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Prima che Massimiliano Silvestri entri formalmente nel ruolo in Aldi Italia e Martin Brandenburger,  dal 1° marzo prenda il suo posto gli investimenti programmati continuano al solito ritmo  (1500 miliardi al 2030) e 50 PDV all’anno per raggiungere i 1000 sempre nel 2030. Martin Brandenburger con la maglia dai colori aziendali cucita addosso da sempre e con 18 anni di esperienza nel gruppo fra Croazia, Grecia e Italia proverà a guidarla salendo a bordo  in corsa. Una multinazionale non può farsi prendere in contropiede. Ma, quando succede, fa di necessità virtù. Il 2026 dirà se questa soluzione sarà  la migliore in questa fase di  crescita di LIDL nel nostro Paese oppure se, tamponata l’illustre uscita,  l’Italia ha bisogno di un “peso massimo” inviato direttamente dalla sede centrale di Neckarsulm.

Il punto non è la traiettoria di LIDL che resta proiettata verso il 2030 ma non mi risulta che ci siano Paesi dove le due rivali viaggiano appaiate. Tolta la Germania, nella maggioranza dei Paesi dove è molto forte LIDL non lo è altrettanto ALDI e viceversa. Quindi l’Italia sarà un campo di battaglia senza esclusione di colpi. E LIDL parte indubbiamente da una situazione di vantaggio. Lidl Italia oggi dispone attualmente di una rete di 800 punti vendita, 12 piattaforme logistiche dislocate sul territorio nazionale e occupa  complessivamente più di 23.000 collaboratori. L’offerta a scaffale si compone di oltre 3.500 referenze attentamente selezionate, di cui oltre l’80% prodotte in Italia e a marchio proprio.  L’accordo con le scuole professionali che ha aperto ai giovani un’opportunità di crescita importante, la firma del rinnovo del contratto  aziendale che la qualifica come la sola realtà del discount che ha deciso di scommettere sul piano sociale e sindacale, la rendono una realtà fresca, attrattiva e interessante per i giovani. Così come lo stato di salute che la vede attestata al secondo posto tra i discount dietro la lepre Eurospin ma soprattutto il riconoscimento dalle istituzioni e dai fornitori come un pilastro, ormai unico, visto il ritiro dalla gara di Carrefour, per l’esportazione  del Made in Italy, laddove è presente, che la consacrano tra i leader riconosciuti del comparto.

Adesso LIDL Italia festeggia una tappa importante. L’inaugurazione, a Milano del suo 800° punto vendita italiano, in Viale Corsica 21. Un altro dei numerosi  punta vendita oggetto di spezzatino post Auchan che i subentranti non hanno saputo rilanciare. Alla fine hanno retto solo le due realtà che avevano le spalle grosse. Una a livello nazionale, Conad con le sue cooperative. E l’altra a livello locale, il Gruppo Arena In Sicilia. Segno che i francesi sapevano molto bene cosa stavano lasciando alle loro spalle. In questo caso è toccato a Bennet farsi da parte. L’elenco è però lungo. L’apertura di viale Corsica, che in passato era stata la sede della fabbrica della Motta, è avvenuta alla presenza delle autorità locali. Il taglio del nastro si inserisce in un ritmato piano di sviluppo sul territorio nazionale che ha visto l’inaugurazione di ben 23 nuovi punti vendita nelle ultime sette settimane, di cui 11 nella sola giornata odierna. Un record da Guinness per l’Italia anche se quello mondiale è detenuto, guarda caso,  proprio da Aldi negli USA che il 20 novembre 2025 ha aperto ben 16 punti vendita (leggi qui ).

“Quando abbiamo aperto il nostro primo punto vendita in Italia nel 1992, siamo partiti con una convinzione: raggiungere sempre più clienti con la nostra formula caratterizzata dal miglior rapporto qualità-prezzo. E, negozio dopo negozio, quella convinzione è diventata realtà. Oggi festeggiamo più di un semplice traguardo, celebriamo tutta la strada percorsa per arrivare fino a qui e prendiamo lo slancio per raggiungere la prossima tappa: 1.000 store entro il 2030”. Dichiara Emilio Arduino, Amministratore Delegato Sviluppo Immobiliare e Servizi Centrali Lidl Italia. Lidl Italia continua a consolidarsi come protagonista della GDO nazionale, con una quota di mercato del 6% e un piano di sviluppo triennale da 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di altri 150 nuovi store. La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici da nord a sud, si avvale di una filiera profondamente integrata nel territorio, con un contributo al PIL dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro come descritto dal Bilancio di impatto socio-economico di Lidl in Italia realizzato da The European House – Ambrosetti  (leggi qui).

Lidl Italia nel capoluogo lombardo può contare anche su una struttura dedicata al Real Estate, focalizzata sul reperimento delle migliori opportunità di espansione locale. Questa strategia ha portato a una fitta serie di aperture negli ultimi anni, tra cui Via Polidoro da Caravaggio, Via Padova, ad inizio di questa settimana la sede di Via Maestri Campionesi, culminando oggi con il punto vendita di Viale Corsica. Ognuno dei 26 store presenti in Città è frutto di un approccio consapevole che integra l’interesse privato con la riqualificazione urbana, generando un valore aggiunto tangibile per il territorio senza ulteriore consumo di suolo. Il nuovo punto vendita di Viale Corsica è stato realizzato a seguito dell’acquisizione di un ramo d’azienda. Tale operazione ha incluso il mantenimento del contratto di lavoro per i 33 dipendenti, che ora fanno parte dell’organico Lidl.

Lo store, infatti, fino a giugno dello scorso anno operava sotto insegna Bennet e, oggi, con i suoi 1.500 mq di superficie di vendita, è il punto vendita Lidl più grande di Milano. È interessante sottolineare che dimensione, formato e prodotti non seguono più uno schema classico. Lidl France cambia scala senza cambiare modello. Nel 7° arrondissement della città di Lione, l’insegna ha appena aperto uno dei suoi più grandi negozi con più di 2.300 m² di superficie di vendita, al posto di un vecchio supermercato adiacente di 700 m² ormai saturo. A gennaio, sempre in Francia altri  tre negozi: a Castillon-la-Bataille (Gironda), a Marsiglia (Bouches-du-Rhône) e infine a Muret (Haute-Garonne). Il loro punto in comune? La loro grande dimensione: 1.732 m² e 1.840 m² per quello di Muret, addirittura su tre livelli. Il più grande della regione. Inoltre, in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica il PDV milanese è approvvigionato al 100% con energia proveniente da fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di illuminazione a LED che garantisce un risparmio del 50% rispetto alle tecnologie tradizionali. Dimensione dei punti vendita senza più vincoli standard  e attenzione alla territorialità confermano una straordinaria flessibilità dell’insegna tedesca.

Aggiungo che il Gruppo Schwarz, la società madre di Lidl e Kaufland, ha recentemente reso noto di aver fissato un obiettivo ambizioso in ottica sostenibile: entro il 2030 il 95% di tutti i rifiuti interni generati dalle sue aziende dovrà essere riutilizzato, riciclato, compostato o fermentato. Il traguardo rientra nell’iniziativa di gruppo ‘Road to Zero Waste’, che punta a ridurre drasticamente gli sprechi a livello europeo. Già nell’esercizio 2024, il Gruppo tedesco aveva raggiunto un tasso di recupero dell’89%, pari a oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti. L’obiettivo al 2030 riguarda tutti i punti vendita, i centri logistici e le sedi amministrative e produttive del gruppo. 

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