Nel 1989 quando debuttò lo store di Cinisello Balsamo di IKEA , vicino a Milano, si coglieva immediatamente nell’aria quello che avrebbe rappresentato l’azienda svedese in termini di novità e interesse pur in un Paese che per cultura, stile e produzione, non aveva certo nulla da invidiare nel comparto dell’arredamento. Non avrei però scommesso analoga fortuna per le loro köttbullar, le famosissime polpettine che si trovano comunemente nei ristoranti annessi al punto vendita. Poi negli anni ho cambiato idea. E, quando passo all’Ikea, ne approfitto perché costituiscono un segno del luogo, un richiamo simpatico che solletica chi frequenta questi mall; quasi un automatismo gustarle, con la salsa di patate e, soprattutto, con la marmellata di mirtilli.
I risultati di vendita, d’altra parte, sono incredibili: solo in Italia, negli ultimi 35 anni, dove sono state vendute 1 milione e mezzo di librerie BILLY, le polpette svedesi hanno raggiunto la cifra record di mezzo miliardo di pezzi. Quindi Il prodotto di punta di un negozio di arredamento non è un mobile o una libreria ma un gustoso piatto svedese. C’è una ricorrenza per tutto e quindi non poteva mancare neppure per le polpette svedesi: lo Swedish Meatball Day si celebra ogni anno il 23 di agosto ma, se non fosse stato per IKEA, e per le sue polpette, nessuno saprebbe di cosa stiamo parlando. E invece questo piatto tradizionale continua a esercitare una certa capacità di attrazione. In quella data si evocano numerose ricostruzioni sulla loro comparsa. Mi attengo alla più credibile che risale al 1754 in un libro di cucina dell’autore Kajsa Warg. Le köttbullar, sono diventate famose, credo, per una trovata di marketing, costruito intorno ad un equilibrio di gusto, prezzo e, soprattutto, replicabile sempre uguale a sé stessa.
All’apertura del suo primo showroom IKEA nel 1953, ad Älmhult, Ingvar Kamprad aveva intuito che una colazione semplice sarebbe stata gradita dai clienti. Il primo IKEA Baren, il bar Ikea che serviva caffè e qualche piatto, scaldato da un avveniristico forno Radar, un antesignano del microonde, già nel 1960. Solo nel 1965 Ingvar Kamprad, nel negozio di Stoccolma, inserì le specialità dello Småland, la sua regione di origine. E così fu: classici piatti svedesi, tipicità locali e un prezzo competitivo, più o meno come quello dei mobili. Un’accoppiata perfetta. È però il 1984 l’anno della rivoluzione che renderà i ristoranti molto vicini a come li conosciamo oggi: servizio self-service, piatti componibili e replicabili. Collabora al progetto lo chef svedese Severin Sjöstedt che nel 1985 dopo, così dice la leggenda, 10 mesi di test e degustazioni, mette finalmente a punto una ricetta buona, conveniente e facile da servire, basata su quella svedese tradizionale.
Il primo nuovo IKEA Restaurant & Café con 175 posti a sedere viene inaugurato a Västerås, nella Svezia centrale, e nel 1987 inizia la transizione di tutto il gruppo verso il nuovo concept. Oggi, IKEA è la sesta catena di ristorazione più grande al mondo, i locali più grandi hanno circa 700 posti a sedere, minimo 450, esistono i Bistrot, le botteghe per portare i prodotti anche a casa e – nelle Filippine – persino una bakery, svedese. IKEA Food (che produce le polpette oltre che le altre specialità) è una delle più grandi aziende alimentari del pianeta con oltre 700 milioni di clienti all’anno. Solo in Svezia vende 35 milioni di polpette, un miliardo se si contano tutte quelle del mondo. Basta entrare in un negozio IKEA all’ora di pranzo, nel mondo per trovare polpette, salsa, purè, piselli e l’immancabile marmellata di mirtilli.
