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Nel 1962, venti alimentaristi della città di Trento si riuniscono e fondano una cooperativa con una sede di cento metri quadri in via Rosmini. La chiamano Dettaglianti Alimentari Organizzati — DAO — e il progetto è semplice: comprare insieme le merci, abbattere i costi di approvvigionamento, sopravvivere alla concorrenza crescente della distribuzione moderna. Sessantaquattro anni dopo quella fondazione, DAO è una realtà da 430 milioni di euro di fatturato di gruppo, gestisce una rete di oltre 280 punti vendita tra Conad e Maxì distribuiti tra Trentino, Alto Adige, Verona, Vicenza, Belluno, Bergamo e Brescia, è socio fondatore e azionista al 25% di Eurospin Italia — la più grande catena discount del paese — e siede nel sistema Conad come cooperativa associata a CIA. La sede è ancora a Lavis, alle porte di Trento, in un complesso logistico di 27.000 mq che niente ha a che vedere con i cento metri quadri di via Rosmini.

La storia di DAO è anzitutto la storia dei cambi di consorzio a cui appartiene, che scandiscono le fasi di sviluppo della cooperativa meglio di qualsiasi dato di bilancio. Nel 1975 DAO entra in Sigma; nel 1985 passa a CRAI. Nel 1999, lasciato CRAI, fonda prima La Centrale e poi si associa a Interdis. Nel 2004 arriva la scelta definitiva: l’alleanza con Conad, con cui DAO condivide — secondo la formula ripetuta in ogni comunicazione ufficiale — valori cooperativi e obiettivi. Da quell’anno DAO diventa centro distributivo Conad per il Nord-Est, adotta le insegne del consorzio nazionale e integra la propria rete nel sistema commerciale e promozionale di Conad. La partnership non è un’affiliazione: DAO mantiene la piena autonomia cooperativa, gestisce autonomamente la propria base sociale, decide in proprio gli investimenti e il piano di sviluppo. Conad è il sistema di riferimento, non il proprietario.

La pagina più singolare della storia di DAO — e quella che ne definisce il profilo strategico in modo più sorprendente — riguarda però Eurospin, non Conad. Nel settembre 1992, l’allora direttore della cooperativa Ivan Odorizzi propone al consiglio di amministrazione di partecipare a una nuova società discount, ideata da quattro soci usciti da CRAI: Shop, Vega, Migross e DAO. Non tutti i consiglieri sono favorevoli. Ci vogliono settimane di riunioni. Alla fine, grazie al sostegno del presidente Renzo Facchinelli, DAO entra in Eurospin Italia con la quota paritetica del 25%, investendo 600 milioni di lire. A dicembre 1992 la società viene costituita; a luglio 1993 apre il primo punto vendita a Sesto San Giovanni; entro dicembre dello stesso anno ne vengono inaugurati 29. Quel modesto investimento iniziale si è trasformato nel pilastro patrimoniale della cooperativa: la partecipazione in Eurospin genera dividendi annui intorno ai 15 milioni di euro, rappresenta la voce più significativa del patrimonio di DAO e consolida i conti del gruppo ben al di là di quanto il solo fatturato retail consentirebbe.

Questo dettaglio non è secondario per capire l’identità di DAO nel panorama GDO italiano. Una cooperativa di dettaglianti alimentari che è al tempo stesso azionista fondatrice del principale operatore discount del paese si trova in una posizione strutturalmente contraddittoria rispetto a qualsiasi modello di analisi competitiva standard. Eurospin è il principale concorrente di Conad sui prezzi; DAO è socia di entrambi. Nella pratica, questa dualità non ha mai prodotto conflitti aperti — i territori di competenza si sovrappongono ma non coincidono, e i formati sono differenti — ma dice qualcosa di rilevante sulla cultura imprenditoriale della cooperativa trentina: una propensione a partecipare alle opportunità senza farsi vincolare da appartenenze esclusive, che rispecchia la mentalità del dettagliante indipendente più che quella dell’operatore di sistema.

