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Ci ha pensato l’azienda M2 Industrie Grafiche a proporre la storia di un oggetto ormai diventato di uso comune come la shopping bag prendendo spunto da un’interessante tesi di laurea sul design delle shopping bag realizzata nel 2011 da M. Seminara che traccia il percorso dalla creazione della shopper di carta nato alla fine del 1800 e fino ai giorni nostri (leggi qui ). Le più recenti, in polipropilene, con marchio e claim dell’insegna sono talmente “sfacciate” che è difficile nasconderle quando alla cassa del supermercato concorrente vengono da tutti inevitabilmente esibite.  Le cassiere non ci fanno più caso.

Altro che kiss cam come al concerto dei Coldplay che sgama la love story aziendale. Eppure è lì, alla cassa, che va in scena l’evidente  tradimento (all’insegna). Secondo le rivelazioni del Consumer Panel NielsenIQ, infatti, il consumatore italiano frequenta mediamente 7 diversi punti vendita per fare la spesa. Un dato in crescita rispetto al passato e dal quale emerge una forte infedeltà all’insegna, testimoniata anche dall’accumulo nelle case degli italiani di buste per la spesa brandizzate con il logo di svariate aziende della GDO nostrana. Al loro apparire i responsabili del punto vendita fotografavano con un certo orgoglio  il ritorno del cliente reprobo o, al contrario i concorrenti, la supposta superiorità della loro insegna visti i sacchetti nel carrello. Altri tempi. Oggi è normale. Nessuno ci fa più caso.

Lidl, con la nuova campagna omnicanale, “Ops, That Bag!”, ha deciso di “rottamare” quelle dei concorrenti invitando i clienti a cambiare abitudini e “sposare” Lidl. O a “tradire” con LIDL. Non siamo ancora al prendi due,  una è gratis  ma lì andremo a parare. Mi immagino la reazione dei concorrenti che già mal sopportano i discount nelle vicinanze, figuriamoci se invasi alle loro casse con lo  shopper Lidl Limited Edition con scritte per certi versi provocatorie che rischia di diventare un must have come le scarpe blu e gialle.

Ha cominciato MD a buttarla sull’ironico “sfanculando” i prodotti di marca e provocando reazioni stizzite di Centromarca con il claim “Ma è tale e quale!”dello spot subito ritirato. Oggi tocca a LIDL suggerire la rottamazione metaforica dei concorrenti arrraverso la sostituzione della shopping bag.  Quindi i clienti che si recheranno a fare la spesa con la bag di un altro supermercato, riceveranno una shopper Lidl Limited Edition con scritte in linea con il mood dell’azione, una vera e propria dichiarazione di “eterna” fedeltà all’Insegna nonché un invito a venire pure a fare la spesa con qualsiasi shopper, perché da Lidl tutti sono benvenuti”. Ovviamente i clienti delle altre insegne. La borsa con scritto ben chiaro “ho bisogno di occasioni che tu non puoi darmi” quando  i clienti ritorneranno nella loro insegna attendendo  il loro turno alla cassa, in gergo militare, si potrebbe catalogare come  “intelligenza con il nemico” da chi difetta di senso dell’umorismo. 

Credo sarà un successo. Una borsa non si rifiuta mai. Ho dato un’occhiata per curiosità al bagagliaio dell’auto. Ne avrò contate almeno quattro. Senza contare quelle dimenticate  nel box. La campagna, che si pone l’obiettivo di generare conversazioni spontanee e virali attorno al brand puntando su degli scatti sorprendenti e provocatori, atterrerà anche in più di 60 punti vendita Lidl distribuiti sul territorio nazionale. Per dare ancora di più l’idea di essere stati colti in “flagrante”, i loghi dei competitor saranno opportunamente “blurrati” al fine di renderli irriconoscibili.

Tre diversi soggetti che saranno declinati anche sui social media, TikTok in primis, dove Lidl ha fatto il suo debutto lo scorso novembre. Il messaggio è però chiaro. Contenuto e contenitore alla LIDL fanno la spesa conveniente, giovane  e distintiva. Vedremo presto le reazioni dei concorrenti. 

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