Caos tra gli scaffali della Leroy Merlin. Dove ci può portare?

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I Cobas esultano in quel di Biandrate. Dopo una  ventina di  giorni di scontro duro sui piazzali (https://bit.ly/3tKwkhU) con conseguenze gravissime sui rifornimenti ad Esselunga, l’azienda che ne gestisce i magazzini ha preferito ritirare la sospensione cautelare dei 28 lavoratori. Brivio e Viganò dal primo agosto è subentrata a 5 distinte cooperative nella gestione dell’hub logistico di Esselunga per i reparti frutta-verdura e drogheria facendosi carico di tutto il pregresso. Comprese le tensioni causate da situazioni mal gestite in precedenza che hanno contribuito a deteriorare il contesto e alimentato il conflitto.

 Ha ragione  il sindacalista dello Slai Cobas Massimino Dell’Orfano quando dichiara che quello che è avvenuto “passerà alla storia”. Nulla sarà più come prima. Il blocco ermetico delle merci in uscita per 20 ore tra il 20 e 21 ottobre per indurre l’azienda a revocare le 28 “espulsioni” di lavoratori sui piazzali segnano la prima grande vittoria dei Cobas nel comparto.  Come ho già scritto, quando il Gip del Tribunale di Milano sez. penale, ha archiviato il procedimento a carico di 32 lavoratori e attivisti del SI Cobas  per i fatti accaduti durante gli scioperi avvenuti ad agosto e settembre 2021 fuori ai cancelli dei magazzini Unes – Brivio & Viganò di Truccazzano e Vimodrone (MI) ha determinato  una svolta destinata a produrre inevitabili conseguenze. La degenerazione delle lotte sindacali promosse dai sindacati di base sui piazzali della logistica e la crisi di leadership del sindacalismo confederale, stanno creando un corto circuito pericoloso.  

Aggiungo che quando si legge in una sentenza della magistratura che: “un picchetto fuori dai cancelli in occasione di uno sciopero, condotto dai lavoratori attraverso l’ostruzione delle vie d’accesso al posto di lavoro operata con la loro presenza fisica e finalizzato ad impedire l’ingresso delle merci, non è punibile poiché tale forma di lotta è parte integrante del diritto di sciopero e della libera iniziativa sindacale, tutelate dagli articoli 39 e 40 della Costituzione” si può comprendere benissimo la traiettoria dove potrà portare. Ci siamo già passati negli anni 60 e 70 del secolo scorso.

Dichiarando certi comportamenti non punibili, di fatto è come se fossero legittimati, quali azioni “necessarie” per imporre alle aziende il proprio punto di vista. È chiaro l’obiettivo del SI Cobas e non solo. Utilizzare questo “successo” per rilanciare un ruolo antagonista del sindacalismo di base e trascinare su questo terreno anche le organizzazioni sindacali, in tutto o in parte, che hanno scelto da decenni di evitare di ricorrere a queste forme di lotta estreme. O porsi come loro alternativa. Ma non c’è solo Biandrate.

Alla Leroy Merlin la situazione è ormai precipitata. Si susseguono manifestazioni e cortei interni che non risparmiano l’area vendite. Lo scontro in atto è durissimo.  Nessun punto vendita è risparmiato. Assago e Rozzano, Corsico, Moncalieri, Collegno, Torino. I militanti Cobas entrano e buttano a terra grandi quantità di merce o li abbandonano  altra davanti alle casse e nelle corsie (https://bit.ly/47C4ROw). Un portavoce di Leroy Merlin ha detto al quotidiano Il Giorno che negli ultimi quaranta giorni azioni simili sarebbero state almeno una trentina in tutto il Nord Ovest, e che starebbero causando all’azienda «milioni di euro di danni».   Decine e decine di carrelli pieni, lasciati abbandonati davanti alle casse dei punti vendita Leroy Merlin, merci gettate a terra, scaffali divelti.

La scorsa settimana un altro “sabotaggio” era stato organizzato anche a Genova e a Torrazza Coste (Pavia). L’azienda ha fatto aperture davanti al Prefetto  prontamente respinte dai Cobas. Che oltretutto non ha rispettato la tregua prevista a quel tavolo. Fermo il progetto organizzativo che prevede l’abbandono del magazzino e la sua demoltiplicazione sul territorio, il numero di persone coinvolte è tale che una soluzione occupazionale   complessiva potrebbe essere possibile. Una volta accettata la chiusura Leroy Merlin, a mio parere,  potrebbe, offrire, attraverso lo strumento del “repêchage” e in un tempo ragionevole, posti di lavoro nella sua organizzazione sul territorio nazionale….