La struttura attuale di DAO a fine 2025 conta oltre 280 punti vendita tra le insegne Conad — Superstore, Conad, City, Tuday e Spesa Facile — e Maxì, distribuite nelle province di Trento e Bolzano in Trentino-Alto Adige, a Verona, Vicenza, Belluno, Bergamo e Brescia. La rete copre situazioni commerciali molto eterogenee: dai borghi di montagna con meno di 1.000 abitanti, dove il punto vendita DAO-Conad è spesso l’unico presidio alimentare, ai centri urbani di media dimensione del Veneto. Quella capillarità nelle aree montane è un tratto identitario che DAO rivendica con forza: in molte valli trentine e venete la cooperativa serve comunità che senza di lei non avrebbero distribuzione organizzata accessibile. La sede logistica di Lavis dispone di oltre 27.000 mq di magazzini e garantisce la distribuzione all’intera rete. La base sociale conta circa 120-130 soci, un numero contenuto che riflette la struttura di imprese familiari o paraimprenditoriali che gestiscono da una a più unità ciascuna. Ed ha una propensione alla sperimentazione dell’innovazione tecnologica che manca in altre situazioni anche  più strutturate. Come scrive DAO su LinkedIn: “Essere una cooperativa significa condividere una visione: crescere insieme, creando valore che va oltre il punto vendita. Per noi di DAO, ogni giorno significa lavorare al fianco dei nostri soci, accompagnandoli nello sviluppo delle loro attività, sostenendo l’innovazione e rafforzando il legame con i territori in cui operiamo. È un modello d’impresa che mette al centro le persone, favorisce il confronto, valorizza le competenze e guarda al lungo periodo. Perché il successo di un singolo socio contribuisce alla crescita dell’intera cooperativa”.

I dati economici del bilancio 2025 — presentati nell’assemblea dei soci con cui si è consumato anche il cambio di vertice — fotografano una cooperativa solida e in crescita. Il fatturato di gruppo raggiunge 430 milioni di euro, in progressione rispetto ai 420 del 2024 e ai 422 del 2023. Le vendite alle casse dei supermercati associati superano i 620 milioni di euro. La cooperativa non ha debiti bancari — una scelta strutturale mantenuta con coerenza nel tempo — e redistribuisce alla base sociale una quota significativa del valore generato: nel 2024 i ristorni, le premialità e le altre voci a favore dei soci hanno superato i 30 milioni di euro. Il patrimonio della cooperativa si avvicina ai 50 milioni nella componente propria, ma il valore patrimoniale effettivo del gruppo — inclusivo della partecipazione Eurospin — è molto più alto. I collaboratori complessivi di DAO tra sede e rete vendita hanno raggiunto circa 2.700 unità nel 2024.

Nel corso del 2025 DAO ha investito nello sviluppo della rete con 11 interventi tra nuove aperture e ristrutturazioni, mantenendo il ritmo degli anni precedenti. La frontiera più interessante dell’innovazione commerciale della cooperativa riguarda però i format autonomi: dopo il primo Tuday Conad «Prendi e Vai» inaugurato a Verona in novembre 2023 — un punto vendita da circa 200 mq con tecnologia checkout-free, il primo autonomous store operativo in Italia secondo l’azienda — e il secondo aperto a Trento nel maggio 2024, DAO ha inaugurato nel 2025 una versione più grande dello stesso concetto in via Maccani a Trento: un supermercato Conad da 1.500 mq che integra elementi di automazione su scala più ampia. Sono esperimenti che Alessandro Penasa legge come laboratori sul futuro del lavoro nel retail, non solo come innovazioni di format: la tecnologia, spiega, consente di ridurre il lavoro umano nelle fasce orarie meno redditizie — la mattina presto, la sera tardi, la domenica — migliorando al contempo le condizioni dei collaboratori. Una posizione pragmatica che evita sia l’entusiasmo acritico verso l’automazione sia il conservatorismo difensivo.

