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Non solo da noi i punti vendita chiudono e riaprono sotto altre insegne. Oppure chiudono definitivamente. Alcuni (vedi Coop vs. Eurospin in Lombardia) suscitano reazioni tardive nei sindacati, altre lasciano al cliente  la scoperta. Vivendo a Bruxelles per qualche mese all’anno non mi sono accorto dell’addio di un Conad City a Milano in via Ponti  e dell’arrivo di nuovo Penny al suo posto. Non conosco chi l’avesse in gestione ma, come Conad, da cliente, non era tra  i migliori in città. Speriamo in Penny. C’è chi è “fuggito” dal sud e c’è  chi ha lasciato addirittura l’intero Paese. Da noi è toccato ad Auchan e, da poco, a Carrefour. Prima a  Billa (Rewe). Carrefour se n’era andata negli anni 80 per poi ritornarci. Addirittura nel 2006 Walmart se n’era andata dalla Germania. E questo se restiamo nella vecchia Europa. Lasciare un Paese, un territorio, un formato distributivo o chiudere un punto vendita sta diventando  la nuova normalità. Fortunatamente le posizioni abbandonate da alcuni possono essere rivitalizzate da altri. Se guardiamo in Francia, tra la fine di gennaio e la fine di febbraio 2026, l’intero parco di punti vendita Colryut, passerà di mano o cesserà definitivamente la sua attività. Colryut è un’azienda familiare belga che, nel corso di tre generazioni, è cresciuta fino a diventare un gruppo di vendita al dettaglio con oltre 33.000 dipendenti presenti fino ad ora in tre Paesi. 

A giugno del 2025 aveva annunciato l’intenzione di andarsene dalla Francia. Lo “spezzatino” che ne è seguito comprende:  81 i negozi Colruyt Prix Qualité e 44 stazioni di servizio DATS24 che passeranno al gruppo Les Mousquetaires, 14 negozi a E.Leclerc, tre al Gruppo Carrefour, due  negozi a Coopérative U. Per i negozi che non hanno ricevuto alcuna offerta, è comunque prevista la chiusura definitiva per il 21 febbraio 2026. La cessione della rete francese di Colruyt entra quindi nella sua fase operativa. Dopo la convalida del Plan de Sauvegarde de l’Emploi (PSE), chiamato anche  “plan social”, una procedura prevista per facilitare il ricollocamento del personale. Tra la fine di gennaio e la fine di febbraio 2026, l’intero parco dei 105 punti vendita passerà ai suoi nuovi proprietari o cesserà definitivamente la sua attività. Dopo quasi trent’anni di presenza in Francia, Colruyt ha confermato la volontà di andarsene. La decisione  si inserisce in un contesto di graduale declino dell’attività del gruppo in Francia, nonostante un fatturato di 720 milioni di euro registrato nel 2024 e oltre 2.300 dipendenti. Il gruppo belga aveva sottolineato già ad aprile le “difficili condizioni del mercato francese della distribuzione alimentare, altamente competitivo”, osservando che “nonostante i significativi sforzi per migliorare la redditività delle sue attività francesi, i risultati attesi non erano stati raggiunti”. “Sebbene il contributo dei negozi sia positivo, queste attività non sono sufficientemente consistenti da coprire i costi generali e logistici “, ha dichiarato  Colruyt.

Il gruppo ha così  annunciato che “in questo contesto e dopo un’analisi approfondita delle diverse opzioni strategiche “, ha ritenuto che propostala  dal gruppo Les Mousquetaires (Intermarché e Netto) “rappresenti la soluzione più sostenibile grazie a modalità operative simili “. Colruyt ha precisato di aver ricevuto la proposta il 16 giugno. L”accordo di acquisto prevede anche il trasferimento dei dipendenti dai punti vendita interessati “, come  precisato da  Colruyt, che, allora, affermava  che avrebbe fatto tutto il possibile “per garantire la continuità delle operazioni e, per quanto possibile, dell’occupazione, anche per le attività e i dipendenti che non sarebbero interessati dall’offerta del Groupement Mousquetaires”.

Quell’accordo comprende  anche 44 stazioni di servizio, “implicando il trasferimento automatico di oltre 1.300 dipendenti. Inoltre, il Gruppo Mousquetaires presenterà offerte di lavoro a tempo indeterminato per 175 posizioni di magazzino pur non appartenenti ai punti vendita e quindi non trasferite automaticamente”. “Le funzioni di supporto presso la sede centrale di Rochefort-sur-Nenon, gli altri 23 negozi Colruyt Prix Qualité, una stazione di servizio e i magazzini di Dole Choisey, Rochefort-sur-Nenon e Gondreville-Fontenoy non erano inclusi nell’offerta vincolante del gruppo, in quanto incompatibili con la rete del Gruppo Mousquetaires”, ha spiegato allora  Colruyt. Il gruppo belga aveva però sottolineato che “sono state ricevute diverse offerte da terzi per un’ulteriore quindicina di negozi”.

In una dichiarazione separata, Les Mousquetaires e Intermarché hanno allora  confermato di aver avviato trattative esclusive per l’acquisizione di 81 supermercati e 44 stazioni di servizio situate nella Francia orientale e centro-orientale. “Questo progetto di acquisizione rientra nel piano strategico del gruppo volto a rafforzare la posizione delle sue insegne Intermarché e Netto in Francia, con l’obiettivo di raggiungere una quota di mercato del 20% entro il 2028 “, ha dichiarato il retailer. Non riuscendo a trovare un acquirente per i suoi negozi rimanenti, il gruppo belga Colruyt ha deciso di chiudere i restanti supermercati francesi. principalmente a causa delle loro dimensioni, della loro posizione o della loro performance finanziaria, subordinatamente all’approvazione del piano di salvaguardia dell’occupazione da parte delle autorità competenti. Questo passo segna la definitiva scomparsa del marchio in Francia.

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