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Comprendo benissimo il tasso di retorica necessaria tesa ad assicurare l’assoluta  continuità quando un cambio al vertice di una multinazionale come IKEA porta un passaggio di testimone tra un CEO svedese figlio legittimo di quella cultura  e uno nuovo CEO, spagnolo di Cadice, cresciuto in quella cultura. Due caratteristiche non necessariamente coincidenti. IKEA deve assolutamente guardare avanti. Fondata in Svezia nel 1943 su un obiettivo e una visione forti: creare una vita quotidiana migliore per la maggior parte delle persone attraverso un forte sensibilità ambientale, semplicità, spirito di squadra e assunzione di responsabilità sociale. Questi valori guidano l’azienda nella sua operatività. Questi obiettivi sono stati definiti dal fondatore Ingvar Kamprad e definiscono il lavoro quotidiano dei quasi 170.000 colleghi nei 31 Paesi dove è presente. (Per ulteriori informazioni, consultare il sito www.ingka.com). 

Negli ultimi otto anni, Jesper Brodin si è fatto carico di guidare l’azienda in un periodo difficile puntando a trasformare IKEA in un’azienda omnicanale integrando sostenibilità e responsabilità sociale nel business. Non senza qualche ruvido scossone di assestamento. Adesso occorreva un altro passo in avanti. Juvencio Maeztu, attualmente Deputy CEO, Management Board Member and CFO di Ingka Group, assumerà il ruolo di capo del gruppo che gestisce la quasi totalità dei negozi Ikea.  Subentrerà il 5 novembre a Jesper Brodin che lascia l’incarico dopo una fase  non certo facile e 30 anni in IKEA, avendo deciso di concentrarsi su nuove sfide professionali.

«Provo le farfalle nello stomaco, ma anche umiltà, gratitudine ed entusiasmo», ha dichiarato Maeztu, che ha iniziato come direttore di negozio per Ikea in Spagna nel 2000. Maeztu è il prescelto per il suo percorso interno e per avere quella capacità innata di saper gestire rivoluzioni silenziose. L’obiettivo che gli è stato assegnato è quanto di più stimolante per un top manager che ha fatto il suo percorso: “rendere redditizia l’etica aziendale”. Per IKEA una vera rivoluzione. Maeztu, segnato profondamente dal suo periodo come responsabile della multinazionale in India, ribadisce sempre che gli obiettivi di solidarietà o di conservazione dell’ambiente patrimonio della cultura del Gruppo, pur indispensabili e da considerare come tali, devono portare benefici a Ikea. Altrimenti restano declamazioni prive di concretezza. Nella sua esperienza in India si è reso conto che pur facendo parte di una grande multinazionale  “siamo molto piccoli al mondo”  Omar ha raccontato in un discorso agli imprenditori dell’Università di Cadice, che ascoltavano con stupore e ammirazione il capo di Ikea in India, “che è un Gaditano (abitante di Cadice)” come loro.

Juvencio Maeztu, ha iniziato la sua carriera in IKEA nei primi anni 2000 come Store Director in Spagna e ha ricoperto diversi ruoli all’interno della multinazionale svedese negli ultimi 25 anni. Per inciso, è stato anche direttore delle risorse umane, in Spagna e Portogallo. È riconosciuto per la sua forte leadership e la sua mentalità imprenditoriale, e vanta una vasta esperienza nei negozi e nel mondo del retail. Il suo successo e la chiave della sua nomina  è stato appunto creare la struttura dell’azienda svedese in India. Maeztu ha lasciato Cadice  a 24 anni, e oggi è uno dei dirigenti più anziani dell’azienda. Oggi vive nei Paesi Bassi.

Come leader di un’azienda globale come IKEA, sottolinea che le crisi, un tempo più locali, “non lo sono più perché c’è interdipendenza. La società è più polarizzata, ma anche più connessa. Ciò che accade in un luogo influenza gli altri. Un esempio è la situazione attuale, con gli effetti dell’inflazione e un aumento generalizzato dei costi. “Si opera nello stesso contesto di tutti gli altri, quindi la cosa importante non è come la crisi ci colpisce, ma cosa si fa per minimizzarne l’impatto”, ha sottolineato. “A volte il concorrente più vicino è un uomo in India con un cellulare in mano, non la persona della porta accanto. Le sfide sono globali e, pertanto, richiedono soluzioni globali”. “Dobbiamo ascoltare di più, riflettere come individui e come aziende. Non abbiamo mai avuto così tanta intelligenza, risorse, informazioni e tecnologia, e la capacità di cambiamento nella società non è mai stata così grande”, ha riconosciuto. Contemporaneamente, abbiamo carenze di alcune materie prime, una crisi tecnologica e una fuga di talenti in molti settori.

“Un’azienda che riesce a integrare i valori con il proprio modello di business però non avrà problemi. Noi, fortunatamente, non abbiamo problemi ad attrarre talenti. IKEA non compete per gli stipendi più alti, ma perché integra valori con il proprio modello di business. Ciò che è buono diventa un vantaggio competitivo. La cosa importante, ha aggiunto, non è solo la trasformazione “ma continuare a rafforzare l’identità dell’azienda. Ecco perché i negozi fisici sono importanti per noi. Li stiamo trasformando e aggiungeremo  nuove funzionalità. I negozi aspirano anche a essere un un luogo in cui i clienti possano incontrarsi, perché “gli esseri umani hanno bisogno di toccare, di conversare, e questo non cambierà mai. La presenza fisica conta molto e i negozi saranno importanti anche in futuro”, afferma. Questi negozi, afferma, puntano a essere esperienziali, ambiziosi e a offrire prodotti immediatamente disponibili. Maeztu non fissa obiettivi per le vendite online. “La percentuale non conta; dipende dal cliente. Il mondo è omnicanale e la percentuale è il risultato, non l’obiettivo”, sottolinea. Tra le sfide c’è quella di diventare più accessibili e più sostenibili.

“Sono profondamente grato per la fiducia riposta in me e sono orgoglioso di proseguire il percorso che Jesper Brodin e altri prima di lui hanno tracciato. Lavorare insieme negli ultimi sette anni è stato un privilegio, così come la sua leadership, il suo incredibile contributo e, soprattutto, la sua amicizia. Sono entusiasta e altrettanto entusiasta del futuro di IKEA. La profondità della nostra visione e il nostro impegno per l’accessibilità economica sono più di una semplice idea imprenditoriale: sono la nostra responsabilità nei confronti della stragrande maggioranza delle persone. Abbiamo l’opportunità di amplificare l’essenza di IKEA e di svolgere un ruolo ancora più importante nella vita domestica in tutto il mondo”, ha concluso  Juvencio Maeztu.

La carriera di Maeztu è una testimonianza di come l’impegno, la capacità di adattarsi e la visione possano trasformare nel tempo un ruolo locale in una responsabilità globale. Ikea, dal canto suo, conferma che un’azienda di successo è quella che sa guardare avanti senza perdere la propria identità. In un mondo in cui il cambiamento è l’unica costante, la vera sfida non è resistere, ma guidarlo. E per farlo servono leader che abbiano il coraggio di sentirsi “con le farfalle nello stomaco” come ha dichiarato Maeztu, e, allo stesso tempo, la determinazione di fare ogni giorno un passo verso il  futuro.

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