Per comprendere il comparto del petfood mi è stato particolarmente utile l’aver partecipato, il 26 marzo, alla presentazione della settima edizione di CX Store Research, l’indagine ideata da Daniele Tirelli (Amagi) e promossa dalla rivista Promotion Magazine per misurare il gradimento delle famiglie italiane verso le insegne della distribuzione. La ricerca inquadra e chiarisce molto bene il tema anche per i non addetti. “I dati tratti dalla CX Store Research indicano una popolazione in Italia di 12.279.703 cani e16.409.254 gatti. Il 37,1% delle famiglie italiane possiede almeno un cane, mentre il 36,7% possiede almeno un gatto. Le altre categorie di animali domestici mostrano valori significativamente inferiori: pesci (5,0%), volatili (3,3%), piccoli rettili (3,4%), piccoli roditori (3,0%). Secondo i dati Fediaf (European Pet Food Industry Federation) pubblicati nel report “Facts & Figures 2025” basato su rilevazioni 2023, il 49% delle famiglie europee possiede almeno un animale domestico, con una penetrazione del 26% per i gatti e del 25% per i cani.
A livello continentale, l’Europa ospita complessivamente 129 milioni di gatti e 106 milioni di cani. I dati italiani evidenziano una penetrazione significativamente superiore alla media europea per entrambe le specie: +11,1 punti percentuali per i cani (37,1% vs 25%) e +10,7 punti percentuali per i gatti (36,7% vs 26%). Tale scarto posiziona l’Italia tra i mercati europei a più elevata intensità di pet ownership. Nel corso dell’ultimo decennio si è tuttavia assistito a una trasformazione radicale della struttura competitiva del settore. Il comparto pet è oggi classificabile come uno dei segmenti più dinamici della distribuzione al dettaglio italiana, con tassi di crescita superiori alla media del retail food e non-food, intensificazione della competizione tra operatori, ingresso di player internazionali e progressiva sofisticazione della domanda. Nel mercato pet italiano non esiste un modello strategico dominante univoco”.
Trovo così molto centrato il claim “Compagni di Viaggio” che il gruppo Finiper Canova ha declinato dal più famoso “Il Viaggiator Goloso”. Tali sono diventati e, l’evoluzione del comparto, lo dimostra. Da qui la centralità del petfood anche per la GDO tradizionale. È nel 2024 che al Portello (MI) compare “Pet Store” come insegna specializzata a sé stante. Desso tocca a Grandate (15° negozio aperto) che propone un assortimento ampio e diversificato per cani, gatti e piccoli animali – tra cui tartarughe, uccelli, criceti e conigli – con una selezione di prodotti specializzati, accessori e giochi in linea con i principali trend di settore e con particolare attenzione al benessere animale.
Lo stesso osservatorio Immagino di GS1 Italy lo conferma: “l’evoluzione della nutrizione per cani e gatti ricalca le macro-tendenze che guidano l’alimentazione umana, incentrate sull’attenzione al benessere e all’equilibrio nutrizionale, sul controllo degli zuccheri e delle calorie, sulla salute intestinale e cardiovascolare”. In particolare, il paniere dei prodotti free from resta il più numeroso del mondo petfood con 1.997 prodotti per oltre 723 milioni di euro di vendite, in lieve crescita annua sia a valore che a volume. Come per gli umani, anche per cani e gatti si prediligono i 541 alimenti presentati come “sugar free” (+4,0% a volume), i 467 “grain free” o “low grain” (+6,0%) e i 76 etichettati come “low calories” (+7,4%). Anche il mondo del rich-in è ben presente negli alimenti per cani e gatti, con 1.968 prodotti per oltre 650 milioni di euro di sell-out, e mostra che la richiesta dei consumatori sta cambiando. Gli alimenti ricchi in “vitamine” restano i più diffusi (1.226 per oltre 435 milioni di euro di giro d’affari) ma perdono vendite e appaiono meno appealing rispetto a caratteristiche più moderne, come l’apporto di “prebiotici” (+6,1% le vendite in volume) o di Omega 3 e 6 (+1,2%).
Sugar free e senza cereali, con poche calorie e ricchi di Omega 3 e Omega 6: sono queste le caratteristiche più apprezzate negli alimenti per cani e gatti, quelle la cui presenza sulle etichette dei prodotti cresce in modo più veloce. A rivelarlo è l’analisi su 3.913 prodotti del petfood, venduti in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio per 1,2 miliardi di euro di sell-out, condotta dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy (leggi qui). Questo sviluppo testimonia il successo di un format che va oltre la semplice offerta di cibo per includere un’ampia gamma di prodotti e servizi per gli animali da compagnia, rispondendo in modo mirato alle esigenze di un mercato in continua crescita.
Tra i punti di forza del Pet Store, l’offerta di pet food a marchio del distributore con le linee “Compagni di Viaggio” e “U!”, pensate per coniugare qualità e accessibilità. In particolare, “Compagni di Viaggio”, proposta premium de il Viaggiator Goloso, comprende oltre trenta referenze tra alimenti secchi e umidi, con formulazioni grain free, monoproteiche e soluzioni specifiche, come quelle dedicate ai gatti sterilizzati, per rispondere alle diverse esigenze nutrizionali. Per celebrare la nuova apertura, è in programma un evento speciale domani domenica 26 aprile pensato per coinvolgere clienti e i loro amici a quattro zampe in una giornata di intrattenimento e scoperta. Il programma include attività di intrattenimento, come la personalizzazione di bandane e t-shirt per pet e pet parent, la consulenza di un educatore cinofilo e la distribuzione di buoni sconto e omaggi della linea “Compagni di Viaggio”.
Secondo Tirelli “lo shopper italiano di prodotti per animali è tutt’altro che monolitico: convivono profili d’acquisto orientati alla specializzazione, alla convenienza, alla routine e all’esperienza, e ciascun profilo premia operatori diversi. In un mercato in cui la frequenza d’acquisto è elevata e la comodità pesa nelle scelte di canale, la capillarità distributiva rappresenta un vantaggio difficilmente comprimibile nel breve periodo — indipendentemente dalla qualità dell’offerta. La nuova frontiera è però rappresentata dall’Innovazione di servizio. È la frontiera più aperta e dinamica, e per questo la più contendibile. Il digitale (app, loyalty, e-commerce integrato), i servizi complementari (petwash, grooming, visite veterinarie) e le soluzioni assicurative per animali rappresentano un’area in rapida evoluzione in cui nessun operatore ha ancora raggiunto una posizione di vantaggio consolidato e difficilmente erodibile. È proprio su questo asse che si giocheranno probabilmente le dinamiche competitive più rilevanti nei prossimi anni, con il rischio — e l’opportunità — di un rimescolamento delle posizioni relative.La vera sfida strategica, per gli operatori esistenti come per i potenziali entranti, non è tanto individuare quale leva attivare, quanto costruire la combinazione di barriere più difficile da replicare nella propria traiettoria competitiva specifica” conclude Daniele Tirelli.



