Lavoro festivo e domenicale. Non scherziamo con il fuoco….

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

E’ di pochi giorni fa la notizia che BCPartners ha preferito congelare le procedure di vendita dell’azienda Old Wild West (http://bit.ly/2DrAH5j) per la poca chiarezza sul tema delle aperture domenicali. E’ vero. Fino ad oggi si è parlato prevalentemente della GDO e delle conseguenze negative che potrebbero verificarsi.

Non si è parlato abbastanza di chi vive di aperture domenicali. Ad esempio dei bar e dei ristoranti dei centri commerciali, di tutte le attività collaterali e dell’indotto. Decine di migliaia di piccoli imprenditori, artigiani, lavoratori, professionisti che nelle domeniche e nelle festività svolgono una parte importante del loro lavoro.

Per i 5s tutto questo non esiste; esistono solo quelli che loro ritengono lavoratori sfruttati. Ancora una volta la loro attenzione sembra essere sollecitata solo da un punto di vista. Il loro. E’ chiaro che ci sono lavoratori che non vorrebbero lavorare la domenica o nelle festività o che vorrebbero essere pagati di più. Così come è altrettanto chiaro che alcune di queste attività potrebbero essere distribuite nell’arco della settimana.

Leggi tutto “Lavoro festivo e domenicale. Non scherziamo con il fuoco….”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

La nuova politica tra scontri, assestamenti e prospettive

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Ha ragione Mario Sechi quando sostiene che il sistema politico sta attraversando una fase di assestamento dagli esiti ancora incerti. Probabilmente occorreranno più appuntamenti elettorali per potersi confermare definitivamente.

Il risultato elettorale del 4 marzo è stato però uno spartiacque fondamentale. Nulla sarà più come prima. Inutile illudersi che sia sufficiente mettere in piedi la replica 4.0 della  “gioiosa macchina da guerra” comunque attrezzata. Il cammino sarà lungo.

Troppe esigenze di protagonismi personali non in grado di ricucire il rancore che comunque si è riversato sull’establishment, sul passato e sul centro sinistra individuati come responsabili principali della situazione attuale per la maggioranza dell’elettorato. Idee e facce nuove necessitano però di tempo.

E questo spingerà la parte produttiva del Paese ad incalzare chi, nel Governo, è meno lontano da loro. Molti nella Lega lo hanno già capito e, su certe partite si stanno già riposizionando rendendo problematica  la convivenza con i 5s. Leggi tutto “La nuova politica tra scontri, assestamenti e prospettive”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

COBAS, CODACONS e compagnia cantante…

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

E’ un interessante interrogativo su cui riflettere quello che ci propone Dario Di Vico (http://bit.ly/2Pj8dBd) sul Corriere di oggi. E’ il primo sciopero della storia che accompagna e sfida il Governo sul suo terreno. O almeno una sua componente importante.

Lo invita a non essere timido, lo incita ad andare sino in fondo. Ne interpreta i sentimenti profondi e ne rivendica le teorie più ardite propugnate dai suoi consulenti. COBAS e CODACONS rappresentano due delle numerose  constituency alla base del successo del Movimento.

Sono entrambi un modello di organizzazione sociale di estremizzazione del malcontento collettivo e individuale che ha trovato nel movimento una sponda concreta. E così mentre il CODACONS si è assunto il compito di lanciare campagne che nascono e muoiono nel mondo della comunicazione mordi e fuggi, i COBAS, oggi, rilanciano uno strumento antico e desueto, lo sciopero del venerdì, per ribadire e rilanciare la primogenitura sui contenuti.

Leggi tutto “COBAS, CODACONS e compagnia cantante…”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

In ricordo dell’amica Jole Vernola…

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

L’ultima volta che l’ho incontrata è stato in ospedale. Poche ore prima che entrasse in coma. Non voleva vedere nessuno salvo la mamma e Francesco Rivolta. Di fatto un padre, un amico che l’ha vista crescere, ne ha apprezzato le doti e l’entusiasmo e l’ha accompagnata come nessun altro in tutto questo tragico percorso finale. 

Non voleva vedere nessuno. Soprattutto nelle ultime settimane.

Con me Jole ha fatto un’eccezione perché mi voleva bene e sapeva quanto ci tenevo a portarle un ultimo saluto. A guardarla negli occhi. 

