AgeCore è una centrale di acquisto europea che tratta con le grandi multinazionali del largo consumo per conto di retailer che insieme fatturano circa 120 miliardi di euro. Il suo nuovo presidente è Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, con un mandato annuale che si concluderà nel giugno 2027. Un anno importante per la GDO in Europa.
La nomina merita una lettura attenta e meno convenzionale della semplice rotazione tra insegne.
Fondata nel 2015, AgeCore è un’alleanza tra grandi gruppi della distribuzione europea: Colruyt Group (Belgio), Conad (Italia), Coop (Svizzera), Eroski (Spagna) e Kaufland (Germania). I primi quattro soci fondatori, con presenze nell’alleanza comprese tra i 10 e i 17 anni. Kaufland è il membro più recente: la sua adesione ha avuto effetto dal 1° gennaio 2025.
La logica dell’alleanza è semplice nel principio, complessa nell’esecuzione: mettere insieme il potere d’acquisto di retailer indipendenti, ciascuno leader nel proprio mercato, per negoziare con i grandi fornitori multinazionali da una posizione di pari dignità. Nessun membro rinuncia alla propria identità o alla propria autonomia operativa. Ciò che condividono è la forza contrattuale nelle trattative che contano.
Conoscere i membri di AgeCore aiuta a capire il peso reale dell’alleanza.
Colruyt è il leader della GDO belga. Il suo fatturato ha raggiunto quasi 11 miliardi di euro nel 2024/25, con una quota di mercato in Belgio del 29%. È un gruppo familiare, con un modello operativo costruito sull’efficienza dei costi e sulla forza della private label — in Belgio la MDD ha toccato una quota del 43,4% sulle vendite della GDO. Da segnalare che nel 2025 il gruppo ha annunciato la cessione delle attività in Francia per concentrarsi sui mercati core.
Coop Svizzera è molto più di un supermercato. Nel 2024 ha realizzato un fatturato di 34,9 miliardi di franchi, con i supermercati che hanno generato 12,1 miliardi, in crescita del 2% con un aumento della quota di mercato. Il resto del fatturato proviene da un articolato sistema di wholesale, produzione e distribuzione che include Transgourmet — una delle principali piattaforme di cash & carry in Europa — e il produttore di carne Bell. È un ecosistema integrato verticalmente che ricorda, in scala e struttura, quello del Gruppo Schwarz.
Conad è il leader della GDO italiana con circa il 15% di quota di mercato e 3.000 punti vendita. È un sistema cooperativo che aggrega imprenditori indipendenti sotto una regia nazionale. La sua forza è la capillarità territoriale e la capacità di combinare l’identità locale con la scala nazionale. La partecipazione ad AgeCore è stata fin dalla fondazione uno degli assi della sua strategia di rafforzamento competitivo.
Eroski è la principale cooperativa di distribuzione spagnola, con una presenza concentrata nei Paesi Baschi e in Navarra e una rete che si estende in tutta la Spagna. È un caso di resilienza: ha attraversato anni difficili di ristrutturazione del debito e ha ricostruito progressivamente la propria solidità operativa. Nella GDO spagnola compete in un mercato dominato da Mercadona — che ha inventato un modello a sé — e dai discount tedeschi in forte crescita.
Kaufland, la quinta e più recente entrata, porta una rete di oltre 1.550 negozi in Germania e altri sette paesi, con un fatturato di 34,2 miliardi di euro. È parte del Gruppo Schwarz — lo stesso di Lidl — e la sua adesione ad AgeCore ha una logica precisa: Kaufland opera in mercati dell’Europa centro-orientale (Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Polonia, Romania, Bulgaria, Moldavia) dove i rapporti con i fornitori locali e internazionali richiedono una leva negoziale che un singolo operatore, anche di quella dimensione, fatica a costruire da solo.
Insieme, i cinque membri di AgeCore sono presenti in 15 paesi europei: Belgio, Lussemburgo, Francia, Svizzera, Austria, Italia, Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia, Polonia, Romania, Bulgaria e Repubblica di Moldavia. Più di 350.000 collaboratori lavorano nei 9.405 negozi AgeCore, servendo 8,5 milioni di consumatori ogni giorno, di cui oltre 47,6 milioni titolari di carte fedeltà.
Il dato più interessante non è il fatturato aggregato, ma la possibile traiettoria dell’alleanza. Nata inizialmente per la definizione di accordi commerciali con le grandi multinazionali dei beni di largo consumo, AgeCore ha progressivamente ampliato negli anni il proprio raggio d’azione, estendendo il proprio mandato a progetti di sviluppo della marca commerciale e avviando diversi cantieri nel settore della logistica. Nei prossimi mesi, il confronto e la collaborazione saranno estesi anche alle tecnologie legate ai sistemi di pagamento al pubblico, all’innovazione tecnologica e alle esperienze nel retail media.
È un’evoluzione rilevante. Una centrale di acquisto tradizionale ottimizza il prezzo di ingresso delle merci. Una piattaforma strategica condivide know-how, sviluppa marchi comuni, costruisce infrastrutture digitali condivise. La distanza tra le due cose è la distanza tra una leva tattica e un vantaggio competitivo strutturale.
La presidenza di AgeCore ruota tra i membri. Non è una carica permanente, ma è una posizione di indirizzo che conta nei momenti di transizione e di ridefinizione delle priorità. E quella in cui si trova AgeCore oggi è esattamente una fase di ridefinizione.
Avanzini porta in AgeCore la competenza di chi ha contribuito a guidare Conad in una delle fasi più impegnative della GDO italiana — l’acquisizione di Auchan Italia, la gestione della crisi pandemica, la competizione crescente con i discount. Ha una visione sistemica del retail che va oltre la negoziazione commerciale. L’obiettivo strategico finale di AgeCore sta evolvendo da operatore di negoziazione commerciale a realtà associativa attiva su diverse aree strategiche del moderno retail europeo. Guidare questa transizione richiede esattamente il profilo di chi ha dimestichezza con la complessità di un sistema cooperativo su larga scala.
C’è anche una lettura più politica. In un’alleanza a cinque dove il membro più recente è parte del Gruppo Schwarz — il più grande retailer europeo, con una strategia che include un cloud proprietario, un marketplace in espansione e investimenti miliardari in AI — avere alla presidenza il direttore generale di Conad significa tenere il baricentro dell’alleanza ancorato ai valori dei retailer indipendenti che l’hanno fondata. Non è un dettaglio marginale.
AgeCore non opera nel vuoto. Le alleanze di acquisto europee si muovono in un contesto in cui la concentrazione del potere di mercato — sia sul fronte dei fornitori che su quello dei competitor — è in costante aumento. Carrefour e Tesco hanno costruito la propria alleanza. I discount tedeschi negoziano da posizioni di forza individuale grazie alla scala globale. Le private label dei grandi gruppi crescono a scapito dei brand industriali.
In questo contesto, un’alleanza tra retailer indipendenti ha senso se riesce a fare due cose: tenere il passo sulla negoziazione commerciale e costruire capacità collettive che nessuno dei cinque potrebbe sviluppare da solo. La private label condivisa, la logistica integrata, le piattaforme tecnologiche comuni sono parte di queste capacità.
Avanzini ha un anno per provare a dimostrare che AgeCore sa fare entrambe le cose. Con 120 miliardi di fatturato aggregato alle spalle e 15 paesi coperti, la materia prima c’è. La domanda è se l’alleanza saprà trasformarla in un vantaggio competitivo che i singoli membri non potrebbero costruire separatamente. Il momento per farlo è adesso.



