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Le accuse reciproche sullo stato della situazione economica  infiammano ogni giorno il confronto politico. Da una parte chi vede tutto nero e accusa il Governo di non rendersi conto dello stato reale del Paese. Dall’altra le dichiarazioni che segnalano ogni elemento positivo che le diverse agenzie economiche propongono per raccontare che, pur nel difficile contesto internazionale, le cose non vanno poi così male per gli italiani. I rappresentanti dei commercianti, di solito propensi al pessimismo, questa volta vanno contromano. E propongono tramite l’Ufficio studi della Confcommercio una visione economica sicuramente meno ansiogena e più ottimista sulla chiusura del 2025. Una previsione che dimostrerà o meno la sua esattezza entro pochi mesi tra l’altro decisivi per i bilanci del comparto di quest’anno. È una posizione seria, motivata e singolare perché di fatto sfila l’organizzazione del terziario di mercato dalla tradizionale questua di fine anno nei confronti della politica in un momento dove le risorse a disposizione sono poche e contese da tutti.. Ne riporto integralmente la parte generale, perché la trovo ben motivata e fuori da ciò che si legge quotidianamente, allegando l’intero testo e i dati a supporto.

“A parte le questioni internazionali, la valutazione dei fondamentali dell’economia italiana, almeno nell’ottica di breve termine, è indubbiamente favorevole. Per apprezzare le argomentazioni a supporto di questa suggestione occorre separare i temi strutturali da quelli congiunturali. In altre parole, se si afferma che il reddito disponibile è crescente nel corso degli ultimi anni e del 2025 in particolare, non ha senso obiettare che stiamo sotto i livelli di reddito pro capite del 2007. Mescolare i piani non sempre aiuta”. Il reddito disponibile reale delle famiglie ha superato in aggregato i livelli pre-pandemici. Si insiste sul fatto che le retribuzioni per occupato non abbiano ancora pienamente recuperato la fiammata inflazionistica del 2022-2023.

Corretto: ma la perdita è ormai marginale, grazie al pregresso operare della riduzione dell’Irpef e delle varie decontribuzioni. Se poi si evita di confondere il reddito da lavoro con il reddito complessivo – composto da quello da lavoro, da capitale e, soprattutto, da trasferimenti – il recupero del secondo è totale, come indicato dall’Istat nel comunicato del 30 giugno 2025 (pag. 2): il livello del reddito delle famiglie in aggregato e in termini di potere d’acquisto è ai massimi dal 2013. Ai massimi di sempre è anche l’occupazione. La quota di contratti a tempo indeterminato è cresciuta di 3,5 punti percentuali assoluti tra il 2019 e il primo quarto del 2025, quando raggiunge l’86,5%. In ogni caso, è preferibile affrontare le avversità di questo mondo ostile con 24,3 milioni di occupati invece che con 3,2 milioni di disoccupati, come, per esempio, nel 2014.

La valutazione del nostro debito pubblico da parte dei mercati finanziari è lusinghiera: lo spread rispetto al decennale tedesco è sotto i novanta punti base (come 15 anni fa). I mercati, con crudo cinismo, o razionalità, fanno i conti esatti: a uno stato che ha gestione prudente della finanza pubblica e buoni fondamentali economici, corrisponde una domanda intensa dei suoi titoli sovrani i quali, comunque, hanno un buon rendimento per i prenditori dei titoli pubblici. Sull’inflazione le evidenze sono molto chiare. La variazione dei prezzi su base annua è attorno o sotto il 2% in tutte le metriche rilevanti e la curva italiana è sovrapponibile a quella dell’euro-area. Una chiusura in media d’anno attorno all’1,5% è ormai probabile sebbene, al fine di tenere conto di “imprevedibili” tensioni, si sia espanso all’1,7% il valore previsto per la media del 2025.

L’aspetto di debolezza dell’attuale scenario è costituito dal profilo dei consumi delle famiglie. Sinteticamente, il tratto comune della psicologia collettiva potrebbe essere: voglio (intenzioni d’acquisto ben orientate come da ultima indagine Confcommercio-Censis, giugno 2025), posso (reddito disponibile crescente in termini di potere d’acquisto), ma in fondo non me la sento di spendere per l’incertezza che, in parte, è auto-inflitta a causa del viraggio negativo che contraddistingue il processo di elaborazione delle informazioni esterne. Come riportato dal Bollettino 2025 nr. 1 della BCE, gli italiani sottostimano grandemente e più degli altri concittadini europei la variazione del proprio reddito reale: ci percepiamo peggio di come siamo. E, quindi, spendiamo meno di quanto potremmo.

In questo ambito si trova la relazione che lega incertezza congiunturale con le cause strutturali. La bassa crescita endemica che ci ha contraddistinto nell’ultimo quarto di secolo costituisce una zavorra psicologica per le scelte correnti e prospettiche. Ma, nel complesso, consumi in crescita all’1% reale quest’anno sembra, oggi, un obiettivo alla portata. Resta qualche interrogativo sul reale dinamismo della spesa dei turisti, sia quella degli italiani in Italia sia quella dei turisti stranieri nel nostro paese.

Le aspettative sono toniche e la ricerca Confcommercio-Swg (luglio 2025) indica che, almeno in termini di percezioni e intenzioni dichiarate, le presenze e la spesa in Italia dovrebbero entrambe crescere nel quadrimestre estivo giugno-settembre, dopo i primi cinque mesi connotati da luci e ombre. Nel periodo gennaio-maggio dell’anno in corso, si registra, nei dati provvisori e parziali dell’Istat, una riduzione complessiva delle presenze dell’1,3%, dovuta a una variazione negativa del 3,5% di quelle degli stranieri (con un crollo dei quasi il 13% in maggio) e di una crescita dell’1,6% delle presenze degli italiani.

In sintesi: in assenza di ulteriori shock avversi, è possibile che nei prossimi mesi si assista a un rasserenamento dell’orizzonte della fiducia, causato da un più realistico apprezzamento delle condizioni di reddito crescente e inflazione costante o decrescente. Ciò permetterebbe, anche in presenza di una minore dinamicità della domanda estera, di raggiungere una variazione del PIL, nell’anno in corso, dello 0,7%”.  La nota è stata redatta con le informazioni disponibili al 1 agosto 2025 da Mariano Bella, Silvia Criscuolo e Livia Patrignani (Qui l’intera nota corredata dei dati a supporto).

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