibilità, e il ‘Supermercato Smart’, un modello sostenibile e modulare, pensato per essere attrattivo, tecnologico e adattabile alle diverse metrature, con l’obiettivo di semplificare l’esperienza di spesa. L’idea è di proporre Un nuovo concetto di supermercato, inteso non solo come luogo di vendita ma come spazio di contaminazione sociale, scambio di saperi, luogo di comunità (progetto costruito da Park Associati con Coop Lombardia). Ovviamente, sul futuro, pesa, come un macigno,   il contesto attuale.

Lo si capisce anche nei movimenti al vertice. Coop Lombardia ha chiuso l’ultimo esercizio con ricavi consolidati di 1,206 miliardi di euro (-0,4%), una perdita operativa di 21 milioni (da -12,6 milioni) e un utile di 0,18 milioni (da 0,87 milioni). I proventi finanziari (35 milioni) derivanti dal prestito soci e i dividendi di Unipol e BricoIo hanno consentito di riportare il conto economico consolidato in equilibrio. Il patrimonio netto consolidato ammonta a 695 milioni e il debito netto a 355 milioni (334 milioni). La cooperativa conta su 32 pdv fra iper e superstore, 22 super, 33 negozi di vicinato e 9 affiliati come spiega Emanuele Scarci su Distribuzione Moderna ).

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