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Parto da quella che per me è la notizia principale di oggi, per quanto riguarda Esselunga: l’uscita, prevista per fine anno (per pensionamento) di Gabriele Villa. Era una notizia attesa ma resta un passaggio importante. Se oggi Esselunga, mantiene ancora un’identità e un solido distacco sui concorrenti  lo si deve in gran parte a Villa e al suo modo di intendere l’azienda che fa premio sull’esperienza, sull’innovazione senza fughe in avanti o azioni estranee alla cultura interna   e, ultimo ma non meno importante,  sulla consapevolezza (e l’orgoglio) di ritenersi  i più bravi su piazza. Ci aveva provato anche Sami Kahale (2019-2021), uno dei migliori top manager in circolazione,  a iniziare un percorso di cambiamento provando a staccare il pilota automatico costruito  ai tempi di  Caprotti senior, senza però riuscire ad imprimere una svolta. L’esperienza mi porta a sostenere che le culture aziendali cambiano molto lentamente. E spesso lo fanno solo in superficie.

Marina Caprotti, presidente esecutivo di Esselunga, ha commentato così la nomina a partire da novembre del nuovo AD e DG Claude Sarrailh: “Dopo quasi dieci anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance”. Ho subito pensato che, nel testamento di Bernardo Caprotti, scritto il 9 ottobre del 2014, l’ultima parte è dedicata proprio al futuro di Esselunga dove scrive “Ahold sarebbe ideale”. Sono i corsi e i ricorsi della storia. Ahold si è poi fusa con Delhaize  creando un  big della Gdo mondiale. Allora non se ne fece nulla. In futuro, chissà. Qui in Belgio, però,  Delhaize è certamente la più  “italiana” delle insegne dove fare la spesa. E questo è un buon segno. 

Claude Sarrailh era CEO di Ahold Delhaize Europa e Indonesia dal 1° ottobre 2024. Dopo un decennio in Carrefour è stato 18 anni  in Metro AG ricoprendo diverse posizioni dirigenziali nei settori delle relazioni con i clienti, degli acquisti e delle operazioni in vari paesi europei, Italia compresa. Inoltre ha trascorso tre anni in Cina come CEO di Metro AG China, prima di entrare a far parte del consiglio di amministrazione dell’azienda nel 2022. Ahold Delhaize aveva appena  annunciato alla stampa in Belgio cambiamenti ai vertici aziendali: “l’amministratore delegato Frans Muller ha deciso di ritirarsi, mentre Claude Sarrailh, responsabile per l’Europa e l’Indonesia, si è dimesso per valutare nuove opportunità professionali” (leggi qui). Senza dimenticare che aveva da poco annunciato l’addio JJ Fleeman, CEO of Ahold Delhaize USA in procinto di passare a Dollar General (leggi qui ). Un piccolo terremoto al vertice. Per ora incomprensibile. Claude Sarrailh, a mio parere, era il sostituto naturale di Frans Muller. Ma tant’è. Muller  lascerà l’incarico l’anno prossimo, dopo aver ricoperto la posizione di CEO di Ahold Delhaize per 8 anni. Sotto la sua guida, Ahold e Delhaize si sono fusi, Albert Heijn ha consolidato la sua posizione di leader di mercato nei Paesi Bassi, il tandem Albert Heijn-Delhaize è diventato il leader di mercato in Belgio. La strategia Growing Together” (2025-2028), è stata lanciata da lui nel 2024 (leggi qui ).

Nel 2024, il fatturato netto totale del gruppo Ahold Delhaize ha raggiunto quasi 90 miliardi di euro, di cui circa il 40% proveniente da Europa e Indonesia. Nel 2025, la cifra è salita a 92,4 miliardi di euro, con un margine operativo sottostante del 4%. Wiebe Draijer, presidente del consiglio di sorveglianza di Ahold Delhaize, ha annunciato che l’insegna ha scelto  un manager esterno per l’azienda. Il nuovo CEO di Ahold Delhaize Thierry Garnier prima  di Kingfisher, ha trascorso più di due decenni in Carrefour, in una serie di ruoli senior tra cui CEO di Carrefour International, CEO di Carrefour Asia e membro della leadership esecutiva del gruppo.

