CRAI è stata certamente l’insegna che più si è messa in discussione nel panorama della GDO nazionale nel 2025. È un percorso iniziato da tempo ma quest’anno si è cominciato a vedere la messa a terra di una strategia, anche sul piano organizzativo. Ricavi superiori ai 3 miliardi che puntano ai 4 miliardi a conclusione del piano anche con l’arrivo di nuovi soci; 1300 imprenditori e ventimila collaboratori mostrano bene questo quadro in movimento. «Il 2025 si avvia verso un consuntivo in linea con le nostre aspettative. Il 2026 sarà l’anno dello sviluppo per linee esterne, mettendo nel mirino una maggior presenza in Campania e Puglia. ha sottolineato Giangiacomo Ibba nell’incontro con la stampa.
Al centro CRAI Futura, il piano strategico lanciato a fine 2022 con l’obiettivo di trasformare il gruppo da una tradizionale centrale di servizi a un’unica grande azienda di distribuzione, integrata, efficiente e orientata al territorio, rafforzando la sede centrale come hub strategico e puntando su prossimità, sostenibilità e sviluppo di prodotti a marca del distributore per realizzare obiettivi di crescita importanti. Come riporta Marco Capisani su Italia Oggi, “allo studio c’è la creazione di una holding di partecipazioni, che sarà collocata sopra Crai Secom, l’attuale capogruppo. La nuova società servirà a riunire e quindi a rendere più efficaci le attività manageriali dell’insegna della grande distribuzione organizzata. Del resto, il presidente e AD Giangiacomo Ibba ha già reso noto il piano al 2027 di una «Crai futura» più strutturata come azienda unica, che offra «un modello commerciale definito». Infatti, «non si tratta più di fornire insegne e prodotti dalla sede centrale ai singoli retailer, bensì di trasferire e condividere una strategia di vendita testata e certa», ha ripetuto a Milano lo stesso Ibba in occasione dell’inaugurazione giusto appunto dell’«hubquarter» di via Monfalcone 22, a Milano, con tanto di negozio di prossimità CraiGo! al piano terra e disposto su 220 metri quadrati”.
L’obiettivo principale è quindi costruire un modello evoluto di prossimità. È il primo convenience store dell’insegna, con un’offerta tarata sui ritmi della città. Pasti pronti e soluzioni take-away e spazi attrezzati per la pausa pranzo. Completa l’offerta il servizio completo di acquisto on line, con consegna a domicilio.TuttiGiorni poi ridisegna il concetto di spesa quotidiana, o, come, aggiunge Ibba, propone un’interpretazione della prossimità rurale, che intercetta bisogni sociali e territoriali legati al tema della “restanza”. Una prossimità ben progettata può sostenere questo diritto sociale, oltre che garantire un presidio economico. In tanti piccoli comuni dove Crai è presente. La prossimità non è quindi un supermercato più piccolo ma un sistema complesso inserito e integrato nel contesto circostante. Quindi modellato sulle esigenze dei clienti che lo frequentano. Questo richiede scelte specifiche sugli assortimenti, sulla semplicità del layout e sulla tipologia di servizio offerto. Fondamentale quindi il ruolo degli imprenditori e la loro capacità di leggere il contesto. L’imprenditore conosce il territorio, si rapporta quotidianamente con i clienti e ha quindi la capacità di adattarsi ai cambiamenti necessari. È questo a fare la differenza nella prossimità. Serve però un evidente cambio culturale.
Non basta più focalizzarci sui costi. Per questo sono stati creati percorsi formativi costruiti sartorialmente con l’Università di Parma e altre realtà, sia per i giovani sia per gli imprenditori già attivi. Oltre a trasmettere e condividere visione e strategia occorre fornire ai singoli imprenditori strumenti e supporti operativi adeguati. L’obiettivo è diffondere una cultura imprenditoriale capace di integrare redditività, sostenibilità e qualità della relazione con i clienti. È anche il modo più efficace per accompagnare il ricambio generazionale e rafforzare il capitale umano. Nell’incontro sono stati presentati tre temi centrali: CRAIEnergy, la nuova società, in collaborazione con Enet Energy SA, attraverso un modello proprietario integrato nella rete. CRAIVoce, il nuovo servizio di telefonia mobile nato dalla partnership con Tiscali, che arricchisce l’esperienza di servizio nei nostri punti vendita.
E, infine, il tema decisivo per il futuro del Gruppo: l’avanzamento di CRAIFutura, il piano industriale che ci sta portando a diventare un’unica grande azienda, sempre più coesa i cui obiettivi principali sono l’ evoluzione da centrale a azienda, il rafforzamento della sede di Milano come un vero e proprio hubquarter per coordinare e produrre valore per l’intero sistema, lo sviluppo della MDD (Marca del Distributore) puntando al 50% nei prossimi anni. Sul tema dell’innovazione e sostenibilità, investire in prodotti più sani (es. Vitamina D) e sostenibili, e in iniziative di responsabilità sociale e ambientale, come la lotta allo spreco e la valorizzazione locale. Tutto questo all’interno di una visione rinnovata del Retail rinnovata rimodulando il modello di prossimità, mettendo al centro clienti, ambiente e persone, con una forte attenzione alla profittabilità dei punti vendita con l’obiettivo di superare i 3,8 miliardi nell’anno che si apre.
“Oggi non ci muoviamo più con obiettivi frammentati ma con una visione unica: rafforzare la redditività dei punti vendita e creare valore per tutta la filiera. Abbiamo ridefinito i format – dalla prossimità urbana a quella rurale – e sviluppato progetti come il format di Every Day Low Price Tuttigiorni, che ripensa la spesa quotidiana, e i negozi dedicati alla “restanza”, cioè la scelta e la possibilità di tante persone di restare nei piccoli centri e mantenerli vitali attraverso tre leve: gli imprenditori, la forza del brand e la marca privata, che permettono di differenziarci. Oggi Crai è vista sempre più come un’unica realtà. Questo ci dà la possibilità di costruire un futuro competitivo e credibile nel panorama italiano della GDO” ha concluso Giangiacomo Ibba.



