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È proprio “DISCOUNT ALLA RISCOSSA” come ha titolato su LinkedIn Marco Capisani lanciando in anteprima la notizia della discesa in campo della famiglia Podini a fianco di Dit e Consorzio Europa per il rilancio di Realco.  Mentre Eurospin se la gode per aver raggiunto Esselunga, LIDL prosegue la sua corsa, Silvestri si allena a bordo campo prima di entrare in partita per Aldi e Penny prova a ripartire, i Podini escono allo scoperto. Non sarebbe la prima volta che, l’unico imprenditore del nord est che ha ribaltato i pronostici partendo dal sud, prova a stupire gli osservatori. Qui l’anticipazione di ItaliaOggi (leggi qui). Il secondo discount italiano che sembrava aver accusato forte il colpo dell’uscita di Giuseppe Cantone fa la mossa del cavallo proponendosi  come partner di Consorzio Europa e Dit-Distribuzione Italiana ufficializzando la proposta congiunta su Realco, forte dei suoi 3,7 miliardi di euro di fatturato 2024 e un utile netto di 81,2 milioni.

L’azienda reggiana licenziataria dell’insegna Sigma in Emilia-Romagna ha in pancia anche la rete discount Ecu, oltre all’insegna Economy. Il recente arrivo di Marco Bordoli in DiT-Distribuzione italiana mi aveva reso un po’ scettico sull’ipotesi CRAI. In GDO, più che altrove, imprenditori e manager quando i loro rapporti arrivano ai titoli di coda faticano ad elaborare il passato. Vedremo i prossimi passi. Il focus di questa offerta, riporta Capisani, è «continuità occupazionale dei lavoratori, integrità del sistema e rilancio dell’attuale rete dei soci. Con l’ulteriore punto di forza che la proposta riguarda non solo la fornitura di merci e servizi alla rete Sigma, ma anche alla rete degli Ecu ed Economy grazie alla continuità nel rapporto con Italy Discount». L’interesse dei tre operatori si riferisce a tutti gli asset e alla quasi totalità dei negozi. Del network di circa 140 punti vendita, 35 sono diretti e quelli oggetto d’interesse sono circa una ventina.

La manifestazione d’interesse non è vincolante essendo legata all’avvio della due diligence, che partirà una volta che Realco avrà espresso la sua disponibilità verso il progetto. Altri interlocutori interessati, secondo indiscrezioni non confermate, si sono fatti avanti. Migross (per la quasi totalità dei punti vendita) e Crai (con una formula più di somministrazione di servizi). Sempre dal gruppo VéGé, oltre a Migross, in campo ci sarebbe pure il gruppo Vega (sia Vega sia Eurospin sono soci di Eurospin al 25%). La proposta avanzata da Dit, Consorzio Europa e dalla famiglia Podini,  fondamentale alla sostenibilità del progetto, l’interesse è rivolto a tutti gli asset ma in quote variabili, guardando ai singoli asset. «Il nostro impegno è indirizzato verso una soluzione intra sistema che coinvolga anche altri soci di Dit, in primis Consorzio Europa e che vada nella direzione di superare questo momento di difficoltà ma soprattutto verso un rilancio della stessa Realco e dell’insegna», avevano fatto sapere da Distribuzione italiana a inizio febbraio scorso.  A fine 2024, la cooperativa ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 314 milioni di euro (-7,6%), una perdita netta di quasi 16 milioni di euro e un monte debiti complessivi per circa 60 milioni di euro, stando agli ultimi dati di bilancio riportati.

“È necessario che eventuali proposte di acquisizione riguardino l’intero perimetro delle attività del Gruppo, comprendendo quindi la rete dei supermercati, le attività logistiche e le funzioni amministrative, al fine di salvaguardare tutta l’occupazione e garantire la continuità operativa dell’azienda” hanno ribadito  i tre sindacati di categoria. Intervistata da Elettra Raffaela Melucci del Diario del Lavoro, Laura Petrillo, segretaria generale della Filcams Cgil Emilia-Romagna ha dichiarato: “La crisi Realco è concentrata in Emilia-Romagna, dove stiamo gestendo contemporaneamente anche la crisi di un’altra realtà storica, Manzini, attiva nei territori di Imola e Piacenza e legata all’ex presidente di Realco. Anche lì è stato annunciato il ricorso al concordato preventivo. Sono segnali che indicano un problema più ampio del settore, che sta colpendo gli stessi territori. Ci auguriamo che arrivi una proposta di acquisto. Sarebbe importante anche trovare una soluzione che permetta alla logistica di continuare a operare oltre la scadenza dell’appalto del 31 marzo, così da garantire la continuità delle attività e il pagamento delle retribuzioni ancora in sospeso. Saranno giorni decisivi per capire se le manifestazioni di interesse che sono arrivate si trasformeranno in proposte vincolanti. In quel caso si potrà lavorare alla presentazione del piano concordatario entro i termini previsti. Se invece nei prossimi quindici giorni nessun competitor formalizzerà un’offerta, il rischio è che la situazione evolva in senso negativo.

Abbiamo tempo fino al 13 aprile, ma questo è il momento decisivo per capire se esistono le condizioni per un concordato in continuità. Il rischio è che arrivino più imprese diverse interessate solo ai punti vendita più performanti. In questo caso alcuni negozi verrebbero rilevati, mentre altri probabilmente chiuderebbero definitivamente, lasciando senza prospettive parte dei lavoratori. Inoltre l’acquisizione da parte di competitor diversi avrebbe un forte impatto anche sulla sede amministrativa e sulla logistica, che verrebbero quasi certamente sostituite da quelle degli acquirenti. Questo significa che per gli impiegati e per i lavoratori della logistica ci sarebbero pochissime possibilità di continuità occupazionale. È molto diverso avere un unico acquirente, con cui definire un accordo complessivo di sistema, rispetto a confrontarsi con più soggetti che porterebbero ciascuno le proprie regole. Con un unico progetto industriale si può immaginare che il concordato rimanga in piedi e che ci sia una vera continuità aziendale. In caso contrario il rischio è che si arrivi a una soluzione liquidatoria, con minori tutele per i lavoratori”.

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