L’ottimismo è fondamentale nelle previsioni. Se in TV segnalano una meteorologia negativa in arrivo, alberghi e ristoranti nei luoghi di villeggiatura ne risentiranno. Vale anche per gli acquisti. Soprattutto ad un passo dal traguardo di fine anno. Per questo le diverse autorevoli previsioni tendono a sottolineare gli aspetti riscontrati, positivi o negativi, in modo differente. Rosario Trefiletti segnala il bicchiere mezzo vuoto. Salari fermi e pensioni segnalano che il potere d’acquisto non cresce e in molti casi diminuisce. Questo si traduce in una minore propensione alla spesa. Sulla base delle analisi effettuate, emerge che il Natale in arrivo non sarà brillante neppure rispetto a quello dell’anno scorso, che già mostrava i primi segnali di difficoltà. Centromarca guarda al bicchiere mezzo pieno. Gli italiani spenderanno meno ma meglio.
Un’indagine realizzata da SWG per Centromarca (associazione che rappresenta 193 imprese e oltre 2600 marchi con 95mila addetti e un fatturato di 69 miliardi) ha messo in evidenza come gli italiani scelgano sulla base della reputazione dei brand e della loro esperienza personale. Per il 58% del campione la presenza della “marca” è decisiva al momento della scelta di un regalo, per la qualità e il prestigio che comunica a chi lo riceve. Il dato segna un incremento di 15 punti percentuali rispetto al 2024. Il ridotto potere d’acquisto delle famiglie si fa sentire se si considera che due consumatori su cinque prevedono di ridurre il budget per regali, pranzi e cene fino, il 47% manterrà l’importo dell’anno precedente; il 13% lo aumenterà. La spesa per pranzi e cene delle festività si aggirerà sui 130 euro. Ai regali saranno destinati mediamente 176,7 euro, ad altre attività 80, euro e 53,9 euro alle donazioni.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio la spesa media per famiglia raggiungerà quota 1.964 euro, 53 euro in più rispetto allo scorso anno. Questo maggiore margine di consumo però non si tradurrà in un forte aumento del budget per i regali di Natale, che resterà sostanzialmente stabile: 211 euro pro capite contro i 210 del 2024. La vera novità è l’orientamento degli italiani a concedersi più spesso piccoli piaceri personali. Tra le priorità emergono l’acquisto di elettrodomestici, le uscite al ristorante, le serate a teatro o al cinema, le visite ai musei e una maggiore attenzione al benessere. Con l’inflazione sotto controllo, l’occupazione ai massimi e un potere d’acquisto in crescita, il mese di dicembre potrebbe segnare un’inversione di tendenza per i consumi delle famiglie italiane.
Tra il 2019 e il 2025 la spesa delle famiglie è aumentata appena dello 0,8%, ma diversi indicatori suggeriscono un possibile miglioramento, sostenuto anche dall’ottima performance della Black Week, che ha generato un giro d’affari di 5 miliardi di euro, il 20% in più rispetto allo scorso anno. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio (link al documento integrale in pdf), le tredicesime destinate ai consumi arriveranno a 49,9 miliardi di euro, segnando un incremento di 2,4 miliardi rispetto al 2024.
Infine una fotografia laica di Bain & Company Italia, in collaborazione con Toluna, presenta la nuova edizione dell’Italy Holiday Shopping Outlook 2025, l’analisi condotta su oltre 1.000 consumatori nel Paese e che anticipa le tendenze di spesa per le festività. Sei consumatori su dieci approfittano delle offerte della stagione invernale – Black Friday compreso – come momento strategico per programmare i regali di Natale e pianificare in anticipo i propri acquisti. La spesa media per gli acquisti natalizi tocca quota 228 euro, con un incremento del 10% rispetto al 2024. Non solo: aumenta anche il budget dedicato alle vacanze natalizie – a 650 euro (+8% rispetto allo scorso anno) – con due italiani su cinque che prevedono di viaggiare, scegliendo nel 71% dei casi una meta italiana. La montagna resta la destinazione più gettonata (45%), seguita dalle città d’arte (39%) e dal mare.
“Gli italiani destinano un budget medio in crescita rispetto allo scorso anno, sia per gli acquisti dei regali di Natale, che per pianificare le vacanze invernali. Il Black Friday così come il mese di dicembre, rappresentano dunque una leva cruciale per intercettare i bisogni dei consumatori. I retailer hanno un’opportunità unica: proporre offerte integrate, flessibili e orientate all’esperienza. Chi saprà rispondere a queste esigenze, in particolare della Gen X che guida la ricerca di esperienze, potrà catturare valore in un momento dell’anno decisivo per la spesa delle famiglie”, commenta Luigi Do, Partner Retail di Bain & Company. Regali di Natale: budget in aumento per tutti. La Gen X guida la classifica Il budget medio per i regali di Natale sale a 228 euro rispetto ai 207 del 2024, con un aumento che interessa tutte le fasce di reddito. Gli uomini mostrano una disponibilità di spesa leggermente superiore a quella delle donne e un maggior ottimismo, con più persone che si aspettano di spendere di più (dal 13% al 20%) e meno che prevedono di ridurre il budget (dal 36% al 31%), mentre resta stabile la quota di chi immagina una spesa in linea con l’anno precedente. Guardando alle generazioni, la Gen X è quella con il budget più alto, intorno ai 250 euro, mentre la Gen Z si conferma la più moderata. Millennial e Boomer si collocano nel mezzo, rispettivamente a circa 208 e 229 euro. Infine, una piccola fetta di consumatori sceglie di rimandare gli acquisti natalizi ai saldi di gennaio. È il 2026 come si presenta? Per il mercato del largo consumo, Niq prevede un’espansione a valore del +2,6%, sostanzialmente in linea con l’anno in corso. In questo scenario, secondo le elaborazioni del Centro Studi Centromarca, l’Industria di marca registrerà una crescita di circa 2 punti percentuali, continuando a detenere una quota di mercato tra le più elevate in Europa pari al 68,1% nell’omnichannel (76,7% nei canali iper/super/libero servizio).
È necessario secondo Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di’ Federdistribuzione : “che la legge di bilancio consenta di sostenere famiglie e imprese in un momento di transizione, in cui la geopolitica non aiuta certamente ad avere una visione di serenità per le persone, con conseguenze quindi sui consumi”. Il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli sottolinea che: “per consolidare il risveglio dei consumi servono segnali concreti. Chiediamo, quindi, al Governo la detassazione degli aumenti contrattuali per i contratti maggiormente rappresentativi che coinvolgono oltre cinque milioni di lavoratori del terziario e del turismo”.



