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Che fa Mercadona? In un’intervista recente Angelo Mastrolia dominus di NewPrinces ha escluso l’interesse dell’insegna spagnola per il nostro Paese. O che lo abbia mai avuto almeno per Carrefour italia. Da noi c’è chi è pronto a mettere in piedi un comitato d’accoglienza. Alcuni osservatori spagnoli mettono il nostro Paese in cima alla lista dei desideri dell’azienda spagnola. Altri pensano che Juan Roig, se ci tiene alla sua azienda,  farebbe bene ad investire altrove i suoi risparmi. L’uscita di scena di Rewe, Auchan e ora Carrefour non sono un buon viatico per chi volesse entrare dalla porta principale. Fortunatamente chiunque dovesse arrivare sarebbe certamente benvenuto. Non ha molto senso fare gare tra aziende leader in Paesi diversi ma se ci fosse una classifica mondiale delle quote di mercato in ogni  Paese, Tesco sarebbe al primo posto con oltre il 28%, Mercadona la tallonerebbe con circa il 27 %, Leclerc risulterebbe terza con quasi il 25% e, buon ultima Walmart inseguirebbe con il 21%.

L’unica di queste insegne, ad essere forte solo nel suo Paese, a parte  una presenza dal 2019  in Portogallo dove oggi è riuscita a raggiungere l’8%, è Mercadona. Personalmente continuo a pensare che, un investimento,  in una prima fase di minoranza in Carrefour che è un Gruppo alla ricerca di credibilità tra gli investitori e risorse economiche da immettere, sarebbe più strategico, ma sono pronto a ricredermi. L’Italia e la Spagna, però, non si assomigliano per niente. Mercadona poi non è né un discount né un supermercato. Almeno per come intendiamo noi i due formati. Ha però ancora margini di crescita nella penisola iberica se non altro per la demografia che, a differenza nostra, segnala una curva in crescita. Secondo le proiezioni pubblicate dall’INE, nei prossimi 15 anni la Spagna guadagnerebbe oltre cinque milioni di abitanti (10,6%), per superare i 53,7 milioni di persone nel 2039. Anche l’aumento del turismo avrà un impatto positivo.

Mercadona è il più grande datore di lavoro privato nella storia della Spagna ed e la prima azienda a superare i 100 mila dipendenti in territorio spagnolo. Le politiche salariali, di crescita interna di valorizzazione del lavoro  sono per l’Organizzazione Internazionale del Lavoro e per l’Università di Harvard un esempio mondiale nel retail. Oggi, un dipendente di  Mercadona con oltre 4 anni di anzianità guadagna almeno 2.280 euro lordi al mese. In termini di numerica di PDV Mercadona è cresciuta meno di altre catene ma ne ha rivisitato efficienza e ricalibrato la redditività. In dieci anni ha quasi raddoppiato il suo fatturato passando da 20  a 39 miliardi. In Spagna crescono però i discount. LIDL, pur essendo indietro con i suoi 700 negozi contro i 1600 del leader ha chiuso il 2024 con una quota di mercato del 6,6%, consolidandosi al terzo posto dietro Carrefour, che detiene una quota del 9,4%.  Aldi, insegue con i suoi circa 500 negozi. Sul piano simbolico  lo scontro è tra Mercadona e LIDL. Entrambi però non sono definibili supermercati. Sono però macchine efficienti. Le altre insegne ripropongono il loro modello ma oggi, il consumatore è cambiato: cerca efficienza, convenienza e prezzi chiari. Non solo in Spagna.

Le catene con un modello agile (Lidl, Mercadona) si adattano meglio al mercato iberico. Soffrono di più coloro che dipendono ancora dall’ipermercato o che faticano a rinnovare la loro proposta (Carrefour, Alcampo). Per LIDL e per Mercadona in Spagna la chiave è la marca del distributore. Oltre l’80 % per l’insegna tedesca mentre per Mercadona è il 75% circa. LIDL, lì come altrove punta ad una logistica estremamente performante. L’ultimo magazzino è a Martorell (140 milioni di investimento, 66.000 metri quadrati e 144 banchine. Sarà uno  dei più grandi in Spagna e in Europa) che si va ad aggiungere alle altre 13 piattaforme logistiche, distribuite nel Paese e punta per il 2025 ad aprire altri  50 negozi. Possiamo dire che Lidl entra in ogni città con la sua espansione chirurgica. Mercadona, d’altro canto, fa parte del paesaggio urbano. Lidl vince con MDD premium e sostenibilità. Mercadona  per i suoi marchi iconici (Hacendado, Deliplus…).

