La prima conferenza televisiva del nostro Presidente della Repubblica verrà ricordata per le parole chiare e nette che ha pronunciato sullo scandalo dell’evasione fiscale nel nostro Paese. Non è un caso, che, anziché limitarsi ad un forte quanto generico appello sul tema, ha volutamente citato una recente ricerca di Confindustria pubblicata da poco tempo e caduta immediatamente nel dimenticatoio. Secondo me ha voluto indicare un confine. Un limite ormai intollerabile. Il punto di passaggio necessario dalle parole ai fatti. L’evasione fiscale non è solo un grave problema economico per un Paese come il nostro. E non divide semplicemente i buoni dai cattivi cittadini. E soprattutto, non sempre, i cattivi sono gli “altri”. Ci sono le multinazionali che scelgono residenze fiscali convenienti, industriali, commercianti, artigiani e professionisti di diversa estrazione. Perfino il giovane o l’insegnante pubblico che danno ripetizione in nero al figlio del cassaintegrato in difficoltà con gli studi. C’è una grande evasione e una diffusa mentalità indulgente verso vari tipi di evasione. Ciascuno di noi, sul tema, giustifica ciò che gli pare. Ma, oltre alla solita litania su scontrini, idraulici e dentisti, c’è anche la malavita organizzata, la corruzione, il lavoro nero, lo sfruttamento dei lavoratori stranieri. E di questa “evasione” si parla molto meno. È evidente che siamo al cospetto della madre di tutti i nostri problemi. Combattere sul serio l’evasione significa cambiare veramente la qualità del nostro Paese. Ma è un’impresa difficile che deve mobilitare tutte le coscienze. Altrimenti è un’impresa impossibile. Per questo il nostro Presidente ha fatto bene a parlarne. Al Governo e al Parlamento spetta agire già nel 2016. Altrimenti resteranno parole al vento che rischiano di coinvolgere nel giudizio anche la più alta autorità morale del Paese che ha indicato le priorità del 2016. Dal punto di vista economico c’è già maggiore consapevolezza nel Paese. La cassa è vuota, le tasse sono oltre al limite di sopportazione e non sarà lo zero virgola concesso di volta in volta da Bruxelles a far cambiare verso all’Italia. Aumentare le entrate riducendo con gradualità la pressione fiscale significa far pagare le imposte a chi non le paga. La metà dell’evasione censita dal centro studi di Confindustria porta ad un’aumento di 3,5 punti del PIL quindi, si stima, ad un effetto sull’occupazione superiore al Jobs Act. E questo senza mettere le categorie, i territori e le generazioni gli uni contro gli altri. È l’unica possibilità nel breve/medio periodo di aumentare considerevolmente le entrate. Per farlo, però, serve un vero patto nazionale. Ma soprattutto serve che nessuno si smarchi. Non tutti hanno applaudito il discorso del nostro Presidente. Però quelli che hanno applaudito sono indubbiamente la maggioranza. Anzi. Siamo la maggioranza. Forse serve solo qualcuno che interpreti questa nuova disponibilità all’ascolto e alla concretezza. Il fatto che per la prima volta il monito sia partito dalla più alta carica dello Stato è veramente importante.
Lotta all’evasione fiscale, vera battaglia di civiltà.
2 Gennaio 2016Gennaio 19th, 20253 min di lettura
Articoli correlati
Attualità Italia
Aton scommette sulla cassa che sparisce nel supermercato, proprio mentre altrove la stanno rimettendo..
Aton scommette sulla cassa che sparisce nel supermercato, proprio mentre altrove la stanno rimettendo..
Il CEO di Aton, Giorgio De Nardi, spiega la logica dell'operazione con una franchezza che…
Mario Sassi1 Ottobre 2026
Attualità EsteroAttualità Italia
Beppie, la statua di Ahold Delhaize e lo sguardo di Claude Sarrailh per Esselunga…
Beppie, la statua di Ahold Delhaize e lo sguardo di Claude Sarrailh per Esselunga…
L’aneddoto che segue è riportato da Claude Sarrailh su LinkedIn (foto compresa), che, con il…
Mario Sassi1 Ottobre 2026
Attualità Italia
Quattro assi, quasi mai insieme: So.De, Modena e le altre esperienze italiane del recupero alimentare…
Quattro assi, quasi mai insieme: So.De, Modena e le altre esperienze italiane del recupero alimentare…
So.De — Social Delivery, la realtà milanese gestita dall'impresa sociale Magma, ha vinto il premio…
Mario Sassi30 Settembre 2026