Draijer ha commentato: “Dall’inizio del processo di fusione, Frans Muller ha svolto un ruolo determinante nel plasmare Ahold Delhaize nell’azienda forte e focalizzata che è oggi. La sua leadership, la profonda comprensione dei nostri mercati e l’impegno incrollabile per la creazione di valore a lungo termine per tutte le parti interessate hanno lasciato un segno duraturo sul gruppo. Claude Sarrailh aveva preso il timone di Ahold Delhaize Europe & Indonesia nel 2024 ed è stato determinante nel rafforzare il team di leadership europeo dell’azienda, migliorare le prestazioni aziendali, far progredire le strategie own-brand e l’approvvigionamento congiunto. Prima di questo, è stato membro del consiglio di amministrazione e ha ricoperto la posizione di chief customer and merchandise officer presso la Metro di Düsseldorf, in Germania. Sarrailh lascia una realtà Ahold Delhaize Europa e Indonesia, da circa 40 miliardi di euro di fatturato e 160.000 dipendenti. “Dopo un periodo gratificante in Ahold Delhaize, ho deciso di accettare una nuova opportunità al di fuori dell’azienda”, ha dichiarato Claude Sarrailh. “Fin dal primo giorno sono rimasto colpito dalla straordinaria determinazione, dal talento e dalla totale dedizione di tutti i team di Ahold Delhaize con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Sono orgoglioso degli ottimi risultati che abbiamo conseguito e dei progressi compiuti per sfruttare al meglio le dimensioni del nostro Gruppo a supporto dei nostri importanti marchi locali e dei loro clienti. Lascio l’azienda con grande rispetto e piena fiducia nel suo futuro. Fino alla mia partenza, la mia attenzione rimarrà concentrata sull’implementazione della nostra strategia, lavorando per una transizione senza intoppi.”    “Sono grato per la leadership e il contributo che Claude ha apportato ad Ahold Delhaize durante il periodo trascorso in azienda”, ha dichiarato Wiebe Draijer, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Ahold Delhaize. “Claude è un leader molto stimato e apprezziamo il suo impegno a rimanere pienamente coinvolto per supportare una transizione ordinata. A nome del Consiglio di Sorveglianza, desidero ringraziarlo per la sua dedizione e augurargli successo nel suo prossimo incarico.”

Condivido un passaggio di Cristina Lazzati nel suo pezzo dedicato all’arrivo di  Sarrailh su Mark Up: ”La sfida sarà tutta nell’equilibrio. Esselunga dovrà usare scala senza diventare standardizzata, dati senza diventare impersonale, efficienza senza raffreddare il servizio, marca privata senza trasformarla in pura leva tattica. Dovrà continuare a essere selettiva, precisa, riconoscibile, ma dovrà farlo con una macchina più pronta a leggere un mercato che cambia più velocemente di quanto il retail italiano ami ammettere”. Vaste programme direbbe qualcuno… “Abbiamo scelto un manager con una profonda esperienza internazionale nel retail, capace di coniugare visione e concretezza operativa” commenta Marina Caprotti, presidente esecutivo di Esselunga. “La sua conoscenza dei mercati globali, unita a una forte spinta verso innovazione ed efficienza, rappresenta un elemento chiave per affrontare un contesto sempre più competitivo”.

Per il nuovo ceo, Claude Sarrailh, Esselunga “rappresenta un’icona del retail italiano, con una forte identità e una posizione unica nel mercato”. E aggiunge: “Non vedo l’ora di lavorare insieme alle persone dell’azienda per valorizzarne ulteriormente le competenze e costruire su queste solide basi, continuando a rafforzare le performance e accompagnando Esselunga nella sua prossima fase di sviluppo”. Se c’è dell’altro dietro l’angolo lo capiremo presto. Per ora non resta che augurare a lui “buona strada”.

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