Etruria Retail, oltreché un’interessante realtà locale, l’ho sempre considerata una importante cartina di tornasole soprattutto dopo l’uscita da Carrefour Italia di Apulia Dustribuzione, altro partner di peso che aveva lasciato il Gruppo francese nel 2024, essenziale, allora, anche per valutare le prospettive di Carrefour e la sua volontà di restare in Italia. Dopo la cessione dell’intera Carrefour ad Angelo Mastrolia, è diventata altrettanto importante per comprendere l’atteggiamento del più importante franchisee ex Carrefour rispetto ai progetti di NewPrinces visti dalla parte delle radici. Non tanto per la loro realizzabilità complessiva quanto nella prospettiva di un franchisee importante in un contesto distributivo dove due terzi dei protagonisti sul campo non sono dipendenti diretti.
I due primi fatti concreti dall’arrivo di NewPrinces, in mancanza per ora di piano industriale valutabile e di un gruppo dirigente che lo metta a terra, sono quindi: la sospensione della procedura di riduzione di personale in sede ex Carrefour e l’addio del suo franchisee principale sancito da un comunicato congiunto: “Carrefour Italia ed Etruria Retail comunicano di aver deciso di comune accordo di terminare la loro collaborazione commerciale, iniziata nel 2019 con scadenza prevista alla fine del 2026. Tale decisione è frutto di un confronto tra le parti e si inserisce nel quadro di una rivalutazione degli accordi di partnership. Sul primo atto, sinceramente, me lo aspettavo. È normale che chi subentra in una realtà complessa voglia capire meglio il contesto che ha determinato quella scelta e, aggiungo che, è una buona regola non scatenare guerre per errore con i partner sociali. Il secondo fatto però lo ritengo un brutto colpo per un’azienda la cui rete conta circa 1.200 punti vendita, di cui 980 in franchising, e impiega complessivamente oltre 18.000 persone, tra dipendenti diretti e indiretti. Ma su questo ci ritornerò con calma.
Oggi restiamo su Etruria Retail. Per poter decidere il loro futuro credo fosse fondamentale, in un tempo ragionevolmente contenuto, conoscere, non superficialmente, le intenzioni in termini di governance, ruoli e deleghe degli interlocutori professionali coinvolti. La squadra di Rabatel, forse con l’intento di tranquillizzare Etruria Retail, ha probabilmente prodotto il massimo sforzo di convincimento sulla volontà continuista del subentrante ma, le risposte o le non risposte sul progetto complessivo di Mastrolia e sul ruolo ipotizzato per il franchisee toscano credo siano state determinanti per accelerare la decisione visto che il contratto sarebbe scaduto nel 2026.
Dall’annuncio del cambio di proprietà, Etruria Retail aveva dichiarato con grande tranquillità: “Siamo e restiamo un’azienda autonoma, con una struttura solida, una rete forte sul territorio e una visione chiara per il futuro. Il nostro ruolo di master franchising Carrefour per l’Italia centrale prosegue fino a fine anno, e continueremo a lavorare ogni giorno con impegno, come sempre, al servizio dei nostri clienti, dei nostri soci e dei nostri collaboratori. Nelle prossime settimane avvieremo un confronto diretto con la nuova proprietà di GS con spirito costruttivo e collaborativo, tutelando come sempre gli interessi della nostra organizzazione. Abbiamo inoltre diverse alternative concrete sul tavolo che ci consentono di guardare al futuro con serenità e fiducia. La nostra stabilità non è in discussione. I valori che ci guidano – l’attenzione alle persone, al territorio e alla qualità del lavoro – restano al centro del nostro progetto, così come il nostro obiettivo di crescere insieme”.
Altre operazioni concorrenti coinvolgono la Toscana ed imponevano decisioni in grado di guardare al futuro. L’accordo di recente raggiunto tra Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze che ha previsto il passaggio a Unicoop Firenze di 16 supermercati di Unicoop Tirreno e la nascita, a luglio di Unicoop Etruria, frutto della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Un contesto in movimento. L’annuncio poi degli “Etruria Days” mi aveva convinto che qualsiasi decisione fosse stata presa, quello era il posto giusto per comunicarla. Di solito questo tipo di convention oltre a spingere per la chiusura dell’anno celano sempre notizie sulla prospettiva perché soci e lavoratori coinvolti hanno bisogno di certezze. Recentemente Etruria aveva rafforzato il proprio gruppo dirigente con l’ingresso, nel ruolo di Direttore Generale, di Luca Miglioraro, un cinquantenne di grande d’esperienza in GDO e di profonda conoscenza della cultura del partner avendo le sue radici in Veneto e di cui avevo già scritto in aprile (leggi qui).
Etruria Retail è una bella realtà locale fatta di persone e di territorio, iniziata a Siena nel 1961 in grado da sempre di muoversi con le proprie gambe e dimostrando sempre l’impegno nel l’impegno nel presidio del territorio, la capacità di coltivare i rapporti tra clienti e soci e di creare valore per la comunità di riferimento. In altri termini il contenuto più del contenitore. Quindi qualità del servizio, del lavoro e del contesto. Etruria era e resta certamente una preda ambita. Adesso l’accordo con GMF società del gruppo Unicomm come scrive Marina Bassi su GDOWEEK. Una decisione assolutamente condivisibile. Questa scelta rappresenta il futuro delle alleanze possibili tra le medie realtà regionali. Da non sottovalutare l’apporto di Selex che, in questo modo, oltre a condividere idee e progetti, allunga sugli inseguitori.
Due dichiarazioni (a GDOWEEK) che più di mille parole spiegano il senso dell’operazione. Marcello Cestaro Presidente di Unicomm: Abbiamo sempre creduto che sia fondamentale pensare in grande, ma agire in locale. Ne è prova il fatto che, ogni volta che abbiamo acquisito realtà in territori diversi dal Veneto, abbiamo sempre mantenuto un presidio commerciale e di marketing radicato sul territorio, per valorizzarne competenze e relazioni. Grazie alla collaborazione avviata con Cedi Etruria il Gruppo Unicomm nel 2026 raggiungerà un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi”.
E per Luca Migliolaro, direttore generale di Etruria Retail questo progetto “nasce dalla volontà di crescere insieme, unendo forze, esperienze e valori con un’azienda che, come noi, vive e conosce a fondo il territorio: i clienti, le istituzioni, i fornitori e la vita sociale delle nostre comunità. Crediamo che collaborare con chi condivide la nostra visione sia la chiave per creare valore vero e duraturo e siamo convinti che la qualità del servizio e la cura delle relazioni nascano dall’ascolto, dal rispetto reciproco e dalla voglia di fare bene insieme. La forza di Etruria Retail sono le persone. Persone capaci, formate e appassionate, che vivono l’azienda con orgoglio e soddisfazione e ogni giorno con il proprio impegno consentono di dare risposte rapide e concrete ai nostri soci e imprenditori. Iniziamo questo percorso con entusiasmo e fiducia, consapevoli che, unendo le energie, possiamo essere ancora più forti nella gestione del territorio e nel servizio alle nostre comunità”.



