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Non è una novità. Ne hanno già parlato tutti. Un punto però non è stato ancora esplorato. Eppure Cesano Boscone, un comune dell’hinterland milanese di circa 23.000 abitanti sarà testimone nel 2026 di uno scontro al calor bianco tra insegne della GDO. Esselunga è a poche centinaia di metri, a Corsico. Ha tenuto testa ad Auchan e, in poco più di cinque anni, ha frantumato i sogni di Bennet che, all’interno del Centro commerciale “Le porte di Milano” ne aveva acquisito l’ipermercato  , insieme ad altri sette posizioni. L’azienda di Montano Lucino (Como), avendone sopravvalutato il potenziale, si era “illusa”  di rilanciarle. Su questo sarebbe interessante aprire una riflessione specifica. Vale per gli ex Auchan dove le cooperative Conad hanno faticato non poco ma altrettanto per NewPrinces alle prese con gli ormai ex Carrefour. L’idea che, al di là di singole posizioni assolutamente recuperabili, ciò che non è riuscito ad una multinazionale che vi ha immesso 200 milioni circa all’anno per dieci anni possa riuscire  “semplicemente” ridisegnando ex novo i rapporti nella filiera e puntare sul fascino retro dell’insegna GS non può che incuriosire gli osservatori meno distratti dai laudatores. Ma restiamo in tema…

L’arrivo di Tosano apre uno scenario completamente nuovo. Nel milanese ha, per ora, un solo punto vendita a  Nerviano che ho visitato tempo fa (leggi qui).  Secondo Alimentando il PDV di Nerviano supera oggi i 100 milioni di vendite  con una resa al mq di 15.000 euro. Un dato che merita solo applausi. Tosano aderisce a Gruppo Végé, la sede del Gruppo è a Cerea (Verona). Ha oltre 5000 dipendenti, una ventina di ipermercati di grandi superfici tra i 6.000 e i 7.000 mq, tutti a gestione diretta. Il fatturato è intorno al 1,5 miliardi. Importante, per il sito attualmente dismesso di Cesano Boscone è da sottolineare l’attività di Afol metropolitana, Comune e sindacati territoriali che stanno lavorando per preparare, alla nuova realtà,  i lavoratori ancora presenti nel centro (leggi qui). Un metodo che andrebbe istituzionalizzato ovunque per preparare i lavoratori agli inevitabili cambi d’insegna dei prossimi anni. Nel 2026 è previsto (finalmente) l’arrivo a Cesano Boscone della metropolitana da Milano. Un altro punto importante che può aumentare  il traffico potenziale.

Perché, a mio parere,  lo scontro tra insegne GDO sarà diverso dal solito?

Quasi di fronte al Centro commerciale dismesso, dall’altro lato della Vigevanese c’è un punto vendita importante di METRO che presidia da sempre e da leader il canale Horeca. Una filiera che complessivamente vale oltre 21,4 miliardi di euro e coinvolge migliaia di imprese tra produttori, distributori e operatori del fuori casa. Per Circana le stime di chiusura dell’anno indicano un fatturato complessivo in linea con il 2024, ma con poche prospettive di crescita nel quarto trimestre. A pesare sono il calo dell’indice di fiducia dei consumatori e la riduzione delle visite nei canali del fuori casa, trend che segna una contrazione della domanda interna. La ricerca Formind, a cura di Antonio Faralla, conferma che nel settembre 2025 la domanda interna nel canale fuori casa è calata del 3,5%, con 13 milioni di visite in meno e 19 milioni di atti di consumo persi.

Secondo queste ricerche le consegne di cibo a domicilio stanno ridefinendo il modo di mangiare fuori casa in tutta Europa. Questa crescita è alimentata da aggregatori come Uber Eats, Deliveroo e Just Eat, che rappresentano il 3,7% di tutte le presenze nella ristorazione: la loro quota in Europa è quadruplicata dal 2016. Mettendo centinaia di ristoranti su di un’unica piattaforma digitale. Metro Italia, la quinta del Gruppo  Metro ha registrato ricavi per 2,133 miliardi (+5,9%). Nonostante i buoni risultati i tre sindacati di categoria hanno espresso preoccupazione per il futuro anche perché almeno 10 pdv sono in evidenti difficoltà. Gli elementi di criticità sono comuni, riduzione dei clienti e bassa marginalità. La rete commerciale conta su 48 pdv in 16 regioni, 2 depositi per il canale food service distribution e circa 4 mila dipendenti.

Ai primi di dicembre i sindacati hanno sottoscritto con la direzione societaria un accordo per la gestione degli esuberi tramite isopensione, rivolto a un massimo di 110 lavoratrici e lavoratori a tempo indeterminato prossimi alla maturazione dei requisiti pensionistici. Lo strumento, attivato ai sensi della Legge 92/2012, consentirà l’uscita volontaria e non traumatica dei dipendenti con almeno 62 anni compiuti al 31 maggio 2026 e in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Contestualmente le parti hanno siglato un Accordo Quadro che definisce un percorso strutturato di monitoraggio e confronto sulle principali aree di impatto della riorganizzazione. Poco più di un anno fa, al vertice di Metro Italia David Martínez Fontano è stato nominato nuovo CEO di Metro Italia, succedendo ad Arnoud J. van Wingerde con il compito di sviluppare la strategia 2030 realizzabile, secondo Fontano: “concentrandoci  su 3 priorità fondamentali: consolidare il nostro business multicanale nei territori con potenziale, far evolvere i nostri pdv per garantire servizi sempre più efficienti, offrire assortimenti in linea con le mutevoli esigenze dei clienti valorizzando le eccellenze locali del made in Italy”.

L’arrivo di Tosano, a mio parere, aggiunge una criticità non prevista per Metro nell’area milanese. Tosano è una macchina da guerra. Lo dimostrano anche i successi delle vendite generate dai pdv di Nerviano (Milano) e Calenzano (Firenze) che si sono aggiunti recentemente ai 21 già operativi nel Nord Italia. Uno dei suoi punti forza sta nella profondità dell’offerta, con 40-60mila referenze. E sulla convenienza dei prezzi. Carte che ne hanno fin qui garantita la crescita. Basterebbe osservare la tipologia dei clienti in quel di Nerviano per capire che, più che impensierire insegne come Esselunga o simili vedo Metro in affanno a rispondere. Sia per una maggiore rigidità decisionale che per le ragioni stesse denunciate al tavolo sindacale: “la causa principale delle chiusure non è stata il costo degli affitti, ma la mancanza di vendite”. Metro Italia a quel tavolo ha ribadito che l’azienda intende continuare a operare sul mercato italiano, senza prevedere né aperture né ulteriori chiusure nel prossimo anno ma il mercato è lo scenario competitivo sono in movimento. E l’arrivo di Tosano in quella piazza non è casuale. I potenziali clienti horeca frequentano già l’altro lato della strada…

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