Le mode passano e le polpette IKEA restano, negli anni hanno anche avuto la loro dose di innovazione: nel 2015 sono comparse le varianti di pollo e di verdure, nel 2018 di salmone e nel 2020 di carne vegana. Durante i mesi della pandemia per supplire alla nostalgia, ne è stata proposta una versione da fare a casa, fai-da-te e con tanto di istruzioni di montaggio. La cosa interessante è che sono ristoranti definibili glocal molto più di McDonald. Da noi si trovano anche toast, lasagne e pasta al pomodoro, così ogni Paese ha sviluppato un proprio menù ad hoc che non comprende solo polpette. IKEA quindi modella la proposta gastronomica sui gusti e le abitudini del luogo. Molto più di quanto immaginiamo. Non vengono tradotti, per scelta, i nomi dei mobili nelle lingue locali ma, polpettine a parte, localizzano il cibo. Le polpette non sono rimaste sole.
Recentemente lkea ha deciso di dedicargli un piatto, ovviamente inconsueto. Insieme al designer svedese Gustaf Westman hanno lanciato il 9 settembre il primo prodotto della loro collaborazione: un piatto di porcellana progettato per valorizzarle. Ne allinea ben 12. Pur perdendo parte del loro fascino, se consumate altrove, attraverso Glovo possono arrivare anche a casa. Per ora credo sia stato un test attivato in sei città d’Italia, a partire dai corrispettivi punti vendita: a Milano (dai negozi di Corsico e Carugate), Roma (da Anagnina e Porta di Roma), Firenze, Brescia, Bari e Padova. Oltre alle polpette (5,95 euro), disponibili anche nella versione vegetale (VegeTali e Quali), il menu delivery prevede salmone, hot dog, ma anche i prodotti surgelati della Bottega Svedese, come pure la linea di confetture, biscotti, dolcetti (ci sono anche gli altrettanto celebri cinnamon roll in busta), salse e bevande. L’obiettivo dell’iniziativa è infatti quello di promuovere a far circolare i prodotti dell’area food di Ikea, che ha indubbiamente sofferto delle prolungate chiusure e delle limitazioni imposte agli store presenti sul territorio nazionale. Tuttavia, dopo aver chiesto ai clienti dei diversi continenti quale fosse il loro cibo preferito, Ikea ha deciso di ampliare l’assortimento di polpette con diverse alternative.
“Non tutti mangiano carne di manzo o di maiale, quindi siamo andati in cucina per creare nuove ricette”, racconta David Johansson, Chef e Product Developer in IKEA Food Services. Per prima è nata la polpetta di pollo, un’alternativa per chi apprezza la carne, ma non necessariamente quella rossa. “Come tutte le nostre polpette è buona sia calda che fredda e l’abbiamo aromatizzata delicatamente in modo che fosse adatta a diversi tipi di cucine e sapori locali”. Anche la sostenibilità era un valido motivo per creare nuove proposte. “Con la polpetta vegetariana volevamo offrire un piatto apprezzato come la classica polpetta, ma a base vegetale e con un minore impatto ambientale”, spiega David. Poi è stata la volta del salmone e del merluzzo. Alcuni pezzi di salmone erano troppo piccoli per essere usati come filetti interi. “E dato che si tratta di una carne molto saporita, perché non usarla per realizzare delle deliziose polpette di pesce?”, ha sottolinrsto Johansson in una recente intervista.
L’ultimo prodotto aggiunto all’assortimento è quindi la polpetta vegetale. È fatta con proteine di piselli, patate, mela, avena e cipolla, ma ha lo stesso gusto e la stessa consistenza appetitosa di una polpetta tradizionale, quindi è perfetta per chi desidera ridurre il consumo di carne senza rinunciare al gusto. “Dal 1985 sono successe tante cose. Ora è disponibile un ampio assortimento di prodotti IKEA pronti per essere gustati dalla maggioranza delle persone, dai flexitariani ai vegani fino ai consumatori di carne, indipendentemente dalle loro esigenze dietetiche o preferenze culturali”. IKEA quindi va oltre. Oltre a rivoluzionare l’arredamento sta dando il suo contributo a rivoluzionare l’alimentazione.



