Per quanto mi riguarda ritengo fondamentale il confronto con imprenditori e manager che, nelle diverse realtà operano quotidianamente. Più che le singole performance delle aziende mi interessano gli approcci, la visione, i manager, le priorità che influiscono le decisioni formali. Da questo punto di osservazione Maniele Tasca, Direttore Generale di Selex, è uno dei top manager più stimolanti. Selex è un laboratorio unico nel suo genere e una parte del merito va sicuramente al suo gruppo dirigente che, insieme ai 18 imprenditori associati, propone soluzioni, sperimenta innovazione, anticipa tendenze. Avendo molto da dire, Tasca tendenzialmente parla poco. Anche lui, come i colleghi di Conad, non è interessato a competizioni sterili. È uno dei pochissimi in grado di occupare tutte le posizioni di vertice presenti nel comparto e, grazie anche al suo percorso professionale, ha una visione del mercato, dei player presenti e degli attori in campo che non lascia spazio ad alcuna superficialità.
Il Gruppo Selex è uno (non il solo) dei prototipi di ciò che potrà essere la GDO italiana in futuro. Altre realtà, insegne singole, centrali, cooperative, in Italia e nel mondo, stanno sperimentando formule differenti per concentrarsi. Tra le più tradizionali che condividono semplicemente la negoziazione con i fornitori o poco più a quelle che sperimentano e sviluppano sinergie in diversi campi. Il Gruppo Selex, su questo, merita il posto in classifica che occupa. “Considerato lo scenario generale siamo molto soddisfatti dei risultati che confermano la buona salute del Gruppo e delle imprese socie” ha dichiarato Alessandro Revello, presidente di Gruppo Selex all’asemblea dei soci. Maniele Tasca, Direttore Generale ha aggiunto: “I risultati del 2025 premiano l’impegno degli ultimi anni in cui abbiamo investito in tecnologia, digitalizzazione ed omnicanalità, portando i dati sempre più al centro delle politiche commerciali”. Trovo positivo che le prime due classificate per fatturato complessivo non abbiano bisogno di effetti speciali, dichiarazioni fuori misura, ansie da prestazione. A entrambe bastano i risultati.
Di Conad ho scritto (leggi qui) Il Gruppo Selex , da parte sua, ha registrato un aumento del 5,5% delle entrate nell’esercizio finanziario 2025. Chiude a 22,2 miliardi di euro e prevede un fatturato stimato di 23,2 miliardi di euro nel 2026 con un aumento previsto del 4,5%. Il 7% in più rispetto al 2024. Gruppo Selex detiene una quota di mercato del 15,8% nei vari formati (secondo GNLC NielsenIQ) e gestisce una rete di 3.331 negozi. Il piano di sviluppo per il 2026, prevede 590 milioni di euro per l’apertura di 60 nuovi negozi e la ristrutturazione di 96 punti vendita esistenti. Tasca lo ha sottolineato: “a parità di torta, con i clienti che possono scegliere, dove e cosa acquistare, solo la qualità e la convenienza del singolo punti vendita, può fare la differenza. Concentreremo le risorse su aperture, ristrutturazioni, digitalizzazione, omnicanalità e sviluppo delle risorse umane. Queste sono tra le priorità del nostro piano strategico”.
Sulle risorse umane c’è un focus particolare. Mancano le “vocazioni” e i pochi bravi se li contendono tutti. Quindi servono almeno due investimenti importanti. Il primo su politiche retributive e formazione. Il secondo su chi presidia il punto vendita affinché gestisca collaboratori di generazioni differenti, con capacità, umanità e competenza. Anche per questo le attività di formazione, dalle imprese socie sono fortemente aumentate. Oltre 8.500 ore di formazione sono state erogate (oltre 160.000 ore di formazione). Il 17,4% erogate dalla Centrale vs 2023.
Le private label per Selex sono fondamentali. In Selex vantano un fatturato stimato che supererà i 2,3 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 7,0% rispetto al 2024. L’incidenza della private label nelle categorie presidiate sfiora il 30% tra le imprese socie. Contestualmente all’assemblea dei soci e ai risultati dell’anno in corso, Selex ha pubblicato anche la dodicesima edizione del Bilancio di Sostenibilità 2024 che illustra tutte le iniziative che ne disegnano il profilo sociale, e tutte le iniziative a favore dell’ambiente e del contesto nel quale le insegne che fanno riferimento a Selex sono inserite.
Un’ultima importante caratteristica distintiva è rappresentata da Selex Media. Lanciato all’inizio del 2025 l’ecosistema proprietario ha eseguito 30 campagne pubblicitarie per marchi partner su 4.000 schermi in 250 supermercati, la sua rete radio in negozio e i siti web e le app proprietarie delle aziende associate. Un primo passo importante. Il vero salto di qualità che attende l’intero comparto GDO sta nella capacità di rispondere alle esigenze del cliente comprendendone i comportamenti. Un tema complesso che mi riservo di sviluppare con maggiore competenza per evitare giudizi affrettati. Nel merito Selex media è composta da un team che comprende le diverse competenze interne supportato dai partner esterni che gestisce direttamente i processi di vendita, analisi e misurazione delle campagne. Il 2026 Selex prevede l’aggiunta di altri punti vendita del gruppo.
Un progetto in cui Selex investe, per la parte IT 3 milioni di euro in tre anni, a cui si aggiunge il budget speso dai soci per l’acquisto degli schermi. La soluzione, grazie ad un ecosistema di canali proprietari instore e digitali, consentirà in prospettiva di dialogare con 15,5 milioni di famiglie italiane nei luoghi fisici e digitali del gruppo. Questa mi sembra la vera scommessa dell’intera GDO: mettere al centro il cliente più che il negozio. Vedremo chi lo saprà fare meglio. Credo che, anche sotto questo aspetto, sarà un 2026 interessante.