Era una persona fuori dal comune. Ci siamo conosciuti tanti anni fa quando lavoravo in Standa, poi in Federdistribuzione e, infine, in Confcommercio. Mi considerava una sorta di fratello maggiore. Da quando mi ero trasferito definitivamente a Milano mi chiamava ogni venerdì pomeriggio per scambiare opinioni. Un appuntamento fisso. Il tema del lavoro, della contrattazione e dei problemi delle imprese  ha sempre appassionato entrambi.

La ragione vera delle sue telefonate però era per chiedermi se, a mio parere, i suoi atteggiamenti giudicati a volte  troppo ruvidi da molti, fossero sbagliati. Se le davo torto cercava di convincermi delle sue buone ragioni. Ci teneva al mio parere.

Sentivo che mi voleva bene. Un sentimento contraccambiato. Cercavo di esserne all’altezza.

In qualunque situazione si trovasse Jole non lasciava nulla al caso. Studiava, leggeva, si preparava. Era difficilissimo tenerle testa. Profondamente convinta e sempre in buona fede, indossava la maglia dell’organizzazione che rappresentava in quel momento con una determinazione  fuori dal comune.

Pretendeva da tutti ciò che imponeva a se stessa. Totale impegno e dedizione alla causa individuata. Amava concentrarsi sui dettagli. Era impossibile spingerla ad accettare soluzioni ambigue tipiche di un certo mondo non solo sul versante sindacale. Le norme dovevano essere sempre chiare ed esigibili. Per tutti. Chiarezza e comportamenti li pretendeva dalla aziende ma anche dalla sua organizzazione. Non amava le furbizie e le indecisioni. Ovunque e comunque  perpretati.

In un contesto organizzativo che non ha mai dato al tema del lavoro l’importanza che avrebbe meritato è riuscita ad ottenere e imporre risultati eccezionali. Trovarsela di fronte nei negoziati nazionali per i sindacalisti del comparto del terziario ha sempre rappresentato una esperienza indimenticabile come ricordano i migliori tra loro.

Stimava l’interlocutore intelligente, disistimava e non lo nascondeva gli interlocutori  superficiali o impreparati.

La Confcommercio perde una grande professionista.

Per me se ne è andata un’amica. In questo momento penso solo alla madre anziana e al fratello che è rimasto vittima di un gravissimo incidente qualche anno fa. A quello che Jole rappresentava per loro. E all’amore di Jole nei loro confronti.

Penso ai pochi giorni che abbiamo passato insieme in vacanza con le rispettive famiglie, penso ai momenti sereni, al suo sorriso. Al giorno che si è accorta del male che l’aveva colpita. Alle lacrime  trattenute. A come ha gestito con grande dignità e consapevolezza la sua malattia. Al bacio che ha cercato di darmi poco prima di mancare dalla poltrona in cui era inchiodata da mesi. E al fatto che, non riuscendoci,   mi ha guardato, spostando con grande fatica la maschera dell’ossigeno  biascicando le parole: “Mario, non ci riesco.  Però  fai come se te lo avessi dato”.

Questa era Jole.

Non riuscendo a fare ciò che per lei era importante in quel momento doveva comunque darmi una spiegazione. Come nei nostri venerdì. Adesso se n’è andata. Per sempre. Mancherà a tutti. A me moltissimo.

Cara amica mia, che la terra ti sia lieve.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Ich bin Mailänder….

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Sta venendo giù tutto. Era evidente fin dall’inizio che l’alleanza giallo verde non ci avrebbe portato da nessuna parte. Adesso rischiamo di essere veramente vicini all’orlo del burrone.  In questi mesi siamo stati accompagnati dal silenzio assordante dei corpi intermedi rimasti sostanzialmente al palo annichiliti dal risultato elettorale.

Soprattutto dal persistere di una campagna elettorale continua che si nutre di un rapporto diretto tra eletti e popolo. C’è stato chi ha tentato di sollevare interrogativi preoccupati o ha cercato di smarcarsi, ma tutto è sembrato inadeguato alla nuova situazione. Le organizzazioni di rappresentanza non sono riuscite a trovare un punto comune sul quale esercitare la loro responsabilità e il loro ruolo.

Nei giorni scorsi, però è successo qualcosa di nuovo. E non poteva che provenire da Milano. Un appello accorato, argomentato e coinvolgente si è levato dagli imprenditori milanesi. Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda ha rotto gli indugi e ha buttato il cuore oltre l’ostacolo. Un discorso semplice ed efficace. Un discorso “milanese” (http://bit.ly/2EwFC72 ) nel senso che si inserisce in un filone che dall’Expo in avanti ha caratterizzato l’ agire di questa città, delle sue istituzioni, della regione nella quale è inserita e di una politica portata avanti all’interno di una visione che sa mettere sempre il primo piano il bene comune. E quindi anche dell’insieme delle organizzazioni di rappresentanza.

