Per un ex Galbaniano stagionato come il sottoscritto che ha vissuto quelle vicissitudini è una bella notizia. Le aree dismesse dalla Galbani a Melzo (finalmente) saranno oggetto di importanti iniziative immobiliari. Al posto delle ex porcilaie Galbani sorgerà un punto vendita Iperal. Officine Mak, specializzata nella rigenerazione urbana e riqualificazione di grandi aree dismesse, ha perfezionato la vendita a Iperal Supermercati dell’area dedicata ad una media struttura di vendita. Una posizione sicuramente interessante. Ricordo, quando le porcilaie erano ancora in piena attività, che a pochi metri dai cinquantamila suini Galbani c’era un piccolo albergo che si chiamava El Paso. Quando il vento soffiava da sud bisognava tenere le finestre chiuse. Il punto era che, poco oltre alla rotonda verso la cascina Mora di Liscate, dove oggi si è insediata DHL, allora c’erano oltre 100.000 maiali dell’Invernizzi. La puzza era assicurata tutto l’anno. Nessuno avrebbe scommesso sul futuro di quel piccolo albergo. Oggi è ancora lì. Nel frattempo hanno chiuso le porcilaie di entrambe le aziende (e non solo quelle). Di Invernizzi è rimasto solo il marchio e Galbani, dopo Danone, oggi è nel Goupe Lactalis.
Anche con Iperal, per alcuni versi, mantengo un legame affettivo. Nell’86, l’anno che ha preceduto l’alluvione in Valtellina, all’inaugurazione del primo ipermercato a Castione Andevenno c’ero anch’io. Abitavo a Talamona in bassa valle non molto distante da Morbegno. Da allora ne ha fatta di strada. Oggi Iperal è una bella realtà lombarda con quasi 55 punti vendita, tutti ubicati in Lombardia. 14 supermercati nella provincia di Bergamo, 3 supermercati e un ipermercato nella provincia di Brescia, 9 supermercati nella provincia di Como, 3 supermercati e un ipermercato nella provincia di Lecco, 4 supermercati a Milano, 11 supermercati tra Monza e Brianza, 6 supermercati e 2 ipermercati a Sondrio e, infine, un supermercato persino a Varese. Iperal, insieme a Poli, Sogegross, Tigros e Rossetto condividono la centrale Agorà Network estendendo così la propria distribuzione territoriale in tutte le regioni del Nord Italia. Il 2024 si è chiuso con un fatturato di 1,55 miliardi in crescita del 10,5%
La voce dell’assegnazione dell’area già circolava da tempo. Si sapeva che avrebbe ospitato una media struttura di vendita, però non se ne conosceva il nome. Adesso è ufficiale. Questa operazione rappresenta un esempio concreto di valorizzazione di aree dismesse – ha dichiarato Daniele Consonni, Ceo di Officine Mak – La collaborazione con un operatore lombardo strutturato come Iperal permetterà di restituire funzionalità e qualità a un comparto importante del territorio”. Tra l’area più in centro a Melzo vicino alla ferrovia e le porcilaie parliamo di 84 mila metri quadrati in due lotti di cui uno centralissimo. In centro arriveranno verde, parcheggi e servizi, alle ex Porcilaie il supermercato e numerose abitazioni. Melzo attendeva la decisione da decenni. Basti solo ricordare, per come si erano ridotte, che le porcilaie Galbani abbandonate erano state inserite, in un servizio del Corriere del 26 ottobre 2016, tra i luoghi più spettrali al mondo.
L’avventura dello storico caseificio Galbani a Melzo nasce nel 1882. Poi gli anni dello splendore all’ombra della fabbrica storica nel cuore del paese, luogo della produzione casearia e di salumi, laboratorio sindacale, impresa sociale, seconda casa di generazioni di melzesi e non. Poi gli anni dell’abbandono. Oggi sarà il secondo “anno zero“: quello in cui, dopo decenni di attesa, sull’area che ospitò il caseificio, uno dei siti dismessi più grandi, critici e significativi dell’est milanese, arriveranno ruspe e operai. Palazzi, parcheggi, servizi e verde prenderanno corpo al posto del vecchio stabilimento, di cui oggi rimangono solo resti cadenti circondati da macerie, sterpaglie e degrado. Case, nuova viabilità e un supermercato appena fuori città, al posto delle vecchie porcilaie: anche qui, un complesso veramente degradato e cadente, da troppo tempo pericoloso rifugio per senzatetto e sito ad alto rischio ambientale.
Una svolta urbanistica storica per il Comune di Melzo. Ma molto più di un intervento di risanamento urbano: alla rinascita delle aree ex Galbani è legato un piano di rilancio e rivitalizzazione produttiva, commerciale e demografica che va ben aldilà dei confini della città. L’abbandono totale del complesso si perde ormai a qualche decennio fa. Nei primi anni Duemila il primo piano di recupero, firmato dall’allora amministrazione comunale in collaborazione con la società immobiliare proprietaria del complesso. Quando nessuno, amministrazione comunale in primis, pareva più crederci, ecco la svolta, arrivata nel 2020. L’anno in cui Officine Mak, il colosso della rigenerazione urbana già artefice della rinascita di aree dismesse degradate anche in area Est Milano, si è portata a casa l’ex Galbani in blocco, all’ennesima asta: sito centrale e porcilaie, fabbricati e aree, annessi e connessi.
L’approvazione del piano d’intervento risale a oltre un anno e mezzo fa, epilogo di un lungo e non sempre semplice negoziato con l’amministrazione comunale. Ora si parte. Una scommessa vinta per Officine Mak: “Siamo orgogliosi – commentò il ceo Daniele Consonni – di aver concluso positivamente questa operazione, importante per tutto il territorio della Martesana”. Davanti, da ora, almeno 5 anni di cantieri. La speranza è che i lavori, lunghi e complessi, portino un anticipo di indotto alla città e alla zona. Il futuro arriva, la storia però non si cancella.
Una grande mostra documentaria, a Melzo, a cui ho partecipato, celebrò due anni fa i 140 anni del marchio principale dell’industria casearia italiana: dalle prime mungiture al Bel Paese, dalle foto in bianco e nero a Carosello. Ed è il prezioso archivio storico Galbani a raccontare di un’azienda e di una città cresciute in simbiosi: migliaia di fotografie, negativi e diapositive, documenti amministrativi, inserti pubblicitari, manifesti, etichette. Un patrimonio materiale e di cuore, che resta e al quale mi sento particolarmente legato.
* LA FOTOGRAFIA DELLE PORCILAIE EX GALBANI È STATA SCATTATA DA MARCO TIRABASSI per un articolo della Gazzetta della Martesana – Primalamartesana.it.