Negli incontri avuti in Prefettura l’azienda aveva già fatto qualche apertura. Ma i Cobas non vogliono una soluzione. Vogliono dimostrare a tutti che loro sono in grado di sconfiggere il disegno organizzativo dell’azienda.  Con effetti disastrosi sulle prospettive.  Per questo continuo a pensare che si stia aprendo un nuovo fronte di scontro sociale, per ora ancora localizzato ma destinato ad estendersi,  all’intero terziario povero. Penso a ciò che potrebbe succedere in un grande centro commerciale ad opera di piccole minoranze. E questo quadro, molto complesso  da ricomporre andrebbe affrontato per tempo, anche a  livello associativo e con le istituzioni preposte.  Non lasciando sola l’azienda.  

La riflessione proposta sul quotidiano Il Foglio sul tema è  netta: “sempre più spesso ci sono gruppi che si arrogano la ragione, e pure il diritto, di procedere alla “rieducazione” degli altri. Senza che nessuno abbia stabilito se esista un torto, senza alcuna contrattazione sindacale o discussione secondo regole condivise si passa alle vie di fatto per imporre la propria ragione”.

Il rischio della tempesta perfetta è evidente. In un contesto mediatico  e sociale sempre più indulgente nei confronti di chi si ribella al “sistema” indipendentemente dal modo e dalle ragioni, si stanno verificando 4 condizioni in sequenza simultanea. C’è una base sociale formata da immigrati di prima e seconda generazione o da disperati  che sanno di non aver nulla da perdere spesso gestiti da spregiudicati appaltatori e/o caporali.   Una rappresentanza sindacale in perenne competizione tra sigle estremiste, sia nel linguaggio che nell’azione, disposte ad azioni illegali, che li strumentalizza,  dietro slogan semplici quanto efficaci del tipo: “Toccano uno, toccano tutti”. Un apparato repressivo che non riesce a neutralizzarne l’azione con tempestività ed efficacia perché questi piccoli gruppi compaiono e scompaiono velocemente.  E, infine, una  parte della magistratura che, sulla scorta di un pregiudizio sull’intero sistema della logistica, non distingue episodi specifici  e strategia politica collegata, evitando accuratamente di  affrontarli uno per uno in base alle responsabilità individuali e non cedendo a pretesti sollevati da professionisti del caos che andrebbero, al contrario,  stigmatizzati e messi in condizione di non nuocere.

Certo ci sono anche le cooperative spurie, i sub sub appalti, lo sfruttamento e le malversazioni che vanno affrontati con altrettanta decisione dalle imprese. E gli appaltatori poco seri che fanno il doppio gioco vellicando i cobas. Il comparto è però altrettanto contrassegnato da interlocutori seri sia tra gli operatori logistici che nel sistema cooperativo. Ma occorrerebbe valutare  con grande attenzione e serietà la deriva che si sta presentando davanti alle aziende del comparto, altrimenti lo scenario che avremo di fronte diventerà  ingestibile.

 

 

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2 risposte a “Caos tra gli scaffali della Leroy Merlin. Dove ci può portare?”

  1. Da ex dipendente di Le Roy Merlin a Castel San Giovanni ne potrei raccontare di cose … 350 dipendenti di cui 100 e passa team leader / responsabili con stipendi dai 3.000 ai 5.000 euro e senza compiti operativi in magazzino … E il resto del personale che viene usato come bacino elettorale e va avanti da anni di rinnovo trimestrale in rinnovo trimestrale … Altro che realtà sindacalizzata … La fattoria degli animali …

    1. Sia chiaro che non dico queste cose per ripicca ma perché vengo da una famiglia progressista di comunisti veri e ho avuto la fortuna di studiare e viaggiare nella vita e so trarre le mie considerazioni sui fenomeni dell’ esistente. Sono approdato in questa realtà con grandi speranze e me ne sono andato con il rammarico di aver constatato che dove avevano la forza e i numeri per dimostrare qualcosa, i lavoratori si sono dimostrati tali e quali ai padroni … Dai all’ uomo un briciolo di potere senza la cultura e la disciplina per amministrarlo e si rivelerà la peggiore delle bestie ( lo dico da amante degli animali per cui con tenerezza ) … Ne ho sentite e viste di tutti i colori …

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