Dalla drammatizzazione un po’ esagerata condita dai toni ultimativi tipici del linguaggio sindacale, all’accordo c’è voluto qualche mese. Le distanze iniziali tra le parti erano evidentemente incolmabili. Due su tutte. La richiesta sindacale dell’introduzione immediata di un vero premio di risultato che, saggiamente, è stato concordato tra le parti di spostarlo in avanti con l’impegno dell’azienda a renderlo strutturale entro la durata di questo accordo e l’obiettivo di copertura dell’intera platea di lavoratori, per ora limitata ai collaboratori diretti, con però un impegno dell’azienda a promuoverne i contenuti nei confronti dei licenziatari. L’accordo, siglato dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e a latere UGL più per prassi che per differenti visioni di merito, il 20 ottobre con la direzione di McDonald’s Italia, verrà applicato alle circa 4.000 lavoratrici e lavoratori dei ristoranti diretti a partire dal primo gennaio 2026. L’intesa appresenta quindi un importante passo avanti nel rafforzamento delle relazioni industriali e nella valorizzazione del dialogo tra impresa e rappresentanze sindacali.
L’azienda si è anche impegnata a promuovere la conoscenza del testo firmato nei confronti di tutti i suoi licenziatari, i quali potranno, su base volontaria, adottare l’accordo con firma per adesione, al fine di dare una copertura alle circa 31.000 lavoratrici e lavoratori impiegati sotto il marchio a livello nazionale nei diversi punti vendita. Per i sindacati è stato conseguito l’obiettivo politico di sottoscrivere un Contratto Integrativo Aziendale di gruppo di secondo livello. La multinazionale, operativa nel settore della ristorazione commerciale, è presente nel nostro Paese con 740 locali, di cui 60, pari all’8%, a gestione diretta, e 680 locali, pari al 92%, gestiti in licenza, con circa 35mila dipendenti.
“Le segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs esprimono grande soddisfazione per l’accordo raggiunto, considerandolo un ottimo punto di partenza per tutto il settore della ristorazione fast food al fine di sviluppare una cultura di collaborazione e consentire il miglioramento delle condizioni economiche nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nel settore con particolare riguardo ai part time involontari”. L’accordo introduce numerose novità su organizzazione del lavoro, conciliazione dei tempi vita-lavoro, consolidamento degli orari di lavoro per i part-time e welfare. Non ultime le novità su salute e sicurezza, violenze e molestie nel luogo di lavoro e pari opportunità, e l’aver portato le clausole elastiche da 120 a 140 euro. Introdotto anche un contributo aziendale pari a 3.000 euro per sostenere le spese di trasferimento e trasloco della lavoratrice o lavoratore vittima di violenza o molestia. L’accordo introduce la facoltà di ottenere il part-time per il periodo post partum fino a sei mesi dopo il termine dei congedi di legge.
A livello economico è stata introdotta una misura di welfare pari a 150 euro sia per i part time che per i full time. La somma verrà erogata a tutti i dipendenti con almeno 6 mesi di anzianità aziendale per i tre anni di vigenza del CIA, entro la cui scadenza l’azienda si è impegnata a concordare con le organizzazioni sindacali l’inserimento strutturale di un premio di risultato per obiettivi così come previsto dal vigente Contratto collettivo applicato. È stata inoltre abolita la trattenuta pasto prevista dal Ccnl, per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della McDonald’s Italia srl a decorrere dal 1° gennaio 2026. Prevista inoltre la possibilità di utilizzare i permessi retribuiti e non retribuiti fino ad un massimo di 10 giorni per l’inserimento dei figli all’asilo nido e alla scuola materna e confermato, infine, il servizio gratuito di assistenza psicologica rivolto a tutti i lavoratori.
Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti di questo accordo che consideriamo un ulteriore investimento nelle nostre persone, da sempre il cuore della nostra strategia. In un contesto socioeconomico complesso, investire sul lavoro è un fattore critico per rilanciare la competitività del Sistema Paese e sentiamo di aver dato un nostro contributo in questa direzione. Grazie al dialogo costruttivo con i Sindacati, abbiamo rafforzato le basi per una crescita sostenibile della nostra azienda e per migliorare ulteriormente la qualità del servizio che offriamo ai nostri clienti”. Un’attenzione particolare è stata rivolta al contrasto alla violenza di genere, tema su cui McDonald’s Italia è attiva da anni attraverso la collaborazione con il numero anti violenza e stalking 1522: sono state infatti previste misure specifiche e concrete che rafforzano le tutele e la protezione delle lavoratrici in situazione di difficoltà.
Tra i temi di maggiore rilevanza c’è anche il potenziamento della sicurezza dei lavoratori, specialmente nei ristoranti ubicati in aree a maggior rischio e nelle fasce orarie serali di chiusura. A tal fine, l’azienda si è impegnata a installare su tutti i ristoranti un “Bottone d’Emergenza”, collegato alle Forze dell’Ordine, estendendo a tutta la rete una prassi già sperimentata positivamente su alcuni ristoranti. Si è inoltre confermata l’importanza della formazione specifica anche su questi temi: già oggi McDonald’s Italia eroga oltre un milione di ore di formazione all’anno a tutti i suoi dipendenti. Il contratto integrativo è stato anche occasione per regolamentare il dialogo fra azienda e parti sociali: si è convenuto di incontrarsi due volte all’anno per indirizzare in modo congiunto le relazioni fra azienda e lavoratori, auspicando la prosecuzione di uno scambio costruttivo ed equilibrato, mirato alla crescita di McDonald’s Italia di lungo periodo.
L’intero comparto che comprende bar, ristoranti, trattorie, pizzerie, pub, mense scolastiche ospedaliere e aziendali, grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata, imprese della ristorazione collettiva, cooperative della ristorazione, stabilimenti balneari, discoteche, sale giochi si riconosce nel Contratto collettivo nazionale per i dipendenti dei settori dei Pubblici Esercizi, della Ristorazione Collettiva e Commerciale e del Turismo firmato da FIPE aderente a Confcommercio rinnovato il 5 giugno 2024 con scadenza il 31 dicembre del 2027 che riguarda oltre un milione di lavoratori e coinvolge più di 300mila imprese del settore, per un fatturato complessivo di oltre 80 miliardi di euro.



