La Banca Centrale Europea sta monitorando l’andamento dei prezzi degli alimentari in Europa, una delle categorie di riferimento (assieme a energia, bene industriali non energetici e servizi) per il calcolo dell’andamento del costo della vita. Se l’inflazione generale adesso è al 2 per cento, l’indice per i generi alimentari è al 3,2 per cento, in aumento e in contro-tendenza rispetto all’andamento generale. La situazione è ormai tale da richiedere un approfondimento specifico. A lanciare l’allarme è Isabel Schnabel, in occasione della riunione dei capi economisti della Banca europea per gli investimenti (BEI). In alcuni Paesi sono in corso interventi sui prezzi come ad esempio in Grecia dove, i retailer e i loro fornitori, hanno ridotto mediamente i prezzi dell’8% su più di 2.000 prodotti essenziali almeno fino al 31 dicembre 2025. In altri Paesi sono alcune insegne che, autonomamente, hanno deciso interventi sui prezzi di alcuni prodotti ritenuti essenziali.
L’inflazione per i generi alimentari nel Regno Unito è aumentata del 5,2% su base comparabile nelle ultime quattro settimane fino al 5 ottobre, eguagliando il livello registrato a luglio, secondo gli ultimi dati di Worldpanel. Fraser McKevitt, Head of Retail and Consumer Insight di Worldpanel, ha commentato: “Le famiglie riflettono prima di decidere cosa e dove acquistare i loro generi alimentari”. Le vendite di generi alimentari da asporto sono cresciute del 4,1%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I consumatori inglesi cercano offerte che diminuiscano l’impatto sul loro portafogli. Le promozioni aumentano di intensità quindi è probabile che la tendenza continuerà man mano che ci avviciniamo a dicembre.” Ha concluso McKevitt. Sarà quindi un fine anno di lotta dura per le insegne inglesi. Non sarà molto diverso neppure il 2026 se gli indicatori economici non cambieranno.
In diversi mercati i segnali sono ormai evidenti. La sensibilità dei consumatori, soprattutto quelli che devono stare attenti al budget, sta facendo crescere una consapevolezza diversa sul futuro del business anche nelle insegne di altri Paesi europei. La pandemia prima e il riaccendersi dell’inflazione dopo, hanno spiazzato molte realtà che hanno fatto fatica a ad adeguarsi al cambio di paradigma nei comportamenti, che ne è seguito. Scelte, come quelle di Amazon, di buttare nella mischia nuove marche tipo Haul, Saver, Grocery o di Walmart e altri di rispondere colpo di colpo sono sotto gli occhi di tutti. Vale anche in Europa dove molte insegne cominciano a capire che il vento è cambiato. Noi ovviamente siamo in coda. Anche nelle riflessioni. Come sempre.
Oggi parlo di due insegne UK per la loro scelta di puntare ad una riduzione dei prezzi. Lidl UK e ASDA. Il braccio britannico del discount tedesco Lidl prevede di investire 250 milioni di sterline (287,9 milioni di euro) per ridurre i prezzi degli articoli di uso quotidiano come pubblicato da Retail Insight Network. LIDL UK, in Gran Bretagna dal 1994, ha registrato una crescita continua e oggi conta oltre 35.000 dipendenti, più di 980 punti vendita e 13 centri di distribuzione in Inghilterra, Scozia e Galles. Dall’inizio di quest’anno, LIDL UK ha già ridotto i prezzi di oltre 1.000 categorie di prodotti. L’ultimo investimento integra Lidl Plus, l’unico programma fedeltà offerto da un discount. L’app mira a offrire una migliore customer experience, con funzionalità e campagne che vanno oltre le tradizionali promozioni. Offre agli acquirenti la possibilità di approfittare di sconti su alcuni dei loro prodotti preferiti, con nuovi coupon ogni settimana. I clienti vengono premiati in diverse modalità per le loro spese da Lidl oltre ai suoi prezzi già bassi. Richard Bourns, Chief Commercial Officer di Lidl UK, ha dichiarato: “Ci impegniamo a fornire ai nostri clienti il miglior valore ogni singolo giorno e i nostri team lavorano instancabilmente durante tutto l’anno per fornire questo per loro. “Crediamo anche fermamente che tutti dovrebbero avere accesso a cibo sano e conveniente, motivo per cui ci assicuriamo di offrire i prezzi più bassi sul mercato, ed è per questo che siamo alla ricerca di nuovi possibili punti vendita Lidl in tutto il paese”. Lidl è stata nominata “Grocer of the Year” nel 2025 ai Grocer Gold Awards e “Supermarket of the Year” ai Retail Industry Awards. Ha inoltre ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui premi per i test di degustazione, a ulteriore dimostrazione dell’impegno di LIDL di mettere al primo posto valore e qualità.
Un’altra insegna che ha preso una decisione analoga è Asda. Ha annunciato un taglio dei prezzi su 956 prodotti alimentari e di uso quotidiano, sia nei negozi che online. Rachel Eyre, Chief Customer Officer di Asda, ha affermato: “Siamo consapevoli della pressione a cui sono sottoposte le famiglie a causa dell’aumento del costo della vita e stiamo intensificando il nostro supporto in un periodo dell’anno di difficoltà per i nostri clienti. Stiamo riducendo i prezzi dei prodotti di uso quotidiano su cui fanno più affidamento, aiutandoli nella spesa alimentare e ad ottenere ancora più valore ogni volta che fanno la spesa da noi. L’ultimo Income Tracker di Asda rivela che le famiglie a basso reddito si trovano ad affrontare un disavanzo settimanale di 74 sterline tra i loro guadagni e il costo delle spese essenziali. Le vendite di Asda sono in calo da oltre un anno, poiché l’azienda ha perso terreno rispetto ai suoi rivali più grandi, tra cui Tesco e Sainsbury’s, nonché ai discount Aldi e Lidl. Asda ha confermato all’inizio di quest’anno che avrebbe ripreso i suoi piani per l’apertura di altri 20 minimarket quest’anno, con l’obiettivo di espandere la propria presenza in luoghi in cui in genere ha avuto una presidio limitato. Queste aree includono aree urbane ad alto traffico, zone residenziali e snodi dei trasporti. I negozi Express di Asda offrono in genere un totale di 3.000 prodotti, inclusi articoli a marchio proprio, mentre i clienti possono anche fare una rapida “spesa” o un pranzo al volo.
La BCE sa che le famiglie guardano con grande attenzione al costo della spesa. Molti, in Europa, fanno la spesa anche tutti i giorni, e la percezione dell’aumento del costo della vita deriva da questo continuo e tangibile confrontarsi con i listini. I rialzi sono visibili, e anche per questo, riconoscono i responsabili dello studio, “l’andamento dei prezzi dei prodotti alimentari rappresenta una sfida importante per la BCE nel suo perseguimento della stabilità dei prezzi”, in quanto “i prezzi dei prodotti alimentari hanno un impatto costante su tutti e quindi influenzano anche le aspettative di inflazione” oltre che ridefinire comportamenti e propensioni agli acquisti, con le implicazioni del caso su consumi e domanda interna.



