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Per cultura personale e percorso professionale  ho sempre cercato la “sostanza” nell’interlocutore. La qualità della persona che ho di fronte. I progetti portati a termine in carriera, gli eventuali errori commessi e la determinazione messa in campo per superarli,  l’affiatamento della squadra che l’affianca, il profilo dei clienti che l’hanno scelta e, tramite il mio sistema di relazione, i giudizi dei colleghi di cui ho stima  o di altri clienti che utilizzato i suoi servizi. Per queste ragioni ho incontrato volentieri Barbara Labate e il suo team  e ho visitato con curiosità la sede di ReStore. Mi avevano  raccontato che, prima della pandemia, stava per cedere la società.  Ma  poi  ha capito una cosa che molti faticano ad accettare: non si vince evitando il rischio, restando nella propria zona di comfort. Si vince affrontandolo e pensando in grande. E così ha  fatto.

Oggi ReStore vanta oltre 10 mio di fatturato. È composta da quattro unit (Software, Logistics, Media e Business Intelligence), gestisce oltre 200 milioni di euro di transato, con 180 addetti sul territorio e 70 furgoni operativi in tutta Italia. Composto da un team di professionisti nel settore del Marketing, Architetture IT scalabili e cloud, UX e sviluppo di nuovo business. Lavora con oltre 30 retailer, gestisce 460 punti vendita online e oltre 120 operatori logistici. La copertura è estesa a 20 regioni, 82 province e più di 500 città, con una reach mensile di oltre 2 milioni di utenti unici. La proposta di Restore permette ai brand di presidiare tutti i touchpoint lungo il percorso d’acquisto, dall’awareness alla conversione, fino al post-vendita, grazie a un mix di attivazioni: in-store, online, e data collaboration. Le insegne della GDO hanno bisogno di partner in grado di gestire  “sartorialmente” i loro progetti innovativi. Partner che conoscano il comparto, in grado di fare da ponte con l’industria di marca, favorendo un  confronto aperto tra retailer e brand su come evolve il retail media, da semplice “spazio adv” inteso come un insieme di attività pubblicitarie coordinate su più canali per raggiungere un target e ottenere risultati misurabili, al data collaboration inteso come  impegno condiviso per utilizzare i dati in modo efficace, spesso coinvolgendo più parti interessate e strumenti. E, ultimo, ma non meno importante,  che sappiano gestire i servizi affidati con serietà, professionalità e rispetto del lavoro a tutti i livelli.

Tre spunti di riflessione e approfondimento.

Innanzitutto la campagna,  presentata in un recente convegno per aumentare la visibilità di Danone e generare conversioni nella landing page dedicata presente sull’e-commerce di Tigros.it (guarda il video ). I risultati sono stati estremamente interessanti per entrambe le aziende. La combo on-site + off-site, ha creato un beneficio non solo al brand oggetto di campagna, ma anche al retailer, che così attrae nuove spese/clienti nel proprio eCommerce. Tigros, tra l’altro, è stata tra i primi retailer in Italia a credere nel potenziale del retail media, iniziando già nel 2020 con la monetizzazione del proprio sito e-commerce con attivazioni legate al trade marketing. Il dato che è emerso da questo progetto, risultati significativi a parte,  è che il consumatore online deve essere comunque incentivato  per fare acquisti online. Deve avere un motivo in più,  come ha sottolineato Martina Albanesi, Senior eCommerce Activation Manager, Danone Nutricia SpA.

Per Tigros, i cui clienti possiedono al 90% la carta fedeltà (decisivo il numero per ottenere risultati ottimali), secondo Carlo Bacchetta, Direttore Commerciale e Marketing , TIGROS Spa, si crea la possibilità di  recuperare  clienti sia online che in negozio. Fondamentale la garanzia di poter contare su un ambiente, sicuro e protetto, dove retailer e brand possono connettere e attivare i propri dati in totale sicurezza e controllo grazie all’integrazione con le data clean room. Un risultato definito win win win sia per l’industria che per il retailer ma anche per il cliente finale. come ha concluso Stefania Tonon, Head of ReStore Media. Una strategia vincente quindi per tutti gli attori. Tigros ha capito che non è solo possibile monetizzare gli spazi, l’obiettivo del retail media, ma è soprattutto  quello di comunicare offerte personalizzate e qualitative. L’approccio data driven si  è dimostrato la scelta vincente molto più che limitarsi a riempire i punti vendita  di schermi. I dati lo dimostrano. Il dato è la chiave fondamentale per identificare i cluster di riferimento. Indubbiamente è più facile per un’insegna, rispetto ad una centrale, rendere più concentrato e meno dispersivo il lavoro come avviene nel resto d’Europa. Ma l’approccio deve essere data driven. Vale per l’industria, per il retailer e per il cliente finale.

L’altro progetto innovativo che parte a Milano prevede un network di temporary store phygital ad alto impatto visivo ed esperienziale all’interno delle principali stazioni della metropolitana di Milano con l’obiettivo di offrire ai brand, spazi strategici e flessibili, capaci di coniugare visibilità, contatto diretto con il pubblico e integrazione fisico-digitale, in contesti urbani ad altissimo flusso. Il format ReStore Metro Media è pensato per rispondere alle esigenze di aziende e marchi che vogliono attivare campagne di branding, lanci prodotto, attivazioni esperienziali e vendite stagionali (Natale, Black Friday, back to school). L’apertura del primo store nella metropolitana di Cadorna, realizzato insieme al Gruppo Arexons per il brand Fulcron, ha dato il via a questa iniziativa fisico-digitale innovativa, offrendo ai brand, sia di prodotto sia di servizi, uno spazio unico ad altissima visibilità e con una dotazione tecnologica integrata, capace di trasformare il contatto diretto con i consumatori in un’esperienza coinvolgente e completa, dall’awareness alla conversione.

Infine la peculiarità dell’eCommerce proposto da ReStore che sviluppa una piattaforma flessibile e totalmente personalizzabile, per rispondere alle diverse esigenze dei retailer, dal design all’interazione con il cliente, a funzionalità uniche e sistemi di ingaggio degli utenti. L’ e-commerce geo-localizzato è il servizio del futuro. La piattaforma è sviluppata su codice ad hoc direttamente dal team ReStore. Offre software basati su cloud, accessibili via browser, che consentono alle aziende clienti di personalizzare le funzionalità per rispondere alle loro diverse esigenze. Dal design all’interazione, a funzionalità che non richiedono al cliente investimenti in tecnologia  o personale per garantire la massima qualità online. L’obiettivo di ReStore è di essere motore di un ecosistema in rapida evoluzione diventando un punto di riferimento strategico per la convergenza tra dati, media e distribuzione. Il 2025 ha segnato  l’inizio di un piano triennale di sviluppo tecnologico e media, con l’obiettivo di rafforzarne la leadership nel panorama italiano del retail media e ampliare ulteriormente le opportunità per brand e retailer.

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