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La formazione aziendale è una delle leve più importanti a disposizione delle aziende per attrarre, gestire e far crescere le proprie risorse umane. Per i lavoratori di ogni livello professionale,  la partecipazione a programmi formativi proposti dall’azienda, dagli enti di derivazione contrattuale o finanziati dai Fondi Interprofessionali, consente loro di migliorare le proprie competenze fondamentali in contesti di cambiamento ma anche di aumentare la propria employability e cercare nuove opportunità di carriera. L’offerta di formazione manageriale, tecnico professionale o corsi sulla sicurezza, in accordo con società esterne, enti e istituti certifica l’assoluta  qualità delle proposte.   Sul lato mestieri esistono scuole specifiche di riferimento come, ad esempio, Unisafo  la prima scuola di Alta Formazione dedicata ai salumi e ai formaggi, e MeatSchool l’Università della lavorazione della carne  ,  che sfornano professionisti per i banchi di salumi e formaggi e per le macellerie, non solo per la GDO.

All’interno di molte realtà, cito ad esempio, LIDL, Finiper Canova, Despar, Penny, Carrefour (leggi qui) e, naturalmente molte altre esistono poi vere  e proprie scuole.  Dai mestieri tradizionali alla formazione manageriale, risorse dedicate, affiancate da ottimi professionisti esterni accompagnano le diverse generazioni presenti in azienda nei loro percorsi di crescita. L’investimento per le insegne, in termini economici, è comunque rilevante. Esistono però diverse opportunità offerte dai contratti nazionali, spesso poco conosciute, create per proporre formazione di ottima qualità sia individuale che collettiva con la possibilità di personalizzarla sulle esigenze della singola impresa. È la dimostrazione che il CCNL oltre a fissare i minimi salariali, a definire diritti, doveri e regole del gioco può offrire importanti strumenti di  welfare previdenziale, sanitario e, in questo caso, formativo, attraverso fondi derivati e alimentati dalla contrattazione collettiva.

E che, una diversa impostazione  del modello contrattuale attuale  e di ciò che ne deriva termini di welfare  potrebbe innescare una spirale positiva anziché una sterile concorrenza tra CCNL simili. Così come gli enti dedicati (CFMT) o  i fondi interprofessionali per la formazione continua gestiti da organismi paritetici (promossi da datori di lavoro e sindacati) che permettono alle aziende di destinare lo 0,30% dei contributi INPS versati per la disoccupazione, alla formazione dei propri dipendenti, senza costi aggiuntivi. E questo vale per i dirigenti (FONDIR), dove il CCNL di riferimento è per tutti quello firmato da Confcommercio e Manageritalia così come il loro utilizzo. Per i quadri (QUADRIFOR)  e, per l’insieme dei lavoratori, il fondo professionale di riferimento (FOR.TE). A questi possono essere aggiunti interventi specifici erogati dagli enti bilaterali o dalle associazioni territoriali a livello locale per le insegne che fanno riferimento  a Confcommercio. Per le aziende,  rappresentano supporti fondamentali. Soprattutto per le medie e piccole che in questo modo possono accedere a finanziamenti derivati da iniziative gestite localmente dalle associazioni di categoria pur mantenendo specificità e  autonomia. Per quanto riguarda ciò che propone il  CCNL dei dirigenti il contenuto vale per tutta la GDO  essendo in vigore lo stesso CCNL. Per i Quadri l’utilizzo delle insegne GDO di Quadrifor  è ancora relativamente sotto utilizzato. Ad oggi le aziende GDO iscritte sono meno di trenta  con circa 1500 quadri. Pochi per il potenziale offerto dall’ente che potrebbe integrarsi con le iniziative aziendali che coinvolgono questa figura professionale  estremamente importante nella organizzazione aziendale. Sottovalutandone l’offerta le insegne GDO perdono risorse importanti.

