Ho trovato interessante l’intervento di Giovanni Arena alla convention di Végé sia per quello che ha detto, ma soprattutto per quello che ha lasciato intendere sulle sue intenzioni future. Sarà un 2026 ricco di novità. Che cosa ho colto? Da un lato, la lucida analisi della realtà: ”Polarizzazioni dei consumi, rinnovata centralità della MDD, omnichannel con al centro il consumatore. Dall’altro la strategia: volontà di unirsi su progetti di grande respiro, razionalizzare le insegne, investire in maniera lungimirante e, ultimo ma non ultimo in ordine di importanza, centralità del lavoro quindi “formazione continua dei dipendenti e creazione di un welfare anche aziendale”. Decò e Superconveniente sono un test importante (localmente riuscito) che risponde alla polarizzazione dei consumi; la stessa capacità di unirsi, iniziata con Multicedi e l’attuale ricerca di nuovi interlocutori in altre aree ne confermano la volontà, la MDD che in Arena cresce in doppia cifra e, ovviamente, la centralità dei collaboratori e del servizio. Una visione chiara, lungimirante e priva di ambiguità.
Parto da qui perché in altre situazioni (Selex e Crai) hanno già preso il via, pur con diverse forme, percorsi analoghi. È la via italiana alla concentrazione. La risposta dei nostri imprenditori più aperti al futuro, alle multinazionali e alla rete globale. La crescita può avvenire anche così. Non necessariamente tramite acquisizioni. La risposta possibile in un comparto polverizzato, forte a livello locale ma senza possibilità di crescere e di competere sul serio. Soprattutto di investire. Intorno ad imprenditori “diversamente giovani” e visionari o a manager preparati e convincenti si aprono strade nuove che non mettono in discussione i singoli perimetri imprenditoriali ma li arricchiscono con esperienze condivise, mettendo a fattor comune risorse e idee, esaltando i differenti punti di forza locali e puntando a ridurre le rispettive aree di debolezza.
Selex ha dato il via da tempo ad un disegno di convergenza intorno all’ insegne Famila e non solo, Giangiacomo Ibba lo ha declinato e rilanciato recentemente a Istanbul, Giovanni Arena lo ha rilanciato dal palcoscenico di Milano. Ibba addirittura ha deciso di portare il progetto, e quindi il conflitto, proprio in casa del principale alleato del Gruppo Arena, Multicedi, con CRAI Futura. E Giovanni Arena, in questo contesto, non può certo ritagliarsi un ruolo da semplice osservatore. Per questo mi aspetto prossime operazioni. Quello che conta è quindi la volontà, la strategia, la direzione di marcia e, ovviamente, i passaggi decisivi.
Credo che, sotto questo punto di vista, sarà interessante seguire anche gli sviluppi delle diverse strade intraprese, pur in tempi e contesti differenti, tra Etruria Retail e Apulia Distribuzione. Entrambi ex franchisee importanti staccatisi da Carrefour. La prima ha recentemente deciso di emigrare in Selex attraverso la partnership con Unicomm, la seconda ha scelto la via in solitaria, pur all’interno del supporto del Gruppo Végé. Etruria Retail ha sottoscritto un accordo con GMF Srl, società del Gruppo Unicomm, dando vita a un conglomerato di oltre 400 punti vendita e 12 cash&carry nel Centro Italia, con un fatturato stimato di un miliardo di euro nel 2026. A partire da gennaio 2026, i negozi affiliati a Etruria Retail adotteranno le insegne Famila e A&O, con i prodotti a marchio Selex, rafforzando così la presenza del gruppo nell’Italia centrale in Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Viste da fuori credo che Etruria Retail abbia fatto una scelta corretta che guarda al futuro. Concentrarsi è fondamentale per crescere.
Sull’altro versante, il progetto “Rossotono” parte da lontano. Nasce nel 2017, inizialmente come marchio per la carne di alta qualità e si trasforma nel 2024 in un vero e proprio brand autonomo. Apulia Distribuzione conta al momento più di 280 punti di vendita in cinque regioni del Sud, a cui si aggiungono il format dell’ingrosso Cash&Carry Tuttorisparmio. Nel 2024 Apulia Distribuzione ha registrato un fatturato alle casse pari a oltre 887 milioni di euro. In Puglia è al 4° posto nel ranking GNLC-Nielsen con una quota di mercato pari al 9,12. Punta a stabilizzare il posizionamento del marchio sul mercato. In un primo tempo pensavo giocasse con più convinzione la carta del salto generazionale con ricerca di alleanze nel mezzogiorno. Alla distanza sembra abbia preferito una scelta più conservativa, di consolidamento dell’esistente e di crescita solitaria. Confermata anche nello spot TV scelto per accompagnare il Natale. La “madrina” di Rossotono, Maria Grazia Cucinotta rigorosamente in completo rosso. Spot che sottolineano il carattere distintivo dell’insegna: clienti e comunità al centro.
Etruria Retail è, al contrario, una realtà meno verticale e quindi più strutturata. Oggi conta oltre 300 punti vendita tra Toscana, Umbria e Lazio. L’accordo con GMF, forte di oltre 100 punti, tra diretti e affiliati consolida il presidio territoriale dell’Italia centrale. Il Gruppo Unicomm è una delle più importanti aziende della grande distribuzione italiana. Presente in 7 regioni e 32 province con i marchi C+C Cash and Carry, Famila, MEGA, Emisfero, A&O, Emi e Hurrà. Conta oltre 8.000 collaboratori più di 230 punti vendita diretti e oltre un centinaio di affiliati. Grazie alla collaborazione avviata con Etruria Retail, il Gruppo Unicomm nel 2026 raggiungerà un fatturato alle casse di oltre 4 miliardi.
Il Presidente Marcello Cestaro in un’intervista a Distribuzione Moderna ha ribadito Il loro approccio al business “abbiamo sempre creduto che sia fondamentale pensare in grande, ma agire in locale. Ne è prova il fatto che, ogni volta che abbiamo acquisito realtà in territori diversi dal Veneto, abbiamo sempre mantenuto un presidio commerciale e di marketing radicato sul territorio, per valorizzarne competenze e relazioni”. Dietro le spalle la forza del gruppo Selex a cui fanno capo 18 imprese indipendenti con oltre 3300 PDV che sommano un fatturato di 21,1 mld nel 2024. Due strade diverse quindi. La prima attenta alla necessità di condividere, concentrarsi per crescere insieme. La seconda più attenta ad una crescita del proprio perimetro. Almeno in questa fase. Le seguiremo nel 2026.



