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Nel mio “Top Five Billion Club” l’insegna Coop resta saldamente al secondo posto forte dei 16,6 miliardi di fatturato 2025 del suo sistema composto da  77 cooperative associate a Ancc-Coop (l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori). L’insegna è presente  in 18 regioni con 1131 punti vendita, di cui 101 Ipercoop. Nonostante la posizione in classifica ha, per scelta,  preferito guardarsi in casa e consolidare il rapporto con i propri soci piuttosto che  partecipare ad una gara più di immagine che di contenuto. Il socio, nella concezione cooperativistica sana,  è altra cosa rispetto al cliente affezionato dotato di una copiosa raccolta di  carte fedeltà. Ha rappresentato  una intuizione azzeccata in tempi difficili pur continuando a  mantenere una sua ragion d’essere, in un contesto che mette a dura prova identità e strumenti di coinvolgimento e partecipazione. 


Al socio, si può chiedere di rinunciare agli acquisti la  domenica e si può parlare con maggiore trasparenza  come ha fatto recentemente Coop sul tema del “caro carrello”: “Proteggere il potere di acquisto non significa inseguire il prezzo più basso. Significa garantire qualità, convenienza, sicurezza, filiere eque”. Al cliente poco interessato all’insegna e più all’offerta, no. Eppure, o l’intera GDO riuscirà a costruire un rapporto maturo con chi entra nei suoi punti vendita,  oppure il prezzo diventerà per molti discriminante rispetto al riconoscimento del lavoro nell’intera filiera, alle conseguenze sull’ambiente  e, probabilmente anche sulla qualità intrinseca. Occorre sottolineare che su alcuni importanti obiettivi di responsabilità sociale, di attenzione all’ambiente e di rapporto con i propri lavoratori  e con gli stessi  sindacati di categoria, il mondo Coop non ha bisogno di costruirsi un’immagine di circostanza  visto che sono principi e valori che quel mondo ritiene, a buon diritto, costitutivi. Il rischio è che tutto questo, in un Paese che tende a polarizzarsi anche economicamente,  si possa trasformare, in parte,  in un boomerang che ne rallenti lo sviluppo. Per ora l’approccio valoriale e organizzativo attraverso la difesa della propria distintività sembra reggere l’usura del tempo.  Nella concorrenza però c’è chi ha alzato l’asticella. E compete a tutto campo. Non solo sul prezzo. Discount e GDO tradizionale mordono ai polpacci il  sistema coop che fatica in alcuni sue parti a replicare.

Interessante è l’esperienza di Nova Coop nel saper conservare la distintività  del sistema con il suo necessario sviluppo. La gestione 2025 chiude con un utile netto di bilancio di 25 milioni 294 mila euro, quasi raddoppiato rispetto al 2024. La gestione caratteristica conferma la crescita dei volumi di vendita della rete tradizionale, che ha sviluppato ricavi lordi per oltre 1 miliardo e 97 milioni di euro tra supermercati e ipermercati (+1,13%). In aumento è anche il numero degli scontrini battuti, circa 34,19 milioni (+1,52%) a testimonianza dell’aumento della frequentazione dei punti vendita da parte di soci e consumatori. «Da oltre tre anni operiamo in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e forti tensioni economiche, che continuano ad avere ricadute dirette sulle famiglie e sui consumi” dichiara il Presidente di Nova Coop Ernesto Dalle Rive. In questo contesto abbiamo scelto di mantenere fermo il nostro impegno a tutela del potere d’acquisto di soci e consumatori, contenendo per quanto possibile gli effetti dell’inflazione sul carrello della spesa attraverso una gestione rigorosa ed efficiente dei costi della Cooperativa. Il risultato di bilancio raggiunto nel 2025 nasce da questo lavoro costante e collettivo di controllo e ottimizzazione, unito ai risultati positivi della rete di vendita, al contributo strategico della controllata Nova Aeg e all’apporto particolarmente significativo della gestione finanziaria. Sono risultati che rafforzano ulteriormente la solidità di Nova Coop e confermano la capacità della Cooperativa di generare valore restando coerente con i principi mutualistici e con il proprio ruolo sociale sui territori. Su queste basi vogliamo sostenere con rinnovato impegno lo sviluppo della rete e aprire una nuova stagione di crescita e innovazione».

La MDD rappresenta il 35,2% in crescita sull’anno precedente sia per l’incidenza sui volumi totali, sia per quota di fatturato. Interessante il dato della crescita della vendita omnicanale tramite l’e-commerce. Nel 2025 Nova Coop ha consolidato il presidio territoriale con 7 CoopDrive, 12 CoopLocker e 440 Comuni serviti dal servizio Coop a casa. Le spese gestite  attraverso CoopShop.it sono state quasi 110 mila, per un valore complessivo di oltre 11,7 milioni di euro (+3,17%). In tempi di crescita del costo del carburante positivo anche il presidio e l’andamento delle pompe carburanti a marchio Enercoop: nel 2025 sono state avviate la nuova stazione di servizio di Domodossola e il consolidamento dell’impianto di Asti, inaugurato a fine 2024. Le vendite lorde dei carburanti hanno raggiunto 115,2 milioni di euro (+7,50% rispetto al 2024, +2,00% a parità di perimetro). Sul fronte occupazionale, Nova Coop ha chiuso il 2025 con 4.521 dipendenti, confermando una struttura occupazionale composta per oltre il 99% da rapporti di lavoro a tempo indeterminato. I risultati raggiunti dalla Cooperativa permetteranno di erogare il premio di risultato ai dipendenti.

Prosegue inoltre il piano di welfare aziendale che nel 2025 ha garantito circa 850 mila euro di risparmi sulla spesa a favore dei dipendenti e delle loro famiglie e autorizzato prestiti a tasso agevolato per ulteriori 310 mila. Continua a rafforzarsi anche il rapporto con i territori e con il terzo settore. Attraverso il progetto “Buon Fine”, Nova Coop ha donato prodotti non più vendibili ma ancora consumabili per un valore commerciale di 11,1 milioni di euro, equivalenti a circa 1,9 milioni di pasti destinati gratuitamente a persone in condizioni di fragilità economica. La Cooperativa ha inoltre rafforzato e reso continuativa l’iniziativa “Dona la Spesa” inserendo 47 punti di raccolta permanente di alimenti e beni non deperibili per gli umani e 16 per gli animali in altrettanti punti vendita.

Oltre agli investimenti di ammodernamento della rete commerciale (28 milioni e 600 mila euro per interventi di ristrutturazione ed efficientamento dei punti vendita esistenti) sono stati investiti oltre 8,6 milioni di euro, destinati in particolare al progetto Scalo Nizza-Vallino di Torino e allo sviluppo della rete Enercoop con Domodossola e la nuova stazione di Chieri, di prossima apertura. Interessante è la logica di crescere sul territorio anche attraverso acquisizioni: “Stiamo valutando alcune operazioni sia ex novo che di acquisto di singoli store o piccole catene. In Piemonte come in Valle d’Aosta abbiamo i radar accesi. Si tratta di interventi su medie superfici, sotto i 2.500 metri quadrati per intenderci” ha concluso Dalle Rive. 

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