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Chissà cosa penseranno i puristi nostrani del marketing e della comunicazione. Il nome non è certamente di quelli che stimolano la fantasia o la curiosità. Qualcuno arriccerà certamente  il sopracciglio e se la prenderà con il nome scelto dai cugini d’oltralpe. Tradotto dal francese (La Cantine) da noi diventa “La Mensa”. Più che a un ristorante gourmet fa pensare ai buoni pasto e al poco tempo a disposizione nell’intervallo del pranzo al lavoro. La frase “Je vais manger à la Cantine” in italiano si traduce con “Vado a mangiare in mensa”. Se si tratta di una sottovalutazione o di una visione a lungo lo vedremo nei prossimi anni. Anche “discount” da noi identificava una tipologia di format e di clienti. Il tempo, il contesto  e Einstein hanno consentito di correggere il tiro.

Eppure qualcosa sta cambiando. Non solo perché Juan Roig vaticina che tra poco più di vent’anni non ci saranno più le cucine nelle case e il “diritto alla pigrizia” già oggi alimenta la poca voglia di preparare pranzi e cene o andare a fare la spesa fisica nelle città. Meglio ordinarla e farsela consegnare dai rider. O, addirittura, pranzare mentre si va  a fare la spesa. Esempi relativamente simili anche da noi ce ne sono. Penso ad Elisenda e ad Atlantic di Esselunga, piuttosto che ad altre iniziative di insegne locali e nazionali. La differenza è forse nel fatto che, al contrario di altri casi, i due luoghi (vendita e ristorazione) coincidono.  La novità proposta da Monoprix nel cuore di Parigi credo vada   inserita nella tendenza che vede una ibridazione sempre più marcata della grande distribuzione con la ristorazione. O almeno, c’è chi ci scommette. Esempi in Belgio, Francia, Germania si stanno moltiplicando. Grandi retailer che acquisiscono aziende specializzate nei piatti pronti o progettano convergenze  in vista di approdi futuri.

Direi che quello proposto dal gruppo Casino è un modello più  simile ad Etaly (ovviamente con ambizioni e su target diversi) dove, le attività non sono separate ma convivono sotto lo stesso tetto. È il nuovo format “La Cantine”. Situato nel cuore di Parigi su una superficie di oltre 400 m2 distribuiti su due piani, ha aperto le sue porte al pubblico da pochi giorni. I primi 3 progetti pilota, situati a Parigi Beaugrenelle, Neuilly-sur-Seine e Colombes, hanno registrato risultati molto promettenti. Il nuovo concetto di ristorazione di Monoprix rilancia così la sua avventura gastronomica. Progettato per combinare praticità, qualità e piacere, questa proposta  lanciata lo scorso aprile si evolve e si completa ad ogni apertura. E, questa quarta apertura,  non fa eccezione alla regola.

Un esempio concreto di come il Gruppo Casino proprietà del multi miliardario ceco Daniel Kretinsky, cerca di trasformare il profilo tradizionale del retail urbano. Tra l’altro in  Monoprix esisteva già uno spazio di ristorazione dal 2017. “Si tratta di un nuovo pilastro della nostra strategia”, spiega Alfred Hawawini, CEO di monoprix. Concept simili sono stati lanciati all’interno di Franprix (“La Cantinerie”) e Casino (“Cœur de Blé”), gli altri due marchi principali del gruppo. I partner individuati sono di ottimo  livello. Spiccano Noëmie Honiat, pasticcera e campionessa francese e belga di dessert e Christophe Fromager,  che dopo anni di esperienza nel settore caseario a Londra, Tokyo, Bordeaux, Parigi e altrove nel 2017 è diventato vice campione del mondo di formaggi. Due teste di serie nel loro mestiere. La Cantine è disponibile anche per la consegna su Uber Eats e Deliveroo. È, almeno nelle intenzioni, la destinazione gourmet quotidiana per eccellenza: qualità ad un prezzo ragionevole.

Con il lancio di questo nuovo concept, Monoprix intende farne un motore di crescita nell’ambito del suo piano Renouveau 2028. “La Cantine” si concentra su un’offerta di qualità accessibile, co-progettata con gli chef ingaggiati. Secondo Philippe Palazzi , CEO del gruppo Casino e presidente di Monoprix, questo nuovo concept di ristorante da asporto rappresenta una leva di crescita strategica per il gruppo. Alfred Hawawini, CEO di Monoprix, è convinto che questa proposta, rifletta pienamente la creatività e gli standard qualitativi del marchio. Quest’anno dovrebbero nascere altri locali, con almeno dieci nuove inaugurazioni previste nell’Île -de-France e nella regione. A prima vista, nulla distingue questo Monoprix nel 15° arrondissement di Parigi da qualsiasi altro punto vendita. Ma all’interno del negozio il marchio svela un concept unico che unisce la spesa quotidiana al fast food.

Fin dall’ingresso, l’atmosfera è diversa: via le corsie tradizionali; un grande bancone espone pasticcini e altre prelibatezze. Situato nel cuore del negozio, propone un menù intorno ai 10 euro da consumare sul posto. Poco più avanti, il bancone dei panini propone ricette rivisitate realizzate con prodotti di qualità. Sul retro, il reparto snack ospita ampi frigoriferi, che contengono piatti pronti, insalate fresche e dessert gourmet. Proprio accanto, i piatti caldi. Questa nuova offerta si inserisce in una strategia globale, come spiega Philippe Palazzi, Presidente di Monoprix e CEO del gruppo Casino: “La Cantine Monoprix è l’esempio perfetto della strategia del gruppo Casino. Il nostro obiettivo è soddisfare le esigenze quotidiane con servizi, soluzioni pratiche e pasti da asporto.”

Questo fast food vuole distinguersi dagli standard del settore. “Tutti gli ingredienti sono naturali: senza additivi, senza coloranti artificiali”. I clienti fedeli beneficiano di uno sconto del 10% con la loro carta fedeltà, mentre gli studenti di uno sconto del 15%. D’altro canto, secondo i dati dell’istituto Food Service Vision, pubblicati da Challenge,  il settore della “ristorazione di catena” (Paul, Mie Câline, Cojean, ecc.) ha visto il suo fatturato quasi raddoppiare tra il 2020 e il 2023, raggiungendo i 20,6 miliardi di euro. Monoprix punta quindi su questo mercato, che rappresenta già il 17% del suo fatturato. L’obiettivo: rilanciarsi con un’attività con margini più generosi, mentre la sua crescita è stagnante e il suo utile operativo attuale si è dimezzato lo scorso anno (da 148 milioni di euro a 73 milioni di euro). Infine, concentrandosi sulle sedi locali, il gruppo vuole estendere questa formula ai suoi 624 ristoranti Monoprix, il 48% dei quali sono in franchising.

Questa offerta è pensata per attrarre una clientela impegnata, giovane ed esigente. L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: “Tra 10 anni, vogliamo che i servizi di fast food rappresentino il 50% del gruppo Casino (escluso Cdiscount)” conclude Palazzi. 

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