Carrefour e Alcampo perdono terreno: Carrefour scende al 9,2% (-0,7), Alcampo al 2,9% (-0,3). Il format dell’ipermercato ne penalizza l’evoluzione. Carrefour sta cercando di correggere con la sua espansione nel formato Express (100 nuovi negozi nel 2025). Alcampo da un lato cerca di innovare l’interno degli  ipermercati con nuove idee, bistrot e qualità dell’offerta. Dall’altro chiude quelli irrecuperabili. L’8 maggio 2025 ha conferma la chiusura definitiva di 25 grandi superfici in diverse grandi città, con conseguente soppressione di oltre 700 posti di lavoro (leggi qui ).  Un piano di ristrutturazione, inserito in un contesto di profonda trasformazione simile allo sconvolgimento già vissuto in Francia qualche mese prima. Un contesto economico sotto tensione.

Tutti i supermercati in Spagna scommettono sul “pronto da mangiare”. Un fenomeno sempre più presente un po’ dovunque in Europa. Il mercato degli alimenti pronti al consumo (RTE) sta assistendo a una crescita sostanziale, guidata dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori, dai cambiamenti sociali e demografici e dai progressi nella tecnologia alimentare. La crescita della popolazione urbana e gli stili di vita più frenetici, la crescita dei single e delle famiglie mononucleari) e i progressi tecnologici portano a un’enorme crescita del consumo di piatti pronti.

Aldi España, da parte sua, sta rimontando. Ha subito una perdita di 471 milioni di euro nel 2023 a causa di 450 milioni di euro di svalutazioni su investimenti immobiliari e finanziari, secondo il quotidiano spagnolo Cinco Dias. Queste svalutazioni, per lo più sugli immobili, hanno ridotto il valore delle attività di oltre il 20% anno su anno. Tuttavia, secondo il revisore Deloitte, le svalutazioni non hanno avuto un impatto sul patrimonio netto dell’azienda. Nonostante le perdite, la società madre tedesca ha iniettato 400 milioni di euro nella sua filiale spagnola, sei volte di più rispetto all’anno precedente. L’investimento sarà utilizzato per sostenere le operazioni e i piani di espansione, che includono l’apertura di altri 40 negozi nel 2025, portando il totale a oltre 500. Mentre il discount tedesco ha investito molto in Spagna, compresa la logistica e quasi 200 aperture di negozi negli ultimi cinque anni (40 nel 2024), la sua quota di mercato rimane relativamente piccola (1,7%) rispetto ai concorrenti. Da parte sua, Aldi afferma di essere la catena di supermercati in più rapida crescita in Spagna negli ultimi tre anni.

Aldi ha chiuso il 2024 con 468 negozi in Spagna, oltre a sette magazzini. Nel frattempo mira ad aumentare il suo approvvigionamento di prodotti nazionali, con l’intenzione di acquistare il 15% in più di carne, frutta e verdura spagnola fresca nel 2025, superando le 200.000 tonnellate. Attualmente, l’85% delle verdure e il 65% della frutta proviene da fonti spagnole, principalmente da regioni specifiche come Aragona, Catalogna e Andalusia. Tutta la sua carne assortimento fisso è spagnola e Aldi prevede di aumentare gli acquisti di carne del 12,5% nel 2025, provenienti principalmente da regioni come la Catalogna e la Galizia. In Spagna, Aldi offre oltre 500 prodotti freschi, collabora con oltre 400 fornitori spagnoli e l’80% della sua offerta a marchio del distributore è di origine spagnola. Tre nuove piattaforme logistiche aiutano a mantenere la freschezza e a ridurre i costi di trasporto. L’anno scorso, Aldi ha anche abbassato i prezzi su oltre 600 prodotti nel 2024, con sconti fino al 53%.

Mercadona quindi è leader ma sente crescere la concorrenza. Deve scegliere. Continuare ad essere il primo della classe a casa propria o alzare la posta andando anche in casa d’altri? Bernardo Caprotti scelse di restare a casa sua. Cosa farà Juan Roig?

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