Partiamo dai dirigenti. Nel comparto della GDO ne abbiamo circa 950. Negli ultimi anni in diminuzione nelle grandi insegne, in crescita nei discount, nelle piccole e medie. Inoltre, fuori dal perimetro tradizionale, ma rientranti comunque nelle attività collaterali della grande distribuzione troviamo strutture organizzative ibride, verticalizzate nella logistica o nella supply chain, con dirigenti coinvolti in altrettanti processi formativi. In  GDO, se la osserviamo in un perimetro attualizzato,  non contiamo meno manager rispetto al passato. Il fabbisogno complessivo di dirigenti è rimasto stabile, con una leggera crescita aggregata, ma si è spostato in realtà che operano nelle insegne pur appartenendo formalmente a mondi  differenti. Per questo nonostante l’uscita dei dirigenti Auchan, l’appartenenza dei dirigenti Conad e Coop al  CCNL Dirigenti Cooperative  e  qualche decina di unità ai  CCNL cosiddetti  “pirata” il numero totale, negli ultimi quindici anni in GDO, così intesa, la loro presenza è aumentato del 6% circa.

Diminuiscono nelle aree che in passato avevano registrato una crescita maggiore (back office tradizionale, acquisti, rete vendita, ipermercati e commerciali in genere)  e crescono nella logistica, nella supply chain e nell’IT) segnalando una trasformazione strutturale del modello organizzativo della distribuzione moderna. Sottolineo, per indicare un trend inevitabile, che assistiamo ad un fenomeno destinato ad accentuarsi.  Non solo si sono affermati modelli basati su efficienza operativa, logistica avanzata e discount di grandi dimensioni (LIDL, MD, Eurospin)  ad alta intensità manageriale ma alcune  figure, anche  apicali, escono formalmente dalla GDO tradizionale, si ricollocano fuori dal perimetro classico mappato come GDO ma rientrano nei contesti organizzativi di quelle aziende. Questo implica che l’osservazione del solo perimetro tradizionale  non consente più di rappresentare fedelmente la dimensione manageriale del settore.

FONDIR il fondo professionale dedicato ai dirigenti offre alle imprese aderenti l’opportunità di usufruire di risorse per promuovere e realizzare Piani Formativi concordati tra le Parti Sociali destinati ai propri dirigenti e propone un’offerta formativa a catalogo proposta da Business School, Università, Istituti e Strutture Formative. CFMT (che ho diretto per cinque anni, ne conosco il potenziale  e il livello di professionalità espresso) ha l’obiettivo di mantenere alta l’employability dei dirigenti e la competitività delle Aziende. Conta una Community di più di 30.000 dirigenti e 10.000 aziende associate: propone un’offerta formativa di alto livello innovativa e personalizzata sia per il singolo dirigente che per le aziende associate. Per quanto riguarda i Quadri le circa 30 aziende GDO iscritte a Quadrifor ci lavorano da anni e con ottimi riscontri. Ovviamente resta una categoria professionale  coinvolta dalla formazione erogata direttamente dalle  aziende.

Infine FOR.TE che è il più importante tra i Fondi interprofessionali per la formazione continua, per numero di aziende che lo hanno scelto.  Le imprese possono destinarvici la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS, il che rappresenta il principale vantaggio. Ciò vuol dire infatti che, senza alcun costo aggiuntivo, si può procedere alla creazione di progetti di formazione interni, scegliendo tra piani in essere oppure creando percorsi personalizzati. È rappresentativo dei diversi settori economici e del tessuto imprenditoriale italiano, fatto di piccole, medie, grandi aziende. Le aziende appartenenti alla Grande Distribuzione Organizzata, con numero di addetti superiore a 100 unità, sono 98 pari al 0,13% delle aziende aderenti del settore Commercio (76.071), di cui 45 sono aziende titolari di Conto Individuale Aziendale o facenti parte di un Conto di Gruppo. I dipendenti delle 98 aziende ammontano a 146.806 addetti pari al 15,63% dei dipendenti delle aziende aderenti nel settore Commercio (939.060). Gli interventi di formazione richiesti dalle aziende della GDO e rilevati dai Piani formativi finanziati dal Fondo, negli ultimi 5 anni hanno permesso di creare e finanziare piani formativi specifici per i dipendenti, coprendo costi di docenze, materiali e altro su argomenti e modalità decisi dalle singole insegne per arricchire le competenze professionali, per preparare  le risorse umane ai cambiamenti organizzativi, formarli sulla sicurezza sul lavoro e tutti gli altri argomenti fondamentali per lo sviluppo delle aziende e della professionalità dei  lavoratori.

                                                                                          * mio articolo per il numero 346 di MARK UP

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