Difficile inquadrare quelle parole nelle dinamiche politiche che vedono protagonisti i partiti di Governo e di opposizione. Milano non gioca quella partita. Non ne è interessata. “Sentirsi protagonisti del proprio futuro”. Non credo che uno slogan possa essere più efficace soprattutto di questi tempi. Leggi tutto “Ich bin Mailänder….”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Corpi intermedi, congressi e nuovi orizzonti da esplorare.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

L’interesse che suscita il prossimo congresso della CGIL credo sia dovuto non tanto al confronto interno sul futuro segretario ma sulla capacità o meno di quella organizzazione di traghettare fuori dal 900 fordista milioni di iscritti mantenendo la propria anima, i propri valori  e la propria capacità di mobilitazione su quei temi che mettono al centro la comunità intesa come antidoto all’individualismo, la speranza in un mondo inclusivo e solidale come antidoto al populismo e, infine, la capacità di non lasciare indietro nessuno in questa fase di transizione del lavoro che cambia e che manca, che impone a tutti un approccio diverso.

Dario Di Vico pone correttamente la questione ( http://bit.ly/2Esyk4y) guardando alla CGIL ma allargando la riflessione a tutti i corpi intermedi in un contesto di disintermediazione. Credo sia l’approccio corretto. Soprattutto per evitare l’errore di farsi trascinare nelle “beghe interne” come le descrive con la consueta ruvidezza lo stesso Di Vico.

Leggi tutto “Corpi intermedi, congressi e nuovi orizzonti da esplorare.”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Verso il congresso di gennaio della CGIL.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Maurizio Landini: “I miei modelli sono Di Vittorio e Claudio Sabattini, Pierre Carniti e Bruno Trentin, Berlinguer e Ingrao”. Pausa. “E ovviamente Massimo Troisi”. Perché? “Voleva fare nel cinema quel che io vorrei fare nel sindacato: ridare dignità alla rabbia, all’indignazione, lui con la potenza del riso, io con la potenza del lavoro. Voglio cambiare l’Italia cambiando il sindacato”.

Per capire meglio il candidato alla segreteria generale della CGIL è necessario partire da qui. Manca Papa Francesco. Ma è affidata alla presenza di Pierre Carniti in quel pantheon e forse a Massimo Troisi la dimostrazione della laicità del pensiero e della presenza di un senso dell’umorismo non elitario di cui gli altri personaggi citati non ne hanno mai dato segnali.

Riconosciuto come l’ultimo dei giovani pronipoti di «Sandino», come veniva anche chiamato il leader FIOM Claudio Sabattini, Maurizio Landini sta cercando di realizzare con questa candidatura, da un punto di partenza di sinistra-sinistra, ciò che a nessuno nella CGIL era mai riuscito: dare  continuità all’aspirazione dei metalmeccanici Cgil di dettare la linea a tutta la confederazione.

A dire il vero anche Susanna Camusso veniva da lì ma la sua estrazione riformista l’aveva posta spesso in contrasto con i duri e puri della FIOM. E questo l’aveva (forse) immunizzata da quel l’atteggiamento di superiorità  tipico di chi viene da quella esperienza.  Anzi. Leggi tutto “Verso il congresso di gennaio della CGIL.”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Maurizio Landini futuro segretario generale della CGIL. Una riflessione.

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

In tempi di leadership forti è evidente che Maurizio Landini si presenta con molte più chance di Vincenzo Colla come futuro segretario della CGIL. E anche come appeal per militanti sempre più spaesati.

Fa bene Giuseppe Sabella a rilanciare ciò che è stata una sua intuizione in tempi non sospetti  (http://bit.ly/2CySkAD). Il segretario generale ha fatto il suo endorsement. Adesso la parola passa al direttivo confederale. Un metalmeccanico che sostituisce un altro metalmeccanico di estrazione (Susanna Camusso).

Maurizio Landini ha mostrato diverse facce in questi anni e ha interpretato diverse parti in commedia. Difficile capire se anche questa volta si produrrà in giravolte politiche positive cercando di portare a sintesi  tutte le sensibilità presenti in CGIL oppure la scelta è la conseguenza logica dell’incomunicabilità che a sinistra ormai sta mettendo su sponde contrapposte i cosiddetti ricostruttori.

