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Questa volta l’iter classico del rinnovo contrattuale è stato rispettato. Manageritalia in data 30 settembre 2025 aveva inviato a Confcommercio  la disdetta del CCNL sottoscritto il 12 aprile 2023 per i Dirigenti di aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi. Subito dopo è iniziato il confronto che si è concluso in questi giorni.  Dal 1gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2028 le diecimila imprese del terziario e i 32 mila dirigenti hanno il nuovo CCNL. Contratto nazionale che vale ovviamente per le imprese della GDO, dei Trasporti e della logistica, del Turismo e dell’Horeca.

“Siamo molto felici – sottolinea Mauro Lusetti, Vicepresidente di Confcommercio – per aver sottoscritto questo rinnovo in anticipo rispetto alle scadenza prevista per il prossimo 31 dicembre. Un contratto che conferma l`attitudine di Confcommercio a mantenere fede ai propri impegni negoziali collocandosi sulla scia di tutti quelli rinnovati negli ultimi mesi. Conferma, altresì, il buon rapporto da sempre intercorso con l’organizzazione sindacale rappresentativa dei manager delle nostre imprese. Un rapporto storicamente incentrato sulla ricerca di soluzioni tra le più moderne e al contempo sostenibili per il welfare, per il benessere delle aziende e per il benessere di chi ne sta alla guida”.

“Questo contratto – afferma Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia – arriva prima del tempo e soprattutto nel tempo giusto. È una scelta di responsabilità e visione: serve a garantire stabilità e prospettiva sia per i dirigenti che per le imprese. È un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne.” Confcommercio e Manageritalia hanno quindi sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per i dirigenti di aziende del terziario, distribuzione e servizi. Lo si legge in una nota della Confcommercio che sottolinea come l’aumento lordo a regime sia di 800 euro al mese.  

La firma, anticipata rispetto alla scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), si legge, “rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l`innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere”.  L’accordo prevede un  aumento lordo mensile a regime di 800euro, suddiviso in tre tranche che scatteranno il 1° gennaio di ogni anno (320 euro dal 2026, 260 euro dal 2027, 220 euro dal2028).

Ci sarà poi un credito welfare annuale di 1.500 euro e il potenziamento del fondo Mario Negri. E` prevista poi un’innovazione sul tema dell’”Invecchiamento Attivo” che supporta l`intergenerazionalità permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di fare da mentor ai colleghi più giovani. È previsto poi il sostegno alla genitorialità e il mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie. (ANSA).

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