Alessandro Penasa è il nome attorno a cui ruota la DAO contemporanea. Laureatosi all’Università di Trento tra il 1996 e il 2000, ha trascorso l’intera carriera dentro la cooperativa, percorrendo la scala interna dai ruoli amministrativi fino alla direzione. Per anni è stato direttore dell’area amministrazione, finanza e personale, affiancando il presidente Ivan Odorizzi — il vero costruttore della DAO moderna, entrato nella cooperativa nel 1979 in una fase di crisi e rimasto alla guida per oltre quattro decenni, artefice tra l’altro della fondazione di Eurospin nel 1992 e del passaggio a Conad nel 2004. Quando Odorizzi lascia la presidenza nel 2019, passando il testimone a Ezio Gobbi, Penasa diventa direttore generale. Il profilo di Penasa ha una particolarità che lo rende una figura di spessore nel panorama distributivo italiano: è anche presidente di Eurospin Italia. Questo doppio mandato — Direttore Generale di una cooperativa Conad e AD del principale discount nazionale — è la traduzione istituzionale di quella dualità strutturale che caratterizza DAO fin dal 1992. Penasa siede ai vertici di due sistemi commercialmente distinti, li governa senza conflitti visibili e rappresenta in qualche modo la prova vivente che il modello DAO — socio di tutto, affiliato a nessuno in modo esclusivo — funziona. La sua voce pubblica è quella di un manager misurato, che parla di qualità del fatturato, di sostenibilità di lungo periodo dei punti vendita, di innovazione tecnologica come strumento per migliorare il benessere dei lavoratori più che come fine in sé.

Il cambio al vertice del 2025 ridisegna la governance ai piani alti della cooperativa. Ezio Gobbi lascia la presidenza dopo sei anni di mandato in cui il fatturato di DAO è più che raddoppiato — da circa 255 milioni del 2018 ai 430 del 2025 — e la struttura organizzativa è stata profondamente rinnovata. Al suo posto subentra Lorenzo Salvadori, socio DAO dagli anni Sessanta, con una lunga esperienza nella gestione diretta dei punti vendita e già membro del consiglio di amministrazione. È la figura classica del presidente di cooperativa di dettaglianti: imprenditore prima che manager, radicato nella base sociale, portatore di una legittimità che viene dal basso. Accanto a lui e a Penasa, nella direzione operativa, l’ottimo Nicola Webber come direttore operativo e l’altrettanto preparato Sabino Mastrorilli come direttore dell’area amministrazione, finanza e controllo. Infine Marco Penasa — responsabile vendite, marketing e comunicazione. La decisione di settembre 2024 di uscire dalla Federazione della Cooperazione Trentina — notificata con una lettera formale e con effetto dal 1° gennaio 2025 — è un episodio che merita attenzione per capire come DAO si posizioni nell’ecosistema cooperativo locale. L’uscita — motivata ufficialmente con questioni di efficienza e costi dei servizi — chiude formalmente un rapporto già logoro e conferma che DAO si sente più a suo agio nel sistema nazionale Conad. Non è una rottura improvvisa: è la formalizzazione di una distanza che esisteva da anni.

Rimane aperta la domanda su cosa significhi per DAO il prossimo ciclo di sviluppo. La cooperativa ha costruito negli anni una posizione solida nel Nord-Est grazie a tre pilastri: la capillarità della rete nelle aree montane, la solidità patrimoniale garantita anche dai dividendi Eurospin, e una gestione conservativa e senza debiti che l’ha messa al riparo dagli shock finanziari che hanno colpito altri operatori del settore. La proiezione di fatturato per il 2025 era di raggiungere circa 360 milioni nella sola componente DAO (escludendo Eurospin), con il gruppo a 399 milioni: il consuntivo a 430 milioni suggerisce un’accelerazione superiore alle attese. La sfida di Penasa come AD è probabilmente quella di mantenere quella solidità mentre la cooperativa affronta la pressione competitiva crescente nei mercati urbani del Veneto e della Lombardia — mercati ben diversi dalle valli trentine in cui DAO è nata e dove il modello di prossimità funziona quasi senza alternativa.

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