La CGIL è profondamente diversa dalle altre due organizzazioni sindacali. Sarebbe troppo semplice divedere categorie e dirigenti arruolandoli da una parte o dall’altra. Però il problema esiste. Impostazioni  diverse hanno prodotto una visione dell’azione sindacale, della contrattazione e del riformismo pur di radice socialdemocratica, molto  differenti. E ultimo ma non ultimo una inevitabile competizione interna tra queste visioni.

Il mandato di Susanna Camusso ha dovuto i fare i conti inizialmente con la riottosità che i metalmeccanici hanno sempre riservato ai dirigenti della loro Confederazione sentendosi sempre un po’ un’altra Confederazione  e all’astio che una parte della segreteria della categoria le aveva personalmente riservato in forza dei suoi trascorsi in FIOM.

Leggi tutto “Maurizio Landini futuro segretario generale della CGIL. Una riflessione.”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

La formazione in azienda. Come dare sostanza al diritto soggettivo

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

I prossimi rinnovi dei Contratti nazionali riporteranno al centro del confronto il tema della formazione come diritto soggettivo. Ad oggi i fondi interprofessionali per i lavoratori dipendenti   coprono la quasi totalità delle richieste delle imprese pur essendo previsto, ad esempio nel CCNL del terziario un fondo dedicato ai Quadri.

E’ una specificità singolare in rapporto agli altri contratti che potrebbe rappresentare un buon punto di partenza per una riflessione a 360° sulle nuove opportunità della  formazione proponibile dalla contrattazione. Il fatto stesso che chi se ne occupa per nome e per conto delle parti sociali preferisca utilizzare un termine generico e lontano dalle logiche  contrattuali come “Middle Management” la dice lunga sulla vetustà stessa dei confini imposti dall’articolo 2095 del codice civile.

Dentro questa categoria ormai c’è di tutto. Dal merito, alla professionalità fino all’anzianità di servizio. Una parte, la più alta,  è decisamente sotto inquadrata perché probabilmente meriterebbe la dirigenza per ruolo, compiti e funzioni, un’altra, la più bassa  arriva a volte a premiare una lunga e onorata carriera aziendale non sempre legata a criteri professionali.

E’ il risultato dell’essersi dovuti concentrare su di un livello contrattuale che è un sotto prodotto del taylorismo novecentesco quindi  di una cultura ormai decisamente superata. Questo è uno dei motivi, non l’unico ovviamente, per il quale le imprese hanno dovuto compiere sforzi enormi per adattare l’evoluzione dei loro modelli organizzativi all’inquadramento professionale applicabile rischiando cause legali, malintesi e sovrapposizioni di ruoli, soprattutto nel terziario di mercato.

Leggi tutto “La formazione in azienda. Come dare sostanza al diritto soggettivo”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Staff meeting di CFMT a San Patrignano

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn

Lunedì e martedì tutto il CFMT andrà in “ritiro” in quel di San Patrignano. Partiremo domenica pomeriggio tutti insieme da Milano e da Roma con l’obiettivo di riflettere su di noi e su come possiamo fare meglio il nostro lavoro al servizio delle imprese e dei manager del terziario.

Con i formatori di San Patrignano lavoreremo su due concetti importanti: “Cambiamento e Consapevolezza”. E’ senza dubbio  il luogo più adatto per farlo. Un giorno intero a stretto contatto con i ragazzi, lavorando e pranzando con loro e cercando di capitalizzare la loro esperienza, il loro impegno, la loro determinazione a cambiare ma anche le loro speranze nel futuro.

CFMT ha bisogno di un “tagliando” organizzativo.

L’obiettivo che ci siamo dati è importante. I numeri delle partecipazioni alle nostre iniziative, la nostra capacità di accogliere i dirigenti  e di consigliarli, i nostri percorsi di eccellenza, le partnership con i principali atenei italiani, parlano per noi.

Abbiamo in cantiere idee e progetti da implementare per supportare i manager nelle transizioni professionali e per sostenere la competitività delle nostre imprese, due sedi all’avanguardia a Milano e Roma e una Learning House dotata di strumentazioni sofisticate e siamo impegnati in ulteriori investimenti tecnologici.  Leggi tutto “Staff meeting di CFMT a San Patrignano”

Tweet about this on TwitterShare on FacebookShare